Incontro di Natale 2011
Campobasso – domenica 18 dicembre

La Cattedrale – Parrocchia Santa Maria Maggiore di Campobasso in una foto del Trombetta.

La chiesa sede vescovile di Campobasso fu costruita nel 1504 al di fuori della cerchia delle mura della città vecchia. Qui un tempo si trovava la sede della congrega dell'ordine dei Trinitari. Però già dal 1490 i frati trinitari dell’ordine fondato da S. Giovanni de Matha officiavano la chiesa di S: Pietro in via Piana. Nel 1504 Andrea De Capoa cominciò la costruzione di una nuova chiesa nella Piazza del Mercato presso cui si trasferì la Congrega dei Trinitari. oggi detta Piazza Prefettura. E’ opinione comune che i trinitari suggerirono al duca Andrea il nome da dare alla nuova chiesa: infatti fu chiamata SS. Trinità. Appena terminata la chiesa, la congrega dei trinitari da S. Pietro in via Plana si trasferì nella chiesa della SS. Trinità. Adiacente alla chiesa, in seguito, fu iniziata la costruzione del possente campanile. L’ing. Nauclerio nel 1688 riferisce che la chiesa aveva tre navate, era coperta da lami e da canne e conteneva tre quadri scorniciati di stucco.
Nel 1500 vi furono contese tra la congrega dei trinitari che era nella chiesa SS. Trinità e quella dei crociati che era nella chiesa di S. Maria della Croce, fino alla pacificazione per opera di fra Girolamo da Sorbo avvenuta il 5 marzo 1587. In ricordo di tale avvenimento fu eretto il tempio della Pace dove oggi sorge il sacro convento del S. Cuore dei Padri Cappuccini.
La torre campanaria e la facciata furono costruite alla metà del XIX secolo. A causa della distruzione dovuta al terremoto del 1805, l'edificio fu riprogettato dall'arch. Musenga, autore anche di quello della chiesa di San Michele Arcangelo di Baranello; la ricostruzione avvenne tra il 1815 al 1829; il pronao esastilo fu costruito invece dal 1855 al 1859 con colonne di ordine ionico, come quelle interne. Nel 1860 la chiesa venne chiusa al culto ed utilizzata come caserma e successivamente come ospedale militare. Solo nel 1927 con il trasferimento della diocesi da Bojano a Campobasso la chiesa riconquistò lo splendore che ancora la caratterizza e venne denominata cattedrale.
La chiesa, come appare oggi, fu ricostruita in seguito al terremoto del 1805 secondo lo stile neoclassico, quello in auge all'epoca dei restauri. La facciata si presenta in stile neoclassico con il tipico frontone triangolare. L'abside della chiesa è abbellito dall'affresco "La Pentecoste" di Romeo Musa mentre nella sacrestia è situato un dipinto napoletano su tela dell'Incoronata risalente alla fine del Seicento. Delle tre navate della chiesa due sono dotate di grosse cappelle mentre nel presbiterio è possibile ammirare il baldacchino sostenuto da capitelli corinzi. Essendo stata un tempo sede della congrega dei Trinitari tutte le vetrate policrome della chiesa rappresentano i santi e i vescovi difensori del dogma della Trinità. La facciata in pietra è in stile neoclassico, con pronao formato da quattro colonne centrali e due pilastri laterali con capitelli ionici, che sorreggono un frontone triangolare. A sinistra della facciata sorge la torre campanaria. L'interno dell'edificio è suddiviso in tre navate, senza transetto; nelle navate laterali si aprono due cappelle: a destra quella del S. mo Sacramento, in cui è stato trasferito il coro restaurato recentemente, decorata con l'affresco dell'Ultima Cena dipinto nel 1933 da Amedeo Trivisonno; altri affreschi del pittore, conservati nella chiesa, sono la Moltiplicazione dei pani e dei pesci e la Consegna delle chiavi ed altri dipinti ad esso riconducibili si possono ammirare nella cappella del S.mo Rosario. La cappella di sinistra è dedicata a San Giuseppe e al Sacro Cuore.

Trivisonno Chiesa Cattedrale Campobasso Ultima Cena Foto di M. Ruffo

 

CAMPOBASSO E I SUOI MISTERI


"I Misteri e il Mistero: il folcloristico resti sempre unito
allo spirituale, in un intreccio vitale necessario ad entrambi.
Senza l’afflato spirituale, il popolare diviene
pura manifestazione estetica o teatrale.
Ma anche lo spirituale ha bisogno di quella “carne”
che incarna nel vissuto la forza della fede."
+ p. GianCarlo Maria Bregantini


Sintesi  sulla storia  dei  Misteri


I famosi Misteri furono ideati e studiati dallo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno intorno al 1740 e dal 1748 hanno sempre sfilato per le strade della città di Campobasso, in occasione della festività del Corpus Domini. Ne furono costruiti 24, ma solo 18 partecipavano alle sfilate, fino al 1805, quando un terremoto violento colpì la città di Campobasso ed alcune di queste opere furono danneggiate irreparabilmente, per cui ne rimasero solo 12,  fino al 1959 allorché il 13° fu riparato dai fratelli Tucci, noti artisti del ferro battuto. Queste macchine, dette anche ‘ingegni’sono costituite da un basamento in legno ben fissato su due travi sempre in legno, che servono da appoggio alle spalle dei portatori. Al centro di tale basamento è ben fissato un’infrastruttura verticale in acciaio alta circa quattro metri, struttura costituita da un’asta centrale e diversi ramificazioni sempre in acciaio sui quali vengono adagiati i bambini che costituiscono il ‘ mistero ‘. Il peso varia da 350 a 450 Kg a secondo del numero di personaggi che compongono il mistero. Si dice che questi ‘ingegni’ non sono ricostruibili e ciò è dovuto al fatto che ognuno di essi è stato considerato ‘ terminato ‘ dall’autore, solo dopo innumerevoli simulazioni e scrupolosa osservanza di un gioco di baricentri. Tutte le sperimentazioni e simulazioni non sono state trascritte dall’autore, per cui sono rimaste nella sua personale esperienza, quindi non sono tramandate; esistono però tutti i disegni dei 24 misteri. Paolo Saverio Di Zinno fu anche autore di numerose sculture rappresentazioni su tela, opere che si possono ammirare in chiese che vanno dalle Marche alla Calabria.

MdL Antonio Di Zinno.

 

Foto a cura del Cav. MdL Gino Calabrese

 
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