LARINO - INCONTRO DI PASQUA
Domenica 10 Aprile 2011

Ci ha  guidato alla scoperta, e per molti ‘riscoperta’, di questa meravigliosa località, l’istrionico storico Giuseppe Mammarella di Larino. Ha fatto gli onori di casa il MdL Sergio Fagnani.

LA STORIA DI LARINO
L'origine di Larino è sicuramente anteriore alla fondazione di Roma, come si desume dalle iscrizioni sulle lapidi rinvenute nel corso degli anni e gli studiosi ne identificano la nascita (1200 - 1100 a.c.) ad opera di popoli italici, probabilmente gli etruschi, che identificavano in Ladinod l'Urbs princeps frentanorum, vale a dire la capitale della Frentania.
Con il passare dei secoli questo termine subì modifiche tramutandosi nel nome latino Larinum e in epoca romana fu una città  importantissima e dopo la vittoria dei Romani sui Frentani nel 319 a.C., Larino assunse a res publica Larinatium, restando autonoma rispetto alle altre città  frentane, per volontà  dei vincitori che ne fecero un centro chiave per controllare i Sanniti.
Durante la seconda guerra punica (217-201 a.c) fu teatro di battaglie tra l'esercito di Annibale, accampato nella vicina Gerione, e Fabio Massimo, dittatore a Larino.
Al tempo di Augusto, venne trasferita una colonia militare cluenziana, che pare dette il nome ad una delle famiglie della Frentania, la Cluentia. A questa famiglia appartenne Lucio Cluentio, larinate, che mori nel 89 a.c. nella battaglia di Nola.
A Larino nacque anche Aulo Cluentio, noto per essere difeso da Cicerone nella celebre orazione Pro Cluentio pronunciata nel 66 a.c. Successivamente, dopo la caduta dell'impero romano, la dominazione dell'Italia meridionale ad opera dei Longobardi (VI - X sec d.c.) influenzò la vita di Larino che divenne parte integrante del Ducato di Benevento, conservando una certa autonomia giuridica garantita dalla presenza di un conte.
La data tradizionale dell'842, associata alla memoria della traslazione delle reliquie del patrono S.Pardo, mette in relazione l'esodo definitivo dell'antica città  dal sito collinare alla vallata sottostante, difesa dalle incursioni saracene ed ungare, da alte mura di cinta.
Nel nuovo nucleo, sotto la successiva influenza del Regno di Napoli, a partire dal XIII sec. d.c., recuperò tutta la sua importanza e la presenza di un importante fortezza, successivamente adibita a residenza dei regnanti dell'epoca ne è la testimonianza unita alla costruzione della nuova Cattedrale (consacrata il 30 luglio 1319). Il 26 gennaio del 1564, il vescovo Belisario Balduino, reduce dal Concilio di Trento, aprì a Larino il primo seminario diocesano nel mondo cattolico.
Con il riordinamento amministrativo nel Regno di Napoli (1806), Larino riacquistò un ruolo istituzionale determinante, divenendo capoluogo di distretto, così come quando passò (1811) dalla Capitanata al nuovo distretto di Molise.

LA CATTEDRALE
La Cattedrale di Larino, consacrata il 30 Luglio 1319, dedicata all'Assunta ed al Patrono della città , San Pardo è considerata come uno degli edifici più importanti dell'architettura religiosa dei secoli XIII e XIV dell'Italia centrale.
La cattedrale di Larino presenta una struttura tipicamente romanica nella quale si innestano alcuni elementi tipici della corrente culturale del gotico, di cui l'arco ogivale rappresenta l'elemento tipico.
Gli studi attuali concordano nel ritenere la costruzione organizzata in due tempi diversi, considerando la presenza all'interno di navate asimmetriche e dalla posizione della facciata, fortemente inclinata rispetto all'asse longitudinale della chiesa.
Particolarmente raffinato è l'apparato scultorio della facciata. Assoluto capolavoro è il rosone, incorniciato da archivolti sporgenti sostenuti da colonnine pensili. Le decorazioni delle colonnine formanti i raggi, sono tutte di fattura diversa e l'una dall'altra, e fatto particolare il loro numero è dispari, tredici.
All'interno, particolarmente interessanti, sono gli affreschi del tardo trecento e del pieno quattrocento raffiguranti: l'Annunciazione, Sant'Orsola e le vergini, San Michele Arcangelo, San Benedetto e San Mercurio intento ad uccidere Giuliano l'apostata.
Realizzato nel 1451, posto sul lato esterno della facciata, alto ben 33 metri, troviamo la torre campanaria iniziata da Giovanni da Casalbore e completata solo nel 1523. La Basilica Cattedrale di Larino, fu dichiarata monumento nazionale nel 1890.

L’ANFITEATRO
Edificato nel I secolo d.C., presumibilmente tra il 70 ed il 150 d.C., durante il dominio dei Flavi, grazie alla generosità  del senatore larinense Quinto Capito, l'anfiteatro rappresenta la testimonianza più spettacolare ed imponente del periodo in cui Larino era un importante città  romana.
La struttura, capace di contenere fino a 18.000 spettatori, è in parte scavata nel tufo per circa sei metri e in parte costituita da strutture murarie sopraelevate.
Ha una forma ellittica, con le quattro porte disposte alle estremità dei due assi, di cui quella a nord, la "Porta dei Gladiatori", che consentiva l'accesso del corteo che precedeva i giochi e l'uscita dei gladiatori vincenti, mentre quella a sud che serviva per portare fuori i resti degli animali uccisi durante le esibizioni e i corpi dei gladiatori morti.
Affascinante è¨ l'arena delimitata da un canale per lo scolo delle acque e con al centro una fossa quadrata utilizzata probabilmente per il sollevamento delle gabbie degli animali.
Il settore riservato ai nobili, formato da tre gradini rivestiti di pietra, è posto a circa due metri di altezza dal piano dell'arena.
Continuando a salire troviamo prima sei gradinate scavate nel tufo e destinate ai cavalieri e poi, ancora più in alto e solo nel lato nord-occidentale ciò che resta della struttura sopraelevata.
Nulla invece è rimasto della summa cavea, costruita con molta probabilità  da assi di legno.
Oltre all'edificio romano gli scavi hanno riportato alla luce anche una necropoli antichissima (VIII-VI secolo a.C.) e altri reperti di epoca arcaica ed ellenistica.

IL PALAZZO DUCALE
Ci ha dato il benvenuto l’Assessore alla Cultura del Comune, Dott. Massimo Starita.
Edificato tra il 1100 ed il 1200 per volontà dei ricchi normanni, fu usato come dimora delle famiglie che reggevano le sorti di Larino e come prigione nella quale venivano rinchiusi banditi ed altri criminali.
La sua collocazione era considerata strategica, in quanto era costruito tra la “Porta di Piano” e la “Porta da Basso” che fino alla metà dell’800 erano gli unici ingressi alla cittadina frentana.
Il Palazzo conservò la sua struttura di fortezza fino alla metà del 1600 ospitando le famiglie regnanti dell’epoca come i Francia, i Carafa, i De Sangro.
Dalla sua costruzione ad oggi il palazzo subì numerose modifiche, con la distruzione di sue vecchie parti e la costruzione di nuove.
L’edificio è costituito da più piani, ed al suo accesso, dopo una lunga scalinata, presenta un atrio porticato sui quattro lati sui cui appoggia un loggiato con ampi archi a sesto acuto.
Al primo piano è ubicato il Museo Civico, nella quale sono raccolti numerosi reperti per periodo romano, tra i quali anche diversi mosaici pregiati di età imperiale.
Nella metà del 1800  venne acquistato dal Decurionato della Municipalità di Larino

VILLA ZAPPONE
La Villa Zappone, di proprietà  dell'Avv. Filomeno Zappone, è una costruzione risalente ai primi del Novecento. Nel 1994 lo Stato ha esercitato diritto di prelazione nei confronti della Villa e del Parco adiacente. I lavori di scavo di quest'ultimo hanno riportato alla luce un bellissimo mosaico ed i resti di un imponente complesso termale di età  romana. Oggi insieme ai resti romani sono visibili le scuderie e la lavanderia.
Nelle scuderie è possibile ammirare un condotto fognario perfettamente conservato che, probabilmente alimentava le acque delle terme. Il materiale emerso durante le compagne di scavo, servì a comporre il pavimento dell'atrio d'ingresso, un caminetto e l'elegante pavimento della Biblioteca.
Il portone principale, così come l'armadio situato nelle scuderie ed il soffitto della sala da pranzo, presenta le iniziali "FZ" del fondatore.
Il 16 ottobre 2010 Villa Zappone è ritornata ai vecchi splendori: così titolano gli organi di stampa di cui si riporta uno stralcio da Primonumero.it-News
<<16/06/2010 - VILLA ZAPPONE TORNA AD ANTICO SPLENDORE:
"AVVENIMENTO STORICO” Larino. Dopo anni di restauro Villa Zappone è stata restituita  in tutto il suo splendore ai cittadini che ne vorranno usufruire. Si è svolta stamane 16 giugno la cerimonia di  inaugurazione della struttura rinnovata. Di stile liberty, Villa Zappone nasce nel 1890 e racchiude in sé, come uno scrigno, terme di epoca romana, mosaici unici nella loro fattura, antiche scuderie private ad uso dei vecchi  proprietari, e nel vasto parco, numerose piante autoctone. Per  la gestione è stato firmato un protocollo d’intesa con la  Soprintendenza alle belle Arti, il Comune di Larino l’Università del Molise, una sinergia dunque che permetterà alle varie istituzioni firmatarie dell’intesa di tenere aperto il parco archeologico. «Un avvenimento storico» lo definisce Massimo Starita assessore alla cultura del Comune di Larino «in quanto sono tanti i larinesi che nemmeno conoscono  l’esistenza di questa meraviglia al centro della città – prosegue l’assessore - come Comune da soli non potevamo farcela, da qui l’intenzione di mettere in piedi un progetto lungimirante, che vede coinvolte anche le varie associazioni culturali presenti a Larino, prima fra tutte la Pro Loco». Ma alla domanda sul futuro in generale, sulla situazione in cui versano diversi siti archeologici di Larino, non nasconde la sua amarezza dichiarando che «sicuramente bisogna investire di più nella valorizzazione delle nostre bellezze naturali. Certo  i tempi che corrono non sono rosei, però se si riesce a far  passare il nostro progetto pilota come un metodo di lavoro  possiamo ben sperare anche per gli altri siti desolatamente  abbandonati». Un punto importante dunque quello messo a segno dal Comune di Larino, che cerca di riconquistare quel ruolo  centrale nella cultura che anni ed anni di incuria hanno purtroppo messo in discussione>>.

IL MOMENTO RELIGIOSO.
La celebrazione della Santa Messa presso il Convento dei Cappuccini, è stata officiata da Padre Giorgio Ramolo. I Maestri hanno animato il rito con letture e canti preparati dal collega Enzo Armanetti.

 


NOTIZIE STORICHE
Nella parte nord della città, in prossimità  dell'omonima pineta, sorge il Convento dei Cappuccini, eretto nel 1535 ha il vanto di essere il primo convento sorto nella Provincia di S.Angelo (comprendente il Molise e parte delle Provincie di Foggia, Benevento, Avellino e Caserta).
Nel 1630 furono ultimati i lavori di ampliamento della chiesa che si onora di custodire le spoglie mortali di santi religiosi come i fondatori Padre Paolo da Sestino, Padre Sante da Castelluccio e Padre Antonio Spagnuol,su desiderio di mons. Morsellino, vescovo di Guardalfiera ed a spese di Adriano Morsellino, fratello dello stesso vescovo. Il fabbricato dello stabile del convento fu affiancato ad una vecchia chiesina preesistente intitolata alla Croce. In detto convento si tenne un capitolo provinciale, il primo di cui è pervenuta notizia. Fu fabbricato con appena 9 cellette. In seguito furono ingranditi il convento e la chiesa (1630). Vi ha dimorato per vari anni il Servo di Dio p. Raffaele da S. Elia a Pianisi. In vista di una probabile soppressione, furono inventariati tutti i beni del convento il 10 agosto 1808; il relativo verbale fu consegnato al superiore del convento p. Bonifacio da Castelvetere. La paventata soppressione non avvenne subito, ma solo nel 1811 preceduta da altri inventari consegnati allo stesso p. Bonifacio da Castelvetere. La soppressione avvenne perché la famiglia religiosa non arrivava al previsto numero di frati: il numero richiesto era di dodici elementi. Fu riaperto nel 1816 e chiuso definitivamente con la soppressione del 1866. Fu adibito dal comune in un primo tempo a scuola rurale e poi sino al 1939 ad ospizio per gli anziani. Solo il 24 ottobre del 1948, grazie alle volontà  di Padre Pio da Pietrelcina e dell'allora sindaco di Larino, Ugo  Pietrantonio, i Cappuccini tornarono nella città  frentana.


 

ARTE: nella Cappella della chiesa troviamo la Madonna della Pietà, quadro attribuito ad Antonio Solario, detto lo Zingaro, che operò nella prima metà del XV secolo. L’Altare maggiore si adorna di una Natività, che potrebbe essere del pennello di Francesco Tolentino (XVI sec.). Nella Cappella interna del convento si trova una tela ad olio firmata da un tale Crescentius o Conscius del 1743, raffigurante la Madonna tra Santi Francescani: S. Antonio di Padova, S. Felice da Cantalice, S. Fedele da Sigmaringa.
E dopo tanto movimento, l’appetito si è fatto sentire prepotente, ma soddisfatto egregiamente dal raffinato menu del Campitelli 2.

 

 

 

Ci salutiamo con affetto, soddisfatti della giornata trascorsa, con un arrivederci al 1° maggio.
Il collega Cav. MdL Luigi Calabrese ha immortalato i momenti più salienti dell’incontro.

 
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