Che io possa vincere, ma se non dovessi riuscirci

che io possa tentare con tutte le mie forze.


CONSOLATO REGIONALE MAESTRI DEL LAVORO DEL MOLISE
E

ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN DEL MOLISE

 

ACCORDO DI COLLABORAZIONE
PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO “IL MERCATO DEI SAPERI”



TRA
L’ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN – ONLUS - Sezione di Campobasso, con sede  in Campobasso, in  Via Montegrappa n. 31,  nella persona del Presidente, legale rappresentante, Dott/ssa Giovanna Grignoli

E
la FEDERAZIONE MAESTRI DEL LAVORO DEL MOLISE, nella persona del Console, Dott/ssa Pina Petta

Premesso

che L’AIPD Sezione di Campobasso è stata coinvolta in un Progetto denominato il “Mercato dei Saperi” dall’Associazione Italiana Persone Down  nazionale, in collaborazione e con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (L. 328/2000).
Che la realizzazione del Progetto prevede uno scambio intergenerazionale tra giovani con Sindrome di Down e persone anziane che produca percorsi e strumenti di conoscenza e crescita reciproca.
Che  i saperi e i servizi da “scambiare” riguarderanno:  la cucina, le conserve, la pulizia della casa e degli indumenti, la cura delle piante, il galateo, la maglia e l’uncinetto ecc…,  in un “Mercato” dove quello che conta non sono i soldi, ma il tempo, il sapere e il saper fare.

TUTTO CIÒ PREMESSO
tra le Parti si sottoscrive il seguente
ACCORDO DI COLLABORAZIONE

ARTICOLO 1 – Oggetto dell’Accordo
Con il presente Accordo di Collaborazione le parti si impegnano ad attuare l’idea centrale del Progetto “Il Mercato dei Saperi” che è quella di creare occasioni di incontro tra giovani con sindrome di Down e persone anziane, per uno scambio intergenerazionale che produca percorsi e strumenti di conoscenza e crescita reciproca,

ARTICOLO 2 - Durata
Il presente Accordo entra in vigore dalla sua sottoscrizione e resta valido sino alla data di conclusione del Progetto.


ARTICOLO 3 -  Ruoli svolti dai componenti dell’Accordo
I Maestri del Lavoro del Molise offriranno la propria disponibilità ad insegnare attività di vita quotidiana, come: la pulizia della casa, il lavaggio degli indumenti, la cura delle piante, la cucina quotidiana, la preparazione di conserve, la conservazione di cibi, la maglia e l’uncinetto, piccole manutenzioni (come, ad esempio, cambiare una lampadina).

L’Associazione Italiana Persone Down – Sezione di Campobasso supporterà le persone con Sindrome di Down coinvolte nel Progetto, le quali offriranno i loro “Saperi” per permettere alle persone anziane di avere un sostegno per lo svolgimento di attività quotidiane per le quali possono avere necessità di supporto, come pagamenti di bollette, accompagnamento nella spesa e così via, ma anche di imparare da loro cose nuove, e in cambio riceveranno quanto da loro stessi indicato in una specifica ”Lista dei Desideri”.



AIPD – Sez. Campobasso Federazione Maestri del Lavoro del Molise
Il Presidente Giovanna GRIGNOLI Il Console Pina PETTA


 

 

 

Scambio  dei  Saperi


Quest’anno, per la prima volta ho partecipato, come Maestro del Lavoro, al progetto “ scambio dei saperi tra  i Maestri del Lavoro e  l’associazione Casa Nostra”, che  raccoglie  persone affette da sindrome di Down.
Il  progetto consiste nell’avvicinare i Maestri del Lavoro e la loro esperienza di vita ai ragazzi affetti dalla sindrome di Down, scambiandosi reciprocamente i saperi. Questo scambio equo, mi ha aiutato a creare un clima lavorativo disteso e sereno, regalandomi, momenti indimenticabili.
Il  primo  giorno, entrato nell’associazione, ero piuttosto timoroso; la mia preoccupazione principale era di non riuscire a farmi accettare pienamente dai ragazzi. Immediatamente mi sono reso conto del clima gioioso e sereno in cui avrei operato e che si respirava in quella casa.  L’impatto con i ragazzi è stato a dir poco straordinario; si organizzano la propria giornata, in modo sorprendente, dal  menu al fare la spesa, cucinare, apparecchiare,  mangiare  ecc … .  
Ovviamente,  il primo giorno mi sentivo un po’ impacciato e mi chiedevo se sarei stato capace di parlare con loro, ma soprattutto se sarei stato in grado di trasferire un  po’ del mio sapere e della mia esperienza a quei meravigliosi ragazzi.

Con il passare dei  giorni,  ho visto con  quanta  attenzione e dedizione  i ragazzi ci ascoltavano;  man mano  che si andava  avanti  li vedevo sempre più attenti e curiosi. La soddisfazione, la gioia più  grande è stata nell’osservare come mettevano in pratica  le  cose  appena imparate.   
Il  primo  giorno  insieme  ai  M.d.L. Antonio Di Zinno e Donato De Santis, abbiamo  fatto  la semina degli ortaggi. I ragazzi,  curiosi, hanno eseguito attentamente  tutto ciò che i M. d. L. dicevano, dandoci grande soddisfazione per l’entusiasmo che mettevano nell’eseguire i nostri consigli e assumendosi la responsabilità quotidiana di curare ciò che avevamo seminato.

Successivamente abbiamo proposto ai ragazzi, alcune piccole manutenzioni, facendo  fissare  un  porta rotolo in bagno,  aggiustando un rubinetto,  la tenda, l’antenna  della TV. Ho notato l’impegno che  questi  ragazzi mettevano nell’espletare  questi  piccoli  lavori, ma  la cosa  che mi ha appagato maggiormente è stata la soddisfazione e la gioia che  provavano quando riuscivano a portare a termine questi piccoli lavori.

Successivamente  abbiamo  fatto fare ai ragazzi delle creazioni  in ferro, spille, braccialetti e collane. Man mano che andavamo avanti nel progetto ci accorgevamo di aspettare, anche noi con gioia, di poter passare queste ore straordinarie in compagnia di queste persone uniche ed eccezionali.  

Rendendoci conto di quanto avessero voglia di imparare, abbiamo addirittura preparato  un  impianto elettrico,  montato  su un foglio di  compensato, dando prima una spiegazione orale di come  funziona un impianto e successivamente spiegando loro tutte le precauzioni che devono  applicare in caso di un qualsiasi guasto elettrico. Infine  abbiamo simulato alcuni guasti. I ragazzi hanno accolto queste nozioni con grande attenzione ed entusiasmo, mostrando impegno e soddisfazione quando riuscivano a riparare il guasto.

Un’altra giornata molto bella trascorsa con i ragazzi è stata quando hanno  preparato  la pizza e con l’occasione  abbiamo anche  festeggiato il compleanno di Iolanda. Quel giorno ho visto i ragazzi  apparecchiare la tavola, preparare la pizza, e soprattutto ho percepito la felicità attraverso i loro sorrisi, la loro allegria. Abbiamo cantato, scherzato, gioito di quegli attimi di pura serenità, dimenticando anche i problemi quotidiani.

Abbiamo organizzato anche una giornata karaoke dove i ragazzi hanno dato il loro meglio, cantando e suonando.

Nelle ultime ore, dedicate a questo progetto, abbiamo ritenuto utile costruire una vetrina che i ragazzi utilizzeranno  per  esporre i loro lavori. Dovremo quindi insegnare a questi ragazzi, come si costruisce,  spiegando loro cosa serve per farla, gli attrezzi che bisogna usare e come realizzarla in tutte le fasi (chiaramente sempre usando la massima attenzione).

Attraverso questo progetto e facendo svolgere questi piccoli lavori ai ragazzi, abbiamo cercato di  dare un po’ più di indipendenza a questi ragazzi unici e speciali.

Cosi  man mano  che  andavamo avanti,  i ragazzi  ci hanno accolto in mezzo a loro e ci hanno consentito una piena integrazione facendoci sentire parte della loro vita, invitandoci a condividere il pranzo preparato da loro. Abbiamo cercato di  trasmettere il nostro sapere, il nostro affetto, ma loro ci hanno dato tutto quello che potevano darci, sicuramente regalandoci momenti indimenticabili. A noi resta la consapevolezza di quello che abbiamo dato a questi ragazzi, che è sicuramente pochissimo, rispetto ai momenti di vita vera che abbiamo vissuto con loro. Questi ragazzi a cui sicuramente abbiamo donato il nostro tempo e il nostro sapere, ci hanno restituito doni inestimabili che porteremo sempre con noi, le loro storie, le loro personalità, il loro modo di porsi, le loro lacune, la loro malattia, le loro lacrime e la loro gioia di vivere ma sopratutto ci hanno donato il loro affetto i loro abbracci. Ogni ragazzo che ho conosciuto presso l’associazione “Casa Nostra” mi ha regalato un pezzo della sua vita.


“Dall’Associazione Italiana Persone Down abbiamo ricevuto delle foto che, con piacere pubblichiamo:


*Le foto sono state scattate in occasione di ‘giornate di scambio’ con i Maestri del Lavoro, protagonisti di molte delle azioni già sviluppate all’interno del Progetto ‘Il Mercato dei Saperi’ realizzato dall’Associazione Italiana Persone Down di Campobasso, in partenariato con l’AIPD Nazionale.
Il Progetto prevede uno scambio intergenerazionale tra persone con Sindrome di Down e persone anziane, che produca percorsi e strumenti di conoscenza e crescita reciproca.
All’interno del Mercato non c’è movimento di soldi, ma contano il tempo, il sapere ed il saper fare.
I Maestri del Lavoro hanno offerto la propria disponibilità ad insegnare attività di vita quotidiana e a trasmettere i loro saperi.*

Compleanno Jolanda

Un plauso lo dobbiamo alla Presidente dell’Associazione e ai ragazzi che ci lavorano, con la loro presenza e il loro impegno costante, anche attraverso questi progetti, cercano di dare a questi ragazzi il massimo dell’autonomia.

Pranzone da Antonio DI ZINNO

Un ringraziamento alla Console Pina Petta che mi ha dato l’opportunità di partecipare a questo progetto.

Un GRAZIE specialissimo va a tutti i ragazzi che abbiamo avuto l’onore di conoscere che grazie a questo progetto porteremo sempre nei nostri cuori.

Fino a pochi anni fa l'idea più diffusa sulle persone con sindrome di Down era quella di considerarle persone ritardate mentalmente. Oggi la pratica quotidiana dimostra come sia possibile una vita autonoma anche per chi è affetto dalla sindrome. Qualcosa dunque sta cambiando. La maggior parte dei bambini con sindrome di Down, se l'ambiente intorno a lui ha la capacità di promuoverne lo sviluppo, può raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti. Avere cioè una vita propria.

Tavolata

Non ci sono dati statistici sul numero delle persone con sindrome di Down che lavorano, ma, anche se la legislazione attuale non ne favorisce adeguatamente l'avvio, grazie all'impegno di operatori e, soprattutto, delle famiglie, si stanno moltiplicando i casi di esperienze positive nel mondo del lavoro. Ora si tratta di trovare il supporto delle istituzioni: l'importanza della ricerca non è soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi.


 

Mdl Antonio ALBINIANO

 

 

Progetto nazionale “Il Mercato dei Saperi”


L’Associazione del Maestri del Lavoro del Molise ha partecipato al Progetto nazionale “Il Mercato dei Saperi” ideato dall'Associazione italiana Persone Down finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato a Campobasso nei mesi di aprile, maggio e giugno 2015.

Assieme alla Console regionale Pina Petta, ai Maestri del Lavoro Antonio Di Zinno, Giuseppe Di Nonno e  Antonio Albiniano, ho creduto molto nella riuscita di questo Progetto e mi sono impegnato con i miei colleghi con molta passione in attività realizzate assieme ai ragazzi  Downs del Centro di Campobasso, che hanno lavorato intensamente e partecipato con interesse alle attività messe in campo nel laboratorio appositamente creato per il Progetto.

Le iniziative che abbiamo realizzato hanno molto coinvolto e stimolato i ragazzi a tal punto da diventare essi stessi  protagonisti e artefici delle conoscenze che andavano ad acquisire e dai quali  hanno tratto spunti interessanti.

Console MdL Pina Petta e Pierpaolo alle prese con la lettura di un interessante articolo riportato su una rivista


Ad esempio, dalla lettura condivisa e partecipata di giornali e riviste sono scaturite riflessioni interessanti sui temi di attualità. I ragazzi hanno acquisito, inoltre, conoscenze importanti dall’apprendimento del significato dei diversi colori delle luci nella segnaletica stradale e per la sicurezza nei cantieri.

Tra le attività più coinvolgenti e partecipate voglio ricordare quella riguardante la realizzazione di oggetti. In particolare, i ragazzi hanno realizzato, assieme a noi, dei sacchetti di stoffa con spille di ferro filato e bottoni, che hanno donato alle loro mamme nel giorno della festa della mamma riscuotendo un enorme successo.

Il M.d.L. Antonio Di Zinno collabora con Lucia per farle acquisire manualità



Un’iniziativa originale ed entusiasmante è stata senz’altro quella dell’apprendimento dell’arte del pizzaiolo, realizzata grazie alla  disponibilità dell’amico volontario pizzaiolo campobassano Salvatore che ha insegnato ai ragazzi “apprendisti” i segreti e la tecnica di questo mestiere.

Questa attività ha coinvolto ed interessato notevolmente i partecipanti  che si sono resi subito protagonisti del  loro sapere e della pratica acquisita ed assieme al pizzaiolo ed a noi hanno preparato e cucinato varie tipologie di pizze che abbiamo poi mangiato tutti assieme.

Emozionante è stato osservare l’interesse e la curiosità che ho trasmesso e trasmetto ancora  ai ragazzi quando “faccio il mago” con dei piccoli giochi di prestigio e soprattutto quando insegno loro i trucchi del mestiere con i quali si cimentano nel mettere in atto gli stessi giochi.


 

Faccio il Mago


Devo dire che questo progetto è stato molto utile per la crescita umana e nei rapporti sociali dei ragazzi partecipanti e per l’accrescimento della loro autonomia e autostima. Questo atteggiamento lo osservo anche per la maggiore propensione al dialogo, alla comunicazione ed alla disponibilità che essi hanno durante l’incontro settimanale di giovedì,  giorno in cui noi Maestri del Lavoro continuiamo a fare volontariato presso il Centro Down di Campobasso e nello stesso tempo riceviamo dai ragazzi che frequentano il Centro manifestazioni di affetto sincero. Quello che prevale, però, è l’insegnamento e  un arricchimento interiore che noi tutti ricaviamo dai ragazzi e dalla  constatazione che l’impegno, la volontà, ed il senso di fare squadra  accrescono la loro personalità e la fiducia nel futuro.


MdL Donato DE SANTIS

 

 

Maestri del lavoro del Molise ed Amici soci dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).
Un’amicizia che si è fortificata nel corso degli anni

Dal libro di poesie "Angelo disabile"
di Luisa Tammaro

La mia mamma

Mamma cara che piangi sempre,
non piangere sarò io ad esserti riconoscente,
non ti curare se la gente mi guarda e ride,
sappi accettare questa sofferenza.
Non ho voluto io questo destino,
stringimi forte forte sul tuo cuore,
così, per un poco.
Ti sentirai felice come tutte le mamme;
quando dormo sogno di stare tra le tue braccia.
Sento la tua voce, tu mi chiami,
mi sveglio e ti cerco
per dirti che il male ha cambiato la mia vita,
non sono come gli altri, sono diversa
e mi dispiace quando mi schivano,
lo so che questo per te é doloroso
perciò ti ringrazio di aver saputo
accettare questa tua croce.

 

Prefazione di Don Aldo Vendemmiati

La lettura delle poesie di Luisa Tammaro non perdona. Non lascia indifferenti, non consente di ritornare alle attività consuete, come se niente fosse stato. Abbiamo letto, e qualcosa si è rotto in noi. Non siamo più gli stessi  …. Don Aldo Vendemmiati


Luisa Tammaro comunica con mezzi semplicissimi: parole quotidiane, assenza di metrica, di rima e di forme fisse. Ed anche grazie a questa qualità stilistica, si ha l’impressione di trovarsi dinanzi ad un’acqua limpida: si vede il fondo del suo cuore. Ed il nostro torpore, i nostri schemi, le nostre complicazioni vengono rivoltate come un calzino.
La cosa meravigliosa è che tutto accade “senza intenzione”. L’autrice è sincera in modo disarmante quando dice: Forse per te queste parole non sono niente; ma con quelle parole, senza accorgersi, scava un solco profondo nella nostra anima, e vi lascia cadere il germe della sua sofferenza, della sua speranza, della sua gioia.
L’immagine che spontaneamente ci si presenta è quella evangelica della parabola del seme (Mt 13, 1-23). Si, questa raccolta di poesie è un atto evangelizzatore, è la comunicazione – veramente  “profetica” nel senso battesimale – di una fede autentica che si è fatta vita, perché è penetrata intimamente in tutte le fibre dell’essere dell’autrice, e si trasmette con purezza cristallina ai suoi lettori: Sono una Down e sono contenta/ perché anche se disabili /siamo figli del Signore.
Siamo stupendamente toccati dall’esperienza di fede che traspare in liriche come <<A Gesù bambino>>: non solo il motivo dell’incarnazione (il “Cur Deus homo?” dei Padri della Chiesa) è colto in modo singolarmente semplice e profondo, ma – soprattutto – è espresso in limpidezza l’ insegnamento di Cristo: “ Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso” ( Mc 10, 14-15).
Luisa Tammaro si mette in gioco “come una bambina”, senza difese, ed arriva a degli “insight” introspettivi di rara portata, come nella lirica << Amicizia>>: Amicizia, / è un dono che il Signore mi ha dato, / è l’unica medicina /Che ho avuto per curare la mia sofferenza./Sono una ragazza Down/ed ho bisogno di amare il prossimo mio/ come me stessa,/Come Gesù mi ha insegnato. La tenera e brutale chiarezza di queste espressioni smaschera il fondo del nostro pietismo, la nostra presunzione di “dare qualcosa” amando il prossimo, il nostro bisogno di ricevere, di curare le nostre sofferenze amando… .
Ed allora cadono gli infingimenti e non possiamo più parlare di “lei” in terza persona. Ci troviamo coinvolti in questa amicizia e siamo spinti a darti del tu, Luisa.
Tu ci dici, ci ripeti che hai un handicap; ma leggendoti abbiamo capito che il vero handicap lo abbiamo noi, che non siamo capaci di sincerità, di trasparenza, d’ amicizia come te.
Chi è handicappato, tu con la tua sensibilità, tu che hai tanta voglia di aiutare/quelli che hanno più bisogno di affetto, o la gente che guarda e ride ( …) / perché non capisce cosa significa / essere diversa dagli altri?
Tu ci confidi la tua voglia di piangere e di non soffrire; e il tuo pianto si rannida nel nostro petto, e soffriamo per la nostra incapacità di soffrire con te.
Tu esprimi il tuo desiderio di guardare con gli occhi di un bambino che è come te, e noi dobbiamo abbassare con vergogna i nostri occhi che hanno paura dei tuoi.
Hai ragione, Luisa: tu non sei come gli altri. Perché nessuno è come gli altri. Non so se è vero che tu non sei nella normalità: io la normalità  non so cosa sia. Certo, conosco la diversità: tu sei diversa dagli altri, ma anch’io lo sono, e anche gli altri, tutti gli altri, sono diversi da me , da te e tra loro. Solo tu sei speciale. Tu sei meglio di me, non foss’ altro perché riesci a dire che ti dispiace di non aver saputo / accettare la diversità degli altri.


Don Aldo Vendemiati



Su The Lion di qualche anno fa si leggeva:
“Possiamo donare qualità alla vita migliorando le condizioni dell’uomo, prendendoci cura di lui, donando fiducia nell’avvenire, promuovendo attività che consentano di assicurargli i mezzi necessari per una sopravvivenza sempre più dignitosa. A questo è opportuno aggiungere che ‘ non sono le parole che modificano il mondo, ma i fatti’.

 

Presentazione "Angelo Disabile" di Luisa Tammaro

 

 

 

 

LA MOSTRA DI PIERPAOLO MARTINO


Holderin (poeta tedesco vissuto tra il 1700 e il 1800) amava dire che la vita è una vera e propria ‘occasione’ , che va accolta con coraggio.
E proprio perché è unica ed irripetibile, Pierpaolo, ha inconsapevolmente rifiutato la massa, ed ha fatto una riflessione sul suo essere uomo, traducendo con matita, tempera, pennelli, le sue angosce, le speranze, i sogni e la sua fede.
Conosco Pierpaolo da sempre, con il suo disarmante sorriso che partendo dal cuore, illumina gli occhi e fa schiudere le labbra in un sorriso sornione. E’ nato così il desiderio di far conoscere i disegni di Pier Paolo presentandoli in modo semplice, senza cornici: i sogni, l’anima, non hanno bisogno di abbellimento.

MdL Anna di NARDO RUFFO

 


 

A cura della MdL Anna di Nardo Ruffo // Impaginazione web Serenella Fuschi

 
Federazione Maestri del Lavoro D'Italia - Ente Morale D.P.R.1625 del 14 Aprile 1956 - Consolato Regionale del Molise
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