FRA IMMACOLATO BRIENZA: SVELAMENTO DI UNA TARGA.

Domenica, 12 Aprile 2015


Foto di Francesco Ruffo - fotografo incoming

Sobrio, semplice e nello stesso tempo toccante l’evento del pomeriggio di domenica 12 aprile 2015, nella cerimonia di  intitolazione al nostro Servo di Dio Fra Immacolato Brienza del giardinetto ubicato in P.zza Cuoco, antistante la stazione ferroviaria. Emozionanti e coinvolgenti le parole scritte sulla targa:

“Resta il tuo soffrire ed offrire … in Preghiera”

Alle spalle della targa è visibile il balcone pieno di fiori variopinti della camera di Fra Immacolato nella quale ha vissuto la sua esistenza terrena. Il Nostro era stato colpito di osteomielite acuta ancora adolescente, malattia che lo ha costretto a letto per tutto il corso della sua vita e del quale questa luminosa figura ha tutto sopportato per la salvezza dei peccatori e  per la santificazione dei sacerdoti. Parlare di lui è come aprire una finestra su un mondo di fede, di carità e di sofferenza che il Nostro ha saputo accettare per ben 51 anni, emaciato e crocifisso su un letto di dolore. La sua dimensione, grazie a quanto ha saputo riversare su quelli che gli si rivolgevano per avere conforto ed aiuto è molto più grande di una piccola cittadina di provincia come Campobasso: infatti sono in tanti, anche residenti all’estero, a conoscerlo ed amarlo. Fra Immacolato ha vegliato sulla sua città e sulle debolezze umane senza un attimo di autocommiserazione,nulla! Ma pur soffrendo, se sopraggiungeva un amico o un visitatore sconosciuto, egli ricomponeva il volto e il sorriso tornava ad illuminarlo.
Nel 1943 Aldo chiese di diventare terziario carmelitano ma, non aveva ancora ricevuto il sacramento della cresima. Poiché le sue condizioni di salute erano gravi, monsignor Alberto Carinci, allora vescovo di Campobasso, permise all’ammalato di ricevere a letto il sacramento della confermazione. Per entrare a far parte dell’ordine religioso prescelto, il Nostro desiderò chiamarsi Fra Giuseppe Maria dell’Addolorata, in onore della Vergine Addolorata che sin da ragazzino aveva imparato ad amare e venerare nella chiesa di S. Maria della Croce grazie alla nonna Maria. Ecco perché quella statua della Madonna dell’antica chiesa campobassana sarebbe stata a lui cara. Passarono gli anni, ma non le tribolazioni di Fra Immacolato; le sofferenze, anzi, diventarono sempre più lancinanti. Ormai tutti sapevano che Aldo non avrebbe più potuto lasciare il letto, per questo molti andavano a fargli compagnia. Alcuni religiosi gli portavano l’Ostia consacrata per la comunione ad iniziare dai Frati Cappuccini, padre Umile da Toro, padre Luigi Catucci (che prese parte con lui al pellegrinaggio a Loreto del 1948) e gli Oblati di Maria Immacolata. Il primo padre spirituale fu don Antonio Picciano, suo padrino di cresima; seguì don Michele Ruccia e quindi don Giovanni Battista. Un giorno quest’ultimo, essendo impegnato, chiese a don Michelino Fratianni la cortesia di supplirlo nella quotidiana visita a Fra Immacolato; Fratianni rimase così affascinato da Aldo da chiedere a don Giovanni di poterlo sostituire per sempre. Don Michelino avrebbe così accompagnato il sublime e sofferente apostolo di Gesù nel suo cammino spirituale fino alla morte avvenuta il 13 aprile 1989. Nonostante vedesse questi sacerdoti molto spesso, per un naturale riserbo, preferiva affidare alle lettere la descrizione dei sentimenti e dei suoi stati d’animo. Fra quelli in precedenza citati, è giusto aggiungere che negli ultimi anni, anche padre Valentino Vacca ebbe un’intensa corrispondenza con il Nostro. Nei suoi 51 anni di vita crocifissa, quotidianamente, si è svuotato di se stesso e si è riempito di realtà celesti, in spirito di abbandono al volere di Cristo. La volontà di Dio costituì infatti la costante insostituibile della sua vita martoriata. La chiamata a vivere una vita di immense ed incalcolabili sofferenze è indubbiamente un atto di amore e predilezione da parte di Gesù il quale ha voluto associare Fra Immacolato per cinquanta anni alla sua immolazione di amore e di lode al Padre Celeste. A quanti gli prospettavano le enormi difficoltà che la vita riserva, pacata e fiduciosa la sua risposta:
<<Chiudete gli occhi e, ciecamente affidatevi al Signore ed alla materna intercessione della Vergine Maria>>.

La sua camera era sempre aperta a tutti e tutti accoglieva con un sorriso ed una grande serenità interiore. Parlava con le persone ma era come se parlasse con Dio. Desidero accennare al rapporto tra Padre Pio e Fra Immacolato che si conoscevano molto bene e grazie al dono di bilocazione, Padre Pio si era recato a trovarlo diverse volte. Padre Pio nutriva per Fra Immacolato una profonda stima ed ai fedeli che dal Molise si recavano da Lui a San Giovanni Rotondo per qualche intercessione, diceva:
<<C’è Fra Immacolato a Campobasso che abita vicino alla stazione ferroviaria, un Santo in carne ed ossa, perché venite da me?>>
I rapporti tra Padre Pio e Fra Immacolato sono venuti alla luce solo di recente, perchè la riconoscenza di Padre Pio nei confronti di Fra Immacolato derivava anche dal fatto che quasi tutti i suoi confratelli di Campobasso, erano assidui frequentatori della casa di Fra Immacolato che li accoglieva sempre sorridente, ricordandoli poi nei suoi pensieri e nelle sue preghiere. Tanti sono stati i Cappuccini della Provincia Monastica di appartenenza di Padre Pio che sin dal 1938, hanno varcato quella soglia. Pur considerando le sue condizioni di salute alquanto precarie, grazie all’UNITALSI, per tre volte andò a Loreto; come si vede nella foto.

Fra Immacolato a livello umano è stato ed é un esempio da additare a chi, colpito dalla sofferenza, non sa trovare un significato alla propria esistenza. C’è una frase che mi ha particolarmente colpita nel leggere le sue lettere, contenuta in una scritta il 17 aprile 1949, giorno di Pasqua: << Quando morrò nessuno mi perderà perché ritornerò sulla terra, vi tornerò perché violenterò le anime, affinché amino e conoscano il Dio così come Lui vuole essere amato e conosciuto. Vi tornerò per essere il custode, il difensore e il coadiutore dei miei diletti Cristi.>>
L’ evento della intitolazione del giardinetto a Fra Immacolato è stato seguito da tanti concittadini, gruppi di preghiera, e seguaci di Fra Immacolato,visibilmente commossi: un’ occasione ricca di frutti spirituali e senz’altro gradita anche al nostro Fra Immacolato; un segno di comunione spirituale nella certezza che il Signore era in mezzo a noi. Un ringraziamento a Mons. Giancarlo Bregantini che ha benedetto la targa, Don Fabio Di Tommaso e Don Marco Filadelfi, per la loro capacità di scendere nell’animo dei presenti, con garbo e incisività.   
Complimenti al gruppo della Corale Trinitas, egregiamente diretta dal Maestro Colasurdo, senza dimenticare l’Amministrazione Comunale ed in particolare alle consigliere Marilina Niro e Adriana Izzi, nonché al past Sindaco Gino Di Bartolomeo e all’attuale Antonio Battista, per aver dedicato uno spazio significativo a Fra Immacolato (‘Il parafulmine di Campobasso’, lo chiamava Mons. Carinci), così come già realizzato per Don Giovanni Battista, Michele De Nigris e Berardino Musenga.
Presenti e commossi i parenti di Fra Immacolato ai quali mi permetto di dire che tocca a noi molisani e campobassani sentire ‘nostro’ questo Santo.
Capirlo, conoscerlo, pregarlo, imitarlo e poi proporlo alla conoscenza, alla comprensione, alla venerazione nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali, negli ambienti dove più si soffre la solitudine e la malattia.
Intelligente la scelta del posto dove è stata installata la targa, proprio davanti all’abitazione del nostro Servo di Dio, quasi a voler costruire un ponte tra passato e futuro.


 

Lucia la sorella di Fra Immacolato

 

 

Suore Francescane Immacolatine “Casa San Giuseppe”
Pietradefusi (AV) 13 – 4 - 2004

 

VIVA L’IMMACOLATA!


“Gli astri soprannaturali non devono rimanere occulti …!”

Rev. Don Alessandro,

Sono una religiosa novantenne, per grazia di Dio, in piene facoltà mentali, della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine di Comunità a Pietradefusi. Ieri mi è stata consegnata un’immaginetta del carissimo e indimenticabile Aldo Brienza (Fra Immacolato) che ho conosciuto ancor prima che si ammalasse
Lo ricordo adolescente quando veniva a casa a chiedere l’orario in cui la sua mamma doveva impastare il pane per il fabbisogno della famiglia.
E’ da premettere che i miei genitori gestivano un forno per conto terzi e la famiglia Brienza era una nostra cliente.
Un bel giorno cominciò a circolare la notizia che il figlio di Emilio Brienza per una cosiddetta ‘morsicatura di scarpa’ non riusciva più a camminare. Non furono risparmiate cure e visite specialistiche da parte del genitore ma nulla valse a migliorare le sue condizioni tanto da inchiodarlo al letto fino alla morte. Per mezzo di una carissima amica Presidente di A. C. venni a sapere del caso grave che aveva colpito Aldo: da allora cominciai a fargli visita periodicamente.
La sua serenità mi attirava e durante il tempo che sostavo al suo capezzale, erano momenti di elevazione spirituale.
Alla domanda: Come stai? Mi rispondeva sempre: Bene, grazie! Accompagnato da un tranquillo sorriso. Il suo viso era costantemente illuminato dai suoi occhi oscuri da sembrare due stelle.
Sia da secolare sia da religiosa mi sono sempre recata, potendolo, a visitarlo.
I nostri incontri vertevano sempre su argomenti spirituali ma, quello che mi colpiva, era la sua gioviale serenità.
Avendo assunto in religione un posto di responsabilità sorse in me il desiderio di impiantare una casa con attività religiosa nel mio paese natio.
Appoggiata dal consiglio mi misi d’impegno a cercare la struttura. Incoraggiata anche dalla pressione di Fra Immacolato trovai l’occasione della vendita di una proprietà dei miei avi materni proprio nella zona indicata e desiderata da fra Immacolato.
Impiantata a Campobasso fu subito istituita una scuola materna sotto la protezione della “Regina del Monte”. La Suore che hanno dimorato in quella fraternità e le Superiore che mi hanno sostituito, hanno sempre visitato Fra Immacolato riportando sempre buoni ed edificanti ricordi.
Al suo decesso presero parte al suo funerale.
Dopo la sua morte ho avuto in cuore la certezza che Fra Immacolato era un’anima bella, cara al Cuore di Dio e che un giorno i posteri l’avrebbero visto assurgere agli onori dell’altare.
Tenendomi di tanto in tanto in comunicazione con una delle sorelle chiedo sempre a che punto si è con la procedura di una probabile causa di canonizzazione. So bene che l’iter è lungo e difficoltoso, ma spetta a noi non lasciarlo nel dimenticatoio.
Gli astri soprannaturali non devono rimanere occulti, essi giovano a far luce a noi viandanti del mondo.
Con stima La ossequio chiedendo scusa per averla annoiata.

Dev.ma in Cristo e nel Padre S. Francesco
Suor Clara Marino


La testimonianza di Suor Clara Marino è stata pubblicata su “ Il Carmelitano scalzo Fra Immacolato Giuseppe Brienza fra terra e cielo”, della MdL Anna di Nardo Ruffo


 

Diocesi Campobassobojano.it del 16 aprile 2012

Nuovo Postulatore di Fra Immacolato Brienza

16 aprile 2012

Campobasso. Nomina del nuovo postulatore di fra Immacolato Brienza. Si è appena svolta, nella cattedrale della SS. Trinità di Campobasso, la celebrazione eucaristica in memoria del pio transito di Fra Immacolato Brienza, presieduta da S.E. mons. GianCarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano. Il 13 aprile del 1989 moriva infatti il servo di Dio Fra Immacolato Brienza. Il carmelitano di Campobasso che a soli 16 ha vissuto la vocazione e la sofferenza nel letto della sua “casa” –quella che di fatto è come una piccola grande Chiesa di grazia e benedizione, la casa che mensilmente , ogni seconda domenica del mese, si ritrovano i giovani per pregare, riflettere, per chiedere luce e forza!- come ha detto l’arcivescovo di Campobasso durante l’omelia, rivolgendosi ai numerosi fedeli ed al gruppo dell’UNITALSI Molisana, presente alla Santa Messa. Ma la novità straordinaria per questo giorno, 23esimo anniversario del beato transito di fra Immacolato, è la  nomina del nuovo postulatore per la causa di beatificazione, nella figura di Don Fabio Di Tommaso, originario di Termoli e vice parroco a Gambatesa. Dopo un dovuto e accurato ringraziamento al predecessore don Gabirele Teti, primo postulatore di fra Immacolato, monsignor Bregantini ha annunciato con gioia alla famiglia Brienza, ai parenti di fra Immacolato e a tutta la comunità, il nuovo postulatore. Di anni 34, don Fabio ha appena concluso i suoi studi teologici presentando la tesi di laurea sulla figura di Fra Immacolato dal titolo “Il letto di fra Immacolato Brienza: una scuola di evangelizzazione”. L’omelia è stata un intarsio di luci che hanno stagliato la figura del carmelitano come testimone credibile al di sopra delle “grandi Teologie e i discorsi su Dio che per quanto importanti, non bastano più” e come ha aggiunto Bregantini – soprattutto nel tempo attuale, in questa era dove abitano la frammentazione ed il disorientamento - ci vogliono esistenze che gridano silenziosamente il primato di Dio- – e poi ancora rifacendosi ai versi di fra Immacolato impressi nella tesi di don Fabio – ci vogliono uomini che trattano il Signore da Signore, che si spendono nella sua adorazione, sotto il segno della gratuità e senza umano compenso” . – L’anno pastorale in corso- ha concluso il presule di Campobasso – è un anno di riscoperta del carisma di fra Immacolato, il tanto clamore per la ipotizzata collocazione delle sante sue spoglie nel santuario di Castelpetroso, trova spiegazione nella volontà di renderlo una figura ben più ampia della stessa nostra città, che pur gli vuole tanto bene. Il suo letto di dolore è un altare di immolazione sempre più elevata- . Alla fine della celebrazione don Fabio Di Tommaso ha ringraziato l’arcivescovo, il parroco della cattedrale don Michele Tartaglia, i presbiteri presenti i parenti che, con sorpresa hanno accolto la nomina e tutti i fedeli raccolti in preghiera. L’invito del neo postulatore alla preghiera ed alla testimonianza di “fatti, guarigioni, miracoli” che possano accreditare il percorso verso la beatificazione del carmelitano, è stato l’augurio più bello che ha raccolto tutti i partecipanti nella preghiera comune. “non abbiate timore di esternare le grazie ricevute” ha ribadito con emozione don Fabio, con l’auspicio che “i germi di speranza possano maturare”. Fra Immacolato è colui che riempie le “reti” e restituisce speranza ai tanti silenziosi operai come pure i familiari che sono i mediatori tra il popolo di Dio e i suoi discepoli-.


 

 

 

La Spiritualità di Fra Immacolato


L’influsso della spiritualità carmelitana nella vita religiosa di Fra Immacolato è attestato con estrema chiarezza nell’atto di consacrazione emesso da Fra Immacolato nel giorno della sua professione religiosa solenne avvenuta a Campobasso il 19 maggio 1948.
Di seguito è riportato l’intero atto di consacrazione emesso da Fra Immacolato facendolo seguire da un commento di padre Luigi Iammarrone.

a)Mi staccasti dal mondo e mi incamminasti sulle tue vie.
La professione religiosa è un distacco dal mondo, dal modo di vivere di coloro che non orientano il proprio comportamento secondo l’insegnamento del Vangelo, che abbracciano il radicalismo evangelico fino all’eroismo mettendosi sulla via tracciata e vissuta da Gesù. La vita religiosa è una donazione totale della propria persona a Gesù Cristo nella obbedienza totale al Padre, nella castità più perfetta con la rinuncia al matrimonio e nella povertà più assoluta col distacco del possesso dei beni materiali. La professione religiosa è un’autentica e totale riproduzione della vita di Gesù nel credente.
b) Ascoltai la tua voce e promisi di seguirti.
La vocazione è una chiamata di Gesù a seguirlo. È una iniziativa libera di Gesù che con amore di predilezione si china su di un’anima e le rivolge dolcemente l’invito: vuoi seguirmi?
La chiamata attende una risposta. Non tutti rispondono alla chiamata, purtroppo. Il nostro Fra Immacolato rispose all’invito di Gesù e lo seguì con fedeltà e generosità veramente eroiche.
c) Mi immolasti, piccola ostia, alla causa della santificazione del sacerdozio crocifiggendomi e inchiodandomi in un letto.
La chiamata di Fra Immacolato ebbe una finalità precisa, immolarsi come piccola ostia insieme a Gesù, offrendo i suoi dolori e le sue sofferenze alla causa della santificazione dei Sacerdoti. Sono note le lamentele di Gesù ai vari santi e sante intorno alle infedeltà al suo amore da parte di tanti sacerdoti, i quali, a motivo della predilezione riservata loro da Gesù, dovrebbero essere più generosi nel corrispondere alle iniziative del Suo amore. Gesù nel chiamare Fra Immacolato alla sua sequela, gli fece intendere che la prova del dolore doveva accettarla per riparare alle infedeltà dei sacerdoti al Suo amore e per ricondurli a Lui con un’opera di riconversione feconda.
d) Questo letto divenne l’altare su cui ogni giorno offrii il mio sacrificio. Dissi di si alla Tua parola e Tu oggi mi ricolmi di nuove misericordie.
L’accettazione dell’invito di Gesù a giacere sul letto, per Fra Immacolato, divenne l’altare sul quale ogni giorno egli offrì a Gesù il sacrificio di immolazione totale di se stesso.
L’obbedienza alla parola di Gesù fu la ragione per cui Gesù riempì il cammino di Fra Immacolato di nuove misericordie, di nuovi doni e grazie celesti che arricchirono la sua anima tutta disposta alla volontà di Gesù.

e) entrando nel S. Ordine della Vergine madre Tua Madre, penso di entrare nel giardino fertile del Carmelo. Che io sia davvero terreno fertile che produca ogni virtù. I Santi protettori del Carmelo mi diano lo spirito della presenza di Dio, lo zelo delle anime, l’umiltà più profonda, la semplicità dell’infanzia, l’ardore della S. Madre Teresa di Gesù.
L’ingresso nel S. Ordine del Carmelo per Fra Immacolato fu come l’ingresso nel giardino fertile del Carmelo nel quale egli si impegnò a produrre ogni virtù. In effetti, il Carmelo si presentò a Fra Immacolato come un giardino nel quale chiunque vi entri deve impegnarsi a produrre con la grazia divina ogni fiore di virtù in modo da essere il buon profumo di Gesù in ogni luogo.
L’esercizio delle virtù è simile a tante aiuole ciascuna delle quali si distingue dalle altre per il profumo particolare di cui si è impregnata. La totalità delle aiuole deve essere la sintesi di tutte le singole aiuole in modo da costituire un complesso olezzante di tutte le virtù che sono la imitazione e la riproduzione vivente di tutti gli aspetti della vita di Gesù.Possiamo pienamente ritenere che Fra Immacolato sia stato veramente un giardino pienamente fertile di tutte le virtù religiose con la protezione dei santi del Carmelo, i quali gli hanno ottenuto da Gesù lo spirito della presenza di Dio, cioè il modo continuo e permanente di vivere alla presenza di Dio senza mai distaccarsene.
Lo zelo delle anime, noto a tutti coloro che andavano a visitarlo, la sapienza dell’infanzia, tanto eroicamente praticata da S. Teresa di Gesù Bambino e eminentemente imitata da Fra Immacolato, infine l’ardore della S. Madre Teresa di Gesù di cui il Nostro fu veramente infiammato nel donarsi a Gesù e ai fratelli.


 

La figlia di un nipote di Fra Immacolato toglie il drappo alla targa

 

 

 

Lettera di Fra Immacolato del 21 marzo 1963 ad una laica


«Non devi meravigliarti se trovi la tua croce troppo pesante per le tue spalle, deve essere così, perché non siamo creati per il dolore, ma per la felicità.
Ricordati che “a un dato momento ogni croce sembra essere superiore alle nostre forze e ritorna sulle labbra la parola stanca e angosciata: io non ne posso più”.
Non angustiarti, non pensare agli eroismi, ma guarda Gesù e troverai nuovo vigore,ti sentirai rinnovata e con nuova forza riprenderai il tuo peso e andrai oltre».

Da “Spiritualità di Fra Immacolato”

L’ingresso nel S. Ordine del Carmelo per Fra Immacolato fu come l’ingresso nel giardino fertile del Carmelo nel quale egli si impegnò a produrre ogni virtù. In effetti, il Carmelo si presentò a Fra Immacolato come un giardino nel quale chiunque vi entri deve impegnarsi a produrre con la grazia divina ogni fiore di virtù in modo da essere il buon profumo di Gesù in ogni luogo.
L’esercizio delle virtù è simile a tante aiuole ciascuna delle quali si distingue dalle altre per il profumo particolare di cui si è impregnata. La totalità delle aiuole deve essere la sintesi di tutte le singole aiuole in modo da costituire un complesso olezzante di tutte le virtù che sono la imitazione e la riproduzione vivente di tutti gli aspetti della vita di Gesù.Possiamo pienamente ritenere che Fra Immacolato sia stato veramente un giardino pienamente fertile di tutte le virtù religiose con la protezione dei santi del Carmelo, i quali gli hanno ottenuto da Gesù lo spirito della presenza di Dio, cioè il modo continuo e permanente di vivere alla presenza di Dio senza mai distaccarsene”.

… mi soffermavo ogni mattina a parlare con lui; amava molto i fiori di campo, per cui, quando li trovavo, gli offrivo ginestre e altri fiori.
Egli, felice, se li portava al petto” …

Dai ricordi di Teresa Vezzolato

A Fra Immacolato: Le tue Passeggiate


Chiudevi gli occhi,
prendevi per mano
la tua Fantasia e,
attraverso la percezione
dei suoni, del frusciar
delle fronde, del
canto degli uccelli,
del vociare indistinto e
chiassoso degli scolari,
uscivi al calore del sole
o, ben coperto, nella pioggia
e nel vento.
Non andavi lontano, ma
eri lì, vicino alla tua casa,
nella tua scuola, nel
tuo giardino pieno di vita,
nella tua stazione...
Accompagnato dal rumore del treno,
al fischio di partenza,
stringevi più forte
la mano alla tua Fantasia
e Lei,  compagna alata,
volava con te sulle
rotaie infinite...
per le vie del mondo,
accarezzando il Cielo.

Nilla

Preghiera a Fra Immacolato Brienza

Tu hai sposato
la Sofferenza
e le sei stato fedele
fino a festeggiare
le nozze d’oro.
Tu mai ti sei lamentato
di Lei,
mai le hai rimproverato
la sua pesantezza, ma
hai trasformato in sorriso
ogni dolore che
questa moglie  amata
ti ha inflitto.
Tu in cinquant’anni
di convivenza hai
costantemente gioito
per la compagna che
ti ha donato, perché
come dono di Dio
l’hai accolta, coccolata,
offerta in preghiera
per la salvezza delle famiglie.
Tu, sacerdote nel cuore e
nell’anima,
come sposo della Chiesa,
hai insistentemente
chiesto al Signore di
santificare i sacerdoti.

Nilla

 

 

A cura della MdL Anna di Nardo Ruffo // Impaginazione web Serenella Fuschi

 
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