MAESTRI DEL LAVORO D'ITALIA

Consolato Regionale Maestri Lavoro Molise

 

Un triangolo di amicizia:

Maestri del Lavoro Molise, Comune di San Giuliano di Puglia,

Le Bois du Cazier - Marcinelle

Incontro del giorno 22 gennaio 2015, dei Maestri del Lavoro del Molise con il Comune di San Giuliano di Puglia e gli studenti della Scuola di San Giuliano di Puglia che nell'anno 2001/2002 parteciparono al progetto Marcinelle.

 

I nomi dei partecipanti divisi per classi

 

III ELEMENTARE IV ELEMENTARE V ELEMENTARE
Astore Gianluigi Antignani Pia Astore Rossella
Astore Gioanna Astore Ferdinando Cercè Celestino Walter
Cirimelli Luigi Di Renzo Dino Di Tullio Eleonora
D’Elisio Melisa Di Renzo Giuliana Ferrucci Nunzio
Di Renzo Lilia Ferrante Maria Pia Francario Raffaele
Macchiarolo Irene Francari Lorenzo Marinaro Giuliana
Marinaro Giovanni Iacurto Paolo Nardelli Crisante
Nardelli Gianni La Fratta Domenico Ritucci Clementina
Picanza Michele Nardelli Giovanna
Riggio Gianmaria Patavino Antonio
Riggio Luca
Sebastiano Antonella
Russo Giovanni Serrecchia Costanza
Tolo Maria Pia
Visconti Umberto
I nomi degli alunni scritti in grassetto si riferiscono a quelli che, purtroppo, sono deceduti.

 

 

… Una storia di lacrime e dolore … di Pina Petta


Sento un legame forte con la comunità di San Giuliano di Puglia.
Un legame che per molti potrebbe essere inspiegabile; per me è naturale.
Agli inizi di Ottobre del 2002 fui inviata dalla mia Azienda, la Rai, a San Giuliano di Puglia per una iniziativa sulla valorizzazione dei tratturi.
Fu una giornata di riflessione ma soprattutto di festa per la partecipazione degli alunni della Scuola Jovine.
Ricordo bene quei momenti perché fui avvicinata da una maestra che mi chiese di parlare con i bambini, incuriositi dalla presenza di un “personaggio” della TV.
Per loro ero un volto noto e con la innocenza di tutti i bambini mi chiesero anche l'autografo. Parlai con loro e cercai di spiegare che io ero una persona come tante, magari come la loro mamma ma, per non deluderli, apposi la mia firma su alcuni foglietti del block-notes che avevo in borsa e li distribuii. Poi mi fecero tante domande alle quali risposi nella consapevolezza che così avrei soddisfatto la loro curiosità.
La gioia si leggeva nei loro occhi.
Tornai in quella zona proprio la mattina del 31 Ottobre. Avrei dovuto verificare, su richiesta del vice-caporedattore, il compianto Pasquale Padulo, eventuali problemi dopo la scossa di terremoto che aveva interessato quel territorio durante la notte.
Prima tappa a Montelongo. Con i colleghi Celeste Barbato  e Antonio  De Santis intervistai la gente del paese ma solo qualcuno aveva avvertito la scossa.
Risalimmo sull'auto di servizio per spostarci dalla piazza.
Fu proprio allora che sentimmo un forte boato. Eravamo in un vicolo del paese. Il collega De Santis fu bravissimo a portarci in luogo più aperto. In pochi secondi il collega Barbato azionò la telecamera per documentare scene che sono rimaste impresse non solo su una cassetta di registrazione ma soprattutto nella mia mente. Una signora dall'uscio di casa ci chiese cosa stessimo facendo. Forse non aveva avvertito la scossa. Non sentì la mia risposta e, per capire,uscì dall'abitazione. Fu la sua salvezza; dopo pochi secondi la casa crollò. Continuai a documentare e a registrare.
Ad un tratto vidi venirmi incontro un signore che gridava  “ho chiamato i vigili del fuoco e mi hanno risposto che devono andare dove ci sono i morti”.
Non pensai ad altro. Non sapevo altro. I telefoni erano in tilt. Chiesi ai miei colleghi di andare subito a San Giuliano di Puglia. Arrivammo in paese senza sapere ancora dell'immane tragedia che si sarebbe presentata ai nostri occhi.
Vedemmo tanta gente in strada. Lasciammo l'auto. Il collega Barbato, telecamera in mano, iniziò a girare immagini. Più andavo avanti e più mi rendevo conto che, forse, il microfono non mi serviva. Lo misi nella borsa. Mi si avvicinò un bambino con il grembiule che era diventato bianco per la polvere. Lo accarezzai mentre i miei occhi si riempivano di lacrime. Ero davanti ad un cumulo di macerie che qualcuno cercava di rimuovere con una ruspa. Altri tentavano di spostare grossi massi. La disperazione di tante mamme e di tanti papà era tutta lì. Quelle immagini, le prime immagini della tragedia, fecero il giro del mondo.
Il resto è storia di lacrime e di dolore ma anche di riflessione e di speranza.
Una storia che ho vissuto e che ha prodotto quel forte legame di cui parlavo.
Ho cercato anche di esprimere in versi quello che ho vissuto quel 31 Ottobre 2002; mai ho pubblicato le mie, chiamiamole pure “produzioni”, ma questa “poesia” credo debba appartenere alla comunità di San Giuliano.
Torno in questo paese dopo 12 anni e torno come Console Regionale dei Maestri del Lavoro, un’ Associazione che qui ha trovato sempre molta sempre sensibilità ricevendo accoglienza e collaborazione per i progetti di solidarietà che i Maestri del Lavoro si propongono di realizzare. Per il “Progetto Marcinelle” (località belga dove morirono centinaia di minatori tra cui anche Francesco Cicora di San Giuliano di Puglia) i bambini della Scuola Jovine nel 2001 realizzarono alcuni disegni.

 

UN TRIANGOLO DI AMICIZIA:
MARCINELLE, MAESTRI DEL LAVORO, SAN GIULIANO DI PUGLIA

Perchè Marcinelle?

L’8 agosto 1956, morirono nel rogo del Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, 262 minatori: le vittime italiane furono 136 e fra queste ben 7 erano molisane.
Una tragedia che è rimasta dolorosamente e drammaticamente scolpita nel cuore di tutti, di uomini senza limite di nazionalità, anche perchè i minatori che perirono non erano solo italiani, ma belgi, tedeschi, polacchi, ungheresi, francesi, greci, olandesi, inglesi, russi e ucraini.
La tragedia di Marcinelle ebbe come risultato immediato 406 orfani. Ancora oggi, a distanza di 47 anni ripensare a Marcinelle e sentirsi percorrere da un brivido è tutt’uno: è stata questa una delle più dolorose pagine che il mondo del lavoro sia stato costretto a vivere.
Per quei poveri lavoratori il posto di lavoro si trasformò in una tomba.
Ancora una volta la storia che vi si legge è quella universale dell’umanità, che spinta della ingordigia del guadagno arriva allo sfruttamento dei lavoratori che prestavano la propria opera con pochissime misure di sicurezza: questo è il caso di Marcinelle.
I Giudici belgi, responsabili di emettere il verdetto sulla tragedia, dichiararono: “L’economia, qualsiasi sia la sua importanza non può pretendere di soffocare gli altri valori; la vita essendo il bene più grande di tutti gli altri, deve essere quindi protetta fino ai limiti più estremi”.

Perchè i Maestri del Lavoro?

Il 1° maggio 1996 i colleghi Maestri del Lavoro abruzzesi ottennero la Stella al Merito del Lavoro alla memoria per i loro corregionali periti a Marcinelle.
Con il passare del tempo, questa testimonianza mi tornava sempre più forte alla memoria ed ogni volta che ci pensavo, sentivo di tradire i miei corregionali che pur avendo avuto la stessa sorte degli abruzzesi, non avevano ricevuto alcun riconoscimento per il loro sacrificio quasi fossero stati dei morti di serie B.
Per riscattare e onorare quelle povere vittime, per riportare alla memoria degli anziani l’accaduto e sopratutto per far conoscere ai più giovani questa tristissima pagina di dolore, sofferenza, ed emigrazione, è nato il progetto Marcinelle.
Con questo progetto iniziato nell’anno 2000, grazie anche al sostegno della Provincia di Campobasso, noi Maestri del Lavoro abbiamo ottenuto dal Presidente della Repubblica la decorazione della Stella al Merito del Lavoro alla memoria per i molisani. Presso la Camera di Commercio di Campobasso il 1° maggio 2001, con una cerimonia commovente e toccante, alla presenza dei familiari dei minatori morti ne è avvenuta la consegna.
Abbiamo voluto onorare chi non c’è più, ma anche le famiglie, partecipando al loro dolore, ai loro sacrifici, ed alle loro solitudini.
Ma non ci siamo fermati: abbiamo portato avanti altre iniziative, promovendo incontri con le varie comunità, con  i familiari dei minatori, con i sindaci dei 5 Comuni interessati e le relative scolaresche.
Infatti sulle tombe dei minatori nei rispettivi cimiteri, il 3 e 4 novembre 2001 ci siamo ritrovati tutti insieme, per la messa in opera dello stemma maiolicato dei Maestri del Lavoro.
Il 10 dicembre 2001 abbiamo presentato il libro di Giuseppe Ruffo, “Il tempo della Memoria, Marcinelle 45 anni dopo”, che ripercorrendo la triste vicenda, con fatti, avvenimenti, testimonianze, ci hanno permesso di ricordare i tragici giorni di dolore.
Il quell’occasione il Ministro Tremaglia fece pervenire un messaggio che testualmente si riporta:

Nessuno potrà mai dimenticare quei Caduti: sono il tragico monumento all’emigrazione italiana, un fenomeno questo che pur avendo portato progresso e ricchezza nelle varie lande del mondo, per troppo tempo è stato trascurato proprio dal nostro paese. La nascita di questo Ministero ha segnato una svolta storica nei confronti dei milioni di italiani lontani. E libri come questo che presentate oggi, contribuiscono a sanare il debito che l’Italia dentro i confini ha contratto con l’altra meravigliosa Italia che ritroviamo nel mondo.

Sono state offerte anche delle cartoline riproducenti la decorazione della Stella al Merito e in quell’occasione è stato emesso l’annullo filatelico per celebrare il 45° anniversario della tragedia.
Grande importanza hanno avuto gli incontri con le scolaresche coinvolte nel progetto: la risposta data dai ragazzi con elaborati e disegni è stata commovente. Dagli stessi traspare una grande partecipazione al dolore sofferto dai minatori e dalle loro famiglie e riconfermano le parole chiavi del progetto: Concordia, Sentimenti e Memoria.
Dolcissime le parole delle poesie, drammatici i disegni, alcuni dei quali sono stati scelti successivamente dalle Amministrazioni Comunali per formare inviti e manifesti.
Coinvolgendo le Regioni Italiane che hanno perso i loro figli a Marcinelle, dall’ottobre 2001 abbiamo iniziato una raccolta di fondi destinati alla fusione di una campana, con l’intento di onorare tutti i minatori morti, non solo quelli italiani, le famiglie e i 406 orfani.
Per la riuscita del Progetto, determinante la mobilitazione dei Maestri del Lavoro delle Regioni interessate, dei Presidenti dei Consigli e delle Giunte Regionali.
La pubblicazione del libro in francese ed italiano “La campana di Marcinelle - Note di Fratellanza” di Giuseppe Ruffo, a completamento del progetto che ci eravamo prefissati rimane come testimonianza del messaggio di speranza che porta con se.
L’8 agosto 2002, con una toccante cerimonia,  questa importante opera d’arte ha suonato a lungo sul luogo della tragedia. La nostra “Mariae Mater Orphanorum” ogni anno alle 8.10 -l’ora della tragedia- ricorderà a tutti quanto accadde con i suoi 206 rintocchi.

Perchè San Giuliano di Puglia?

L’appuntamento con il Comune di San Giuliano di Puglia era fissato per il 23 giugno 2002. Ci aspettavano tutti: la popolazione, le autorità, le scolaresche ed il Sindaco al quale, in occasione del primo incontro, avevo chiesto la visibilità  della riconoscenza verso il loro cittadino Francesco Cicora morto a Marcinelle, il cui corpo non fu mai ritrovato, con la messa in opera di una stele nel cimitero comunale.
Avevo parlato di riconoscenza, perchè grazie al sacrificio del povero Francesco e degli altri emigranti, il paese aveva raggiunto il benessere.
La richiesta era stata consequenziale ad una lettera inviatami da Londra da Michele, ultimogenito di Francesco Cicora che, saputo dell’interessamento dei Maestri del Lavoro per la tragedia di Marcinelle, così esprimeva le sue perplessità scrivendomi l’11 settembre 2001:

“Scrivo in risposta alla Sua circolare del 04/09/2001 nella quale mi pare di capire che gradirebbe l’assenso alla deposizione del Vostro simbolo sulla lapide dei minatori deceduti a Marcinelle.
Io, come pure i miei fratelli, non siamo contrari ad una tale iniziativa. Infatti, questa iniziativa è stata presa con 44 anni di ritardo.
L’aspetto che mi lascia perplesso invece, e che non è stato menzionato, è la modalità che si intende seguire per rendere omaggio a mio padre, Cicora Francesco, dal momento che il suo corpo non è stato ritrovato e che pertanto non esiste una tomba nè nel paese d’origine, San Giuliano di Puglia, nè sul luogo della sciagura.
La prego di accettare i miei più rispettosi saluti”.

Quel 23 giugno, dopo aver inaugurato la stele, e presentato alla popolazione il libro di Giuseppe Ruffo “Il tempo della Memoria, Marcinelle 45 anni dopo”, passammo alla premiazione delle scolaresche per la bella ricerca fatta.
La giornata era afosa ma i ragazzi erano eccitati e si sentivano protagonisti. Rivedo i loro sguardi attenti, risento le voci.
Guardandomi intorno notai l’assenza dei più piccoli, chiesi alle insegnanti il perchè di quella assenza. “Sono al mare con le mamme! In questo periodo, finita la scuola, i bambini più piccoli vanno al mare”, così mi fu risposto.
Intanto dentro di me nasceva il pensiero sulla opportunità di fare una pubblicazione della ricerca svolta dai bambini.
Con la consegna della campana a Marcinelle, pensavo che fosse stato posto l’ultimo tassello del progetto. Il destino ancora una volta mi riservava una amara sorpresa: mi trovavo coinvolta in una calamità, una disgrazia che aveva molte analogie con quella di Marcinelle.
Nelle due tragedie in entrambi i casi la casualità è stata determinante.

Dopo quattro mesi ... ... ...
... ... ... il sisma del 31 ottobre 2002


Sembrava un giorno come tanti altri, di tiepido sole autunnale. Niente lasciava supporre che la disperazione si sarebbe impossessata di noi: pochi secondi sono stati sufficienti per causarci una ferita straziante, un dolore lancinante.
Alle 11.32 una forza enorme ci ha violentati e, così come succede ogni qualvolta una calamità imprevedibile si presenta, ha fatto scempio di esseri umani, di opere d’arte, di natura, di economia e di sogni.
Quando la televisione con ritmo incessante ha iniziato a proporre le immagini desolanti della catastrofe, facendo balzare in primo piano San Giuliano di Puglia con le rovine della scuola, ho rivisto i ragazzi che avevano partecipato al “Progetto Marcinelle” e la sofferenza è diventata atroce.
Questo evento catastrofico ha di certo scosso le coscienze e la rabbia, il dolore e l’attesa della gente di San Giuliano sono diventati quelli di tutti.
Ma quando dopo ore di lavoro i soccorritori hanno cominciato a portare fuori dalle macerie i piccoli corpi privi di vita, pensando alla mia “pluriclasse familiare” che annovera 7 nipotini non ho potuto fare a meno di prendere in mano le ricerche fatte dai ragazzi su Marcinelle, e seppure singhiozzando ho riletto quello che avevano scritto ricordando i poveri minatori:

“Le Pays noir (il paese nero) è così tristemente salito per la prima volta agli onori (si fa per dire) delle cronache mondiali, uscendo da una normale quotidianità.

Anche San Giuliano di Puglia, all’improvviso, ha subito la stessa sorte.
Ed ancora:

“Eravamo bloccati e non potevamo andare da nessuna parte. Il più giovane, Giovanni, si fece prendere dal panico ed io cercavo di consolarlo ma lui piangeva ed invocava aiuto come un disperato”.

Quei poveri bambini come i minatori di Marcinelle, avevano trovato tragicamente la morte: eppure chiedevano solo di vivere con noi e per noi.
Così è nato il pensiero di un gemellaggio: Marcinelle, Maestri del Lavoro e San Giuliano di Puglia, che è stato sancito su di una pergamena scritta con le lacrime di tante mamme, tanti papà, le lacrime di tutti noi.
Ma la sofferenza, dopo sette mesi è ancora grande ed il pensiero va alle parole di Emilio Spensieri nel suo “Sottovoce”: <I figli sono fatti per sopravvivere ai genitori, questa è la regola. Ma se accade il contrario, allora è l’abisso incolmabile, è il buio assoluto senza più speranza del giorno: è la disperazione senza conforto>.
Dopo qualche giorno dalla tragedia ho riguardato i disegni colorati, infantili, sofferti. Le firme tremolanti, grandi, fatte con il pennarello, che vogliono dire: “Io ci sono”.
Ho mentalmente fatto l’appello, mi hanno tutti risposto “Presente”: hanno quindi il diritto di TESTIMONIARE la loro avventura.
E’ nato così il desiderio di comporre un mosaico con i colori dei Sentimenti, della Memoria, dell’Amicizia, della Concordia,  che sono confluiti nella presente pubblicazione.
E prendo ancora una volta in prestito una frase di Cicerone (già riportata sulla pergamena donata l’8 agosto 2002 alla popolazione di Marcinelle) per concludere questa mia testimonianza:

“Con i sentimenti dell’amicizia,
chi è assente è presente,
chi è lontano è vicino
chi è morto, vive”

Anna di Nardo Ruffo


Tratto da “Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia” di Giuseppe Ruffo

 

Il ricordo del Maestro del Lavoro Gaetano Colella

Nei primi giorni del mese di ottobre 2001 e precisamente l’8 ed il 10 ho accompagnato il Sig. Giuseppe Ruffo nel comune di S. Giuliano di Puglia, avente il compito di illustrare nelle scuola elementare prima e media dopo il progetto Marcinelle – Progetto teso a riportare nella memoria dei grandi la tragedia ed a conoscenza dei più piccoli.
Bambini festanti all’inizio, ma seriosi dopo, allorquando si entrò nel vivo del racconto.
L’interesse è aumentato a dismisura, evidenziato dalle numerose domande del perché e del come rivolte all’interlocutore Ruffo, con l’intento di scendere con dovizia anche nei dettagli. Alla notizia che un loro concittadino, Francesco Cicora, era deceduto in quella tragedia è comparso sul loro volto un atteggiamento di stupore e di sgomento.
Tutto ciò ha evidenziato in me un atteggiamento di meraviglia nei confronti di questi studenti, ancorché bambini, che mostravano un senso di malinconia in confronto all’accaduto
Nel mese di giugno del 2002, con i M. d. L. ci recammo di nuovo a S. Giuliano di Puglia, invitati dal Sindaco Borrelli, che, dopo aver superato notevoli ostacoli burocratici, inaugurava nel cimitero del Comune una stele in memoria di Francesco Cicora.
Nella stessa giornata, in piazza, si procedette alla illustrazione del libro “Il tempo della memoria“ prodotto da G. Ruffo alla presenza di personaggi della cultura, della politica, del sindacato.
In quella occasione ho rivisto alcuni bambini conosciuti precedentemente nella scuola, ma quello che ha destato in me un’attenzione particolare, sono stati alcuni disegni esposti che raffiguravano con l’animo innocente dei bambini, l’immane tragedia di Marcinelle.
Disegni che ho avuto il piacere di vedere nella loro totalità in seguito e che hanno suscitato in me un’emozione indescrivibile per come sono stati concepiti e dove ho potuto rilevare che il desiderio ultimo dei bambini era esclusivamente quello che “mai più s’abbia a ripetersi”. Il 31 ottobre del 2002, invece, la tragedia, si è ripetuta anche se con modalità diverse, colpendo prevalentemente una scuola, quella stessa scuola di S. Giuliano di Puglia dove ho conosciuto insegnanti e bambini festanti ed entusiasti che si sono calati nel progetto Marcinelle con molta attenzione contribuendo in maniera eccezionale a rendere visiva e pubblica la stessa tragedia.
E’ arduo descrivere quei momenti tragici, rivedevo davanti ai miei occhi i visi sorridenti di quei bambini conosciuti in quella scuola. In quel momento, però, una domanda a Gesù era d’obbligo: “Perché i bambini?” e nello stesso momento mi sono dato anche la risposta, racchiusa tutta in quel suo monito “Lasciate che i bambini vengano a me” ed ho capito che ha voluto quegli angeli con sé.
La mente è tornata a quei momenti di Marcinelle dove i minatori erano impossibilitati a venir fuori ed in quello stesso istante ho pensato che la stessa situazione stava per ripetersi nel crollo di quella scuola.
Seguivo con apprensione le immagini dei TG con la morte nel cuore, ma anche con un tifo da stadio quando veniva estratto un bambino ancora vivo che rivedeva la luce.
Tuttavia, ciò che ha segnato definitivamente il mio cuore è stata la vista di quelle bare bianche allineate nel Palazzetto dello Sport che quei bambini non avrebbero mai più calpestato e le parole di quella madre, che nel momento più straziante della sua vita, ha chiesto la sicurezza della scuole affinché altre madri non abbiano a vivere lo stesso strazio e soprattutto “non dimenticare”.
Sono trascorsi alcuni mesi dalla tragedia, ma nella tendopoli il tempo è trascorso invano, troppo grande è ancora il dolore per la perdita dei propri beni, ma ancora di più per quei genitori straziati dalla perdita dei loro bambini. Ed è in questo frangente, insieme ai coniugi Ruffo, che ho incontrato la maestra Clementina una delle superstiti. Nei suoi occhi celesti non c’è luce, è rimasta tutta nel buio della scuola crollata, cercando di illuminare i bambini che con lei erano sotto i banchi, invitandoli a non disperare perché presto sarebbero usciti a rivedere la luce vera, infondendo nei loro cuori la certezza di un tale proposito. Nei suoi occhi c’era posto solo per le lacrime.
Si è intrattenuta molto con noi, quasi a volersi scaricare, esternando tutte le paure palesate, l’incubo di non rivedere i suoi cari, la speranza.
In seguito ho potuto intravedere nei suoi occhi un senso di apprensione e di corresponsabilità quando dichiarava che sarebbe dovuta essere con i suoi bambini, in cielo, quei bambini ai quali aveva quasi promesso la certezza della vita, per continuare a guidarli ed a confortarli così come aveva fatto sotto i banchi della scuola.
Un’eroina.

Tratto da “Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia - Un percorso di dolore e di speranza
di Giuseppe Ruffo


 

"Ho ricevuto il 6 febbraio dal Sindaco di San Giuliano di Puglia questa mail riguardante l’incontro del 22 gennaio u. s. con i carissimi giovani ed i familiari degli scolari che nell’anno 2001 avevano partecipato al Progetto Marcinelle e che abbiamo chiesto di incontrare. (Anna di Nardo Ruffo)

Il rapporto tra la comunità di San Giuliano di Puglia e i Maestri del Lavoro del Molise risale a diversi anni, preesistente al terremoto.
Sin dal 1999 furono chieste notizie sul nostro concittadino Francesco Cicora al quale, unitamente agli altri 6 molisani periti a Marcinelle, su istanza dei Maestri del Lavoro al Sig. Presidente della Repubblica, venne richiesta la concessione della “Stella al Merito del Lavoro alla Memoria” che  il 1° maggio del 2001 fu consegnata ai familiari delle vittime del disastro minerario del ‘56.
Per il Progetto Marcinelle, da ottobre 2001 i Maestri del Lavoro iniziarono gli incontri anche con le scolaresche del nostro Comune, illustrando la vicenda di Marcinelle, richiedendo agli insegnanti di far pervenire una fedele raccolta dei lavori e dei disegni realizzati dagli studenti.
Nel mese di giugno 2002 fu organizzata una cerimonia per dedicare un cippo commemorativo al cimitero per il nostro concittadino Francesco Cicora morto nella miniera di Marcinelle.  In quell'occasione fu presentato il libro, curato da Giuseppe Ruffo, su quella tragedia:

“Il tempo della memoria, Marcinelle 45 anni dopo”

Il testo illustra la vicenda di Marcinelle con foto, testimonianze, documenti prodotti anche dai familiari delle vittime.
In contemporanea furono illustrati, presentati e premiati i lavori eseguiti dagli alunni di San Giuliano di Puglia per il Progetto Marcinelle che erano esposti  al pubblico.
Il 10.3.2003, grazie alla solidarietà e con il contributo raccolto da tutti i Consolati dei Maestri del Lavoro d’Italia, nel villaggio provvisorio hanno donato un modulo abitativo ad un nucleo familiare.
Nel mese di febbraio 2004  i Maestri del Lavoro presentarono il libro di Giuseppe Ruffo:

“Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia. Un percorso di dolore e di speranza”.

Due segmenti di storia, lontani nel tempo e nello spazio, che il destino ha annodato attraverso la ricerca sui fatti di Marcinelle del 56, che gli alunni della Scuola Elementare Jovine di San Giuliano di Puglia avevano condotto nell’ anno scolastico 2001/02, aderendo ad un Concorso proposto dal Consolato Molisano dei Maestri del Lavoro i quali si sono fatti promotori di tante altre iniziative volte a diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole.
Dopo il terremoto il rapporto si è consolidato e fortificato e, grazie alla sensibilità e all'interessamento dei coniugi Ruffo, i Maestri del Lavoro di Carrara hanno realizzato e donato, il 10 ottobre 2004, la scultura posizionata all'ingresso del cimitero.
Il gesto di riconsegna dei disegni realizzati dai bambini di quell'anno, diventati oggi giovani, e da quelli che purtroppo non ci sono più, è molto significativo ed apprezzato specie dai familiari che, nel rivedere il disegno realizzato dai propri figli, sicuramente proveranno profonda emozione. L'auspicio è che questo rapporto con i Maestri del Lavoro possa portare ad ulteriori iniziative, nel solco già tracciato, anche con il nuovo Console Pina Petta". (Luigi Barbieri)


 

 

Il Tempo - 23 giugno 2002


 

Il libro fu presentato il 23.6.2002 anche a S. Giuliano di Puglia

 

 

 

 

UNITA' ABITATIVA

 

Campobasso, 09 Novembre 2002
Ai Maestri del Lavoro d’Italia
Loro sedi


Vi ringrazio tutti per la partecipazione e la testimonianza che mi avete dato a Roma, nel corso della nostra riunione: con me l’avete data ai colleghi molisani ed a tutta la  mia gente.
Grazie a tutti per le parole di incoraggiamento: nei momenti tristi c’è bisogno di sentirsi vicino il calore umano.
Come vi avevo già anticipato, ieri siamo stati a San Giuliano di Puglia per incontrare i ragazzi, gli insegnanti, le autorità comunali, gli abitanti della tendopoli.
Con gli occhi pieni di lacrime, il cuore stretto in una morsa, abbiamo cercato di dare speranza, conforto: io quasi mi vergogno nel vedere quel disastro e sentire … la mia pancia piena.
Parole, tutti vogliono parlare, farsi ascoltare, farsi abbracciare!…
Peppino graffiante politico dice: Sono stato graziato perché avevo tre nipoti in quel macello. Clementina, una delle tre, è stata per dodici ore con un vetro sotto la gola: ha perso l’uso della parola e non ha ancora recuperato.
La nonna di Marika, parla di tenero sentimento che univa la bimba a Luigi il figlio di Nunziatina, (la madre che ha parlato al termine del rito funebre) e ci ha raccontato della ricerca che Luigi aveva fatto nei giorni scorsi di un regalo degno di Marika. Alla bimba lui diceva sempre “quando saremo grandi ci sposeremo!”…
Piccole vite spezzate, grandi sogni infranti, ma la vita si prende sempre la rivincita sulla morte: la sera del sette, nella comunità di San Giuliano di Puglia è nata Maria Pia; io allora mi  dico “Signore ti ringrazio!”.
Cari amici quante volte nei nostri incontri mi avete chiesto “Ma dove sta questo Molise?”
Quante volte ho sofferto per la vostra domanda, perché avrei voluto una regione più visibile, più conosciuta. Oggi ho l’amarezza per tanta pubblicità a “costo zero” che la mia gente ha dovuto pagare, per finire così sulla tv e sui giornali di tutto il mondo.
Ma veniamo alla parte che interessa tutti noi: come da vostra delega abbiamo concordato con l’autorità comunale di coordinare insieme l’iniziativa.
Grata, insieme ai colleghi molisani per quanto vorrete fare, vi saluto affettuosamente,

Mdl Anna di Nardo Ruffo

 

 

Campobasso,10 Novembre 2002
Ai Consolati che hanno aderito all’iniziativa

Cari colleghi,
il 31 ottobre 2002 è una data che noi molisani non potremo dimenticare.
Alle 11.32 di quel giorno, una forza enorme, sovraumana ci ha violentati, così come succede ogni qualvolta questa calamità imprevedibile, fa scempio di un patrimonio di uomini, opere     d’arte,  natura, di economia, di sogni.
Nel caso di san Giuliano di Puglia, per noi Maestri del Lavoro il dolore, se si può dire così, è stato maggiore, in quanto con il “Progetto Marcinelle” avevamo incontrato più volte studenti ed insegnanti.
La testimonianza di affetto, di condivisione che avete inteso darci, ci aiuta a rialzare la testa, ed anche per onorare quei piccoli amici che non ci sono più, a pensare al futuro, alla ricostruzione, confidando nel Buon Dio, perché ci dia persone “oneste, competenti, generose”, per questo difficile momento in cui gli sciacalli sono sempre all’erta.
Con i migliori saluti.

Mdl Anna di Nardo Ruffo


 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:


“ Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia - Un percorso di dolore e di speranza”

di Giuseppe Ruffo.


San Giuliano di Puglia febbraio 2004



 

Pubblicazione “Da Marcinelle a S. Giuliano di Puglia.Un percorso di dolore e di speranza” Pubblicata a febbraio 2004.

“Prima Edizione”
Due segmenti di storia, lontani nel tempo e nello spazio, che il destino ha annodato attraverso la ricerca sui fatti di Marcinelle del 56 che gli alunni della Scuola Elementare Jovine di San Giuliano di Puglia avevano condotto nello scorso anno scolastico 2001/02, aderendo ad un Concorso proposto dal Consolato Molisano dei Maestri del Lavoro.
L'incontro delle scolaresche con i Maestri del Lavoro, la narrazione della vicenda, la riscoperta di un Sangiulianese tra le vittime della miniera belga, la partecipazione corale del paese e della sua Amministrazione Comunale alla ricostruzione della memoria avevano creato e alimentato un tessuto di rapporti protrattisi fino a tutta l'estate per la raccolta degli elaborati, la premiazione … e poi il crollo della scuola e … quelli che non ci sono più.
I disegni degli alunni, le testimonianze, le considerazioni, spaccato di storia degli uomini da consegnare, nell'intento, a quella giovane generazione, diventano oggi gravidi di ancora un altro valore i destinatari di quella dolorosa memoria diventano essi stessi consegnatari del loro olocausto  alla nostra memoria.
Il testo “Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia” curato da Giuseppe Ruffo e dai Maestri del Lavoro nella fedele raccolta dei prodotti degli alunni, pubblicato grazie alla sensibilità e al sostegno dell'Associazione Soroptimist di Isernia, dell'Amministrazione Provinciale di Isernia, dell'Ittierre di Pettoranello del Molise è stato offerto a tutti i circoli didattici e Istituti Comprensivi della Regione, a ciascun nucleo familiare di San Giuliano di Puglia, al Comitato Vittime di San Giuliano, al Comune, alla Scuola Jovine.
La cerimonia della consegna, nel mese di febbraio 2004, sobria ma intensa, ha visto ancora una volta i Maestri del Lavoro del Molise nelle zone del cratere per testimoniare e rinsaldare vincoli di partecipazione e di affetto nati nei tempi pregressi.
La scuola di San Giuliano di Puglia l'anno precedente aveva partecipato al Progetto Marcinelle promosso dallo stesso Consolato e frequenti e cordiali erano stati gli incontri con gli alunni e con i docenti di questa scuola, rapporti che oggi rendono più dura la sofferenza per l'accaduto,  ma più caldo e profondo l'affetto dei Maestri verso questo lembo di terra sfortunata.

 

 

Testimonianza del Presidente della Provincia di Campobasso dott. Nicola D’Ascanio.


Questo volume, frutto dell’impegno sommesso e costante di Giuseppe Ruffo e dell’opera di supporto a molte attività sociali del Consolato Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise, ci riporta a due eventi tragici che hanno toccato nel profondo la nostra Comunità aiutandoci, nel contempo, a dimensionare meglio il nostro agire quotidiano, sia pubblico che privato.
Un filo sottile ha voluto sfiorare e nello stesso tempo legare, seppur a distanza di tanto tempo, i destini dei nostri corregionali emigrati in Belgio che trovarono la morte nelle miniere di Marcinelle negli Anni Cinquanta del secolo scorso, e i bambini di San Giuliano di Puglia, tragicamente scomparsi quattro anni fa nel crollo della loro scuola.
Destini e vicende che fanno riflettere e che debbono indurre specialmente chi ha la responsabilità di amministratore pubblico a profondere quotidianamente il massimo impegno, volto non solo alla crescita sociale ed economica della propria Comunità, ma anche alla formazione di una diffusa cultura della sicurezza.
La “ricerca” su Marcinelle dei bambini di San Giuliano di Puglia ha un sottotitolo che riassume in tre parole: “Speranza, lavoro, dolore”... la storia collettiva della stragrande maggioranza dei molisani.
Una storia sempre dignitosa e improntata a valori forti, che dal 31 ottobre 2002 è segnata dallo loro irrimediabile perdita e dal rimpianto per quanto di grande e comunque di unico avrebbero potuto donare ai propri cari e a tutti noi.
Il mio personale auspicio rimanda alla speranza, da praticare con costanza e determinazione, di un futuro non lontano in cui, in presenza di particolari accadimenti, al “dolore” si sostituiscano altri termini e condizioni meno devastanti derivanti da azioni positive messe in atto sia dalle amministrazioni preposte che dai singoli.

NICOLA D’ASCANIO


 

 

IL TRENINO DELLA SCUOLA DI SAN GIULIANO DI PUGLIA


Terremoto e sensazioni.


Un trenino fatto di bimbi parte da una stazione che non c’è, ed è solo un girotondo per scaldarsi, in una scuola fatta di tavole.
Rumore di piccoli passi, l’aggrapparsi l’uno all’altro, il tremolio di tenere mani, visibile ancora la paura nascosta nell’anima.
Piccoli sopravvissuti che giocano con un coraggio più grande della loro tenerezza.


Ciuff ciuff ciuff
trenino affollato
bimbi che corrono
ma non vanno lontano.
Freddo nel cuore
girotondo e dolore.
Ciuff ciuff ciuff
Dove andate bambini
in quell’aula distrutta
non c’è più sole.
Girotondo e dolore.
Il trenino del freddo
in cammino.
Braccine inchiodate
su piccole spalle
si corre ma dove?
Quel cerchio si chiude
un corridoio di tavole
tanto rumore.
Il trenino si ferma
un fanciullo sussurra:
maestra ho freddo
dov’è il mio compagno?
Dov’è la mia casa?

in quel vuoto che vedi
tanti piccoli Angeli
riporteranno splendore
tu
rivedrai la tua casa
dalle luci rosate.
Udrai come uno stormire
di ali
e con te giocheranno
i tuoi compagni volati
devi solo pregare.
Ma io ancora ho paura
tu prega
prega sempre il buon Gesù
vedrai
che non piangerai più.
Ciuff ciuff ciuff
Arriva il trenino
fatto di Angeli
porterà lontano
terremoto e boato.
In cammino bambini.
Il sole che brilla
ancora ci scalda.

Elsa Cosco


 

PREGHIERA PER CARMELA


O Signore,
ti preghiamo per Carmela,
nostra amica e collega di lavoro:
ella ha condiviso con noi le fatiche e le gioie,
le responsabilità e le soddisfazioni del Magistero,
guidando giovani esistenze
sulle vie del sapere e alla conquista dei valori che fondano la persona,
nel principio dell’essere insieme fino all’ultimo,
accompagnando i nostri bambini nel viaggio verso Te, Sapere Assoluto.
Fa che nel tuo ricordo, e nel ricordo dei bambini che hanno arricchito le Schiere dei tuoi Angeli,
la nostra funzione riprenda con vigore,
nella coscienza che educare è partecipare al tuo Progetto di cammino
verso la conquista di una scienza che promuove e rispetta la vita.

Le colleghe di San Giuliano di Puglia


Perché simili tragedie non si ripetano più. Un Angelo è sceso dal cielo e ci dice:

“Saranno sempre con voi”

San Giuliano di Puglia 10 ottobre 2004

 

RIPERCORRERE LA VICENDA


Ripercorrere la vicenda della statua marmorea che il Maestro Mario Del Sarto ha scolpito e donato per le vittime del terremoto che ha distrutto la scuola di San Giuliano di Puglia è la storia di una comunione di sentimenti che tenta suggestioni del surreale.
La tragedia dei piccoli scolari e della loro maestra ha colpito tutti, con sentimenti di dolore, di angoscia, di rabbia, di disperazione; nell’artista è diventata onda violenta che trabocca e si espande nella materia sotto forma di Angelo Consolatore, di visi di piccoli angeli sereni e curiosi come quelli di tutti i bimbi a quella età, nell’abbraccio corale della loro maestra.
Simboli, non ritratti; sublimazione di emozioni vissute e sofferte in sintonia con la gente che per ore e ore ha fatto cordone intorno alle macerie ad aspettare, contare, aspettare ancora.
Dalle mani dell’artista il blocco prende forma.
Resiste, intatto, tra le rovine del laboratorio di Mortarola spazzato via dall’acqua di una alluvione, unica opera del Maestro Del Sarto risparmiata dalla furia degli elementi.
Il 10 ottobre scorso è stata collocata all’ingresso del Cimitero di San Giuliano.
Giganteggia con i suoi 3 metri di bianco splendente. Forse abbaglia, forse illumina; certo ricorda e raccoglie chi vuole ricordare in un nuovo cordone, che porta indietro nel tempo, a ripercorrere i fili mai spezzati con chi non c’è più, ma anche ad annodare i fili tra chi è rimasto, con animo nuovo, in un silenzio nuovo, meno greve, dove ognuno forse si sente meno solo.
I rintocchi della campana, alle 11,32 non intrecciano mani , ma raccolgono pensieri, quelli del passato, quelli del futuro, e si sciolgono in una preghiera.
C’era, gente tra la gente, i Maestri del Lavoro della Provincia di Massa e Carrara e della Toscana, accompagnati dal Vice Presidente nazionale Bruno Corsinovi che hanno accompagnato il trasporto della scultura e i Maestri del Lavoro della Regione Molise che li hanno ricevuti nella loro terra.

L’addetto stampa


 

Foto a cura del Mdl Gino Calabrese

 

 

Premio: L’Europa nel XX° secolo - Conoscere il passato, vivere il presente per costruire il futuro


Il Consolato Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise in colla¬borazione con la Presidenza del Consiglio Regionale, la Provincia di Campobasso, i Consolati Provinciali dei Maestri del Lavoro e le Province interessate dalla vicenda di Marcinelle, la Federmaestri Nazionale, promuove il premio:

L’Europa nel XX° secolo
Conoscere il passato,
vivere il presente per costruire il futuro.

Obiettivi:
• Aumentare il patrimonio conoscitivo di eventi e problemi legati al proprio territorio,
• Mettere in evidenza il fenomeno emigrazione-immigrazione;
• Analizzare l’aspetto della cultura della sicurezza.

Destinatari:
La proposta è rivolta ai giovani laureandi la cui famiglia sia origi¬naria delle province interessate nel progetto, residenti in Europa, che nell’anno 2008 facciano la loro tesi di laurea sul tema “L’Europa nel XX° secolo - Conoscere il passato, vivere il presente per costruire il futuro”.


Le tesi possono essere presentate in qualsiasi lingua: si richiede però una copia tradotta in lingua italiana.
La documentazione dovrà pervenire in un unico plico chiuso, in due copie, improrogabilmente entro il 30 giugno 2008 indirizzata a: Consolato Regionale Maestri del Lavoro Via De Pretis, 30 - 86100 Campobasso.

Una delle copie in busta chiusa, dovrà contenere le generalità del concorrente.
L’altra copia non dovrà contenere elementi identificativi dello stesso.
La documentazione presentata dai concorrenti non sarà restituita. Il premio viene attribuito da una Giuria nominata dall’organizza-zione ed è composta da un Presidente, un Segretario e tre Membri.

Il Premio sarà consegnato al vincitore in luogo e data da definire.
La partecipazione implica l’accettazione di quanto prima esplicitato.

Il premio consisterà in una Borsa di Studio utile per partecipare a Bruxelles ad un Master finalizzato alla conoscenza delle Istituzioni Europee. Inoltre sarà valutata l’eventuale inclusione di altro candida¬to sulla base della validità della ricerca presentata.
Al vincitore inoltre sarà consegnata una fusione artistica realizzata ed offerta dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone.

 

Campobasso, 22/10/2007
Il Consolato Regionale Maestri del Lavoro Molise


ITALIANI CADUTI NELLA TRAGEDIA MINERARIA DI MARCINELLE

 

MOLISE
• Casciato Felice, S. Angelo del Pesco (IS), 22/09/1912, moglie e 3 figli in Italia
• Francesco Cicora, S. Giuliano di Puglia (CB), 01/11/1908, moglie e 6 figli in Italia
• Francesco Granata, Ferrazzano (CB), 09/01/1916, moglie e 2 figli
• Michele Granata, Ferrazzano (CB), 27/10/1913, moglie e 2 figli in Italia
• Michele Moliterno, Ferrazzano (CB), 11/05/1917, moglie e 4 figli
• Pasquale Nardacchione, S. Giuliano del Sannio (CB), 16/04/1930, moglie e 3 figli in Italia
• Liberato Palmieri, Busso (CB), 11/02/1920, celibe

ABRUZZO
• Raffaele Ammazzalorso, Farindola (PE), 26/02/1920, moglie e 3 figli in Italia
• Orlando Canzano, Turrivalignani (PE), 02/07/1930, celibe
• Rocco Ceccomancini, Turrivalignani (PE), 29/08/1937, celibe
• Attilio Cirone, Farindola (PE), 29/09/1908, moglie e 4 figli in Italia
• Edmondo Cirone, Farindola (PE), 21/09/1929, celibe
• Angelo Damiani, Farindola (PE), 20/04/1937, celibe
• Donato D’Astolfo, Manoppello (PE), 02/07/1929, celibe
• Evandro Delli Passeri, Elice (PE), 09/05/1928, celibe
• Paolo Del Rosso, Manoppello (PE), 13/05/1914, moglie e 5 figli in Italia
• Pancrazio De Luca, Manoppello (PE), 19/05/1928, moglie e 1 figlio
• Cesare Di Bernardino, Turrivalignani (PE), 23/08/1913, moglie e 4 figli
• Benito Di Biase, Manoppello (PE), 20/10/1929, celibe
• Donato Di Biase, Manoppello (PE), 23/04/1921, moglie e 2 figli
• Nicola Di Biase, Manoppello (PE), 10/04/1932, celibe
• Bartolomeo Di Cecco, Lettomanoppello (PE), 18/10/1926, moglie e 1 figlio
• Santino Di Donato, Manoppello (PE), 27/02/1928, moglie e 1 figlio
• Antonio Di Pietrantonio, Lettomanoppello (PE), 27/11/1919, moglie e 4 figli
• Emidio Di Pietrantonio, Lettomanoppello (PE), 05/10/1915, moglie e 4 figli
• Giovanni Di Pietro, Turrivalignani (PE), 21/06/1917, moglie e 3 figli
• Dante Di Quilio, Alanno (PE), 10/11/1928, moglie e 2 figli
• Alfredo Di Rocco, Rosciano (PE), 01/08/1926, moglie e 1 figlio in Italia
• Rocco Di Rocco, Manoppello (PE), 13/2/1913, moglie e 3 figli
• Camillo Ferrante, Turrivalignani (PE), 07/04/1930, celibe
• Orlando Ferrante, Turrivalignani (PE), 20/07/1933, celibe
• Pasquale Ferrante, Lettomanoppello (PE), 06/07/1922, moglie e 3 figlie in Italia
• Giulio Fidanza, Farindola (PE), 21/02/1926, moglie e 3 figli
• Camillo Iezzi, Manoppello (PE), 02/11/1930, moglie e 1 figlio
• Donato Iezzi, Manoppello (PE), 10/09/1924, moglie e 2 figli
• Orlando Iezzi, Manoppello (PE), 06/11/1924, moglie e 3 figli
• Rocco Iezzi, Manoppello (PE), 24/08/1935, celibe
• Vincenzo Iezzi, Manoppello (PE), 21/07/1931, moglie e 1 figlio
• Antonio Lachetta, Farindola (PE), 25/03/1928, moglie e 2 figli in Italia
• Francesco Martinelli, Turrivalignani (PE), 25/11/1919, moglie e 3 figli in Italia
• Modesto Martinelli, Turrivalignani (PE), 12/01/1928, moglie e 3 figli
• Gabriele Minichilli, Manoppello (PE), 29/05/1935, celibe
• Leonino Nubile, Turrivalignani (PE), 11/04/1925, moglie e 2 figli
• Giuseppe Palazzone, Manoppello (PE), 10/02/1927, moglie
• Giuseppe Petaccia, Manoppello (PE), 18/12/1929, celibe
• Ottavio Petaccia, Manoppello (PE), 29/09/1924, moglie e 1 figlio
• Sante Ranieri, Manoppello (PE), 18/02/1909, moglie e 3 figli
• Edoardo Romasco, Manoppello (PE), 10/12/1920, moglie e 2 figli
• Camillo Rulli, Manoppello (PE), 15/07/1921, moglie e 2 figli
• Rocco Rulli, Manoppello (PE), 17/12/1935, celibe
• Giuseppe Semplecino, Manoppello (PE), 26/06/1914, moglie e 3 figli in Italia
• Pantaleone Toppi, Lettomanoppello (PE), 10/04/1931, celibe
• Sante Toppi, Lettomanoppello (PE), 27/07/1929, moglie in Italia
• Federico Zazzara, Manoppello (PE), 16/06/1924, moglie
• Eligio Di Donato, Roccascalegna (CH), 20/02/1921, moglie e 2 figli in Italia
• Valente Di Donato, Roccascalegna (CH), 28/02/1914, moglie e 1 figlio in Italia
• Antonio Di Pomponio, Roccascalegna (CH), 17/12/1905, moglie
• Nicola Di Pomponio, Roccascalegna (CH), 17/10/1928, moglie in Italia
• Domenico Luciani, Casoli (CH), 29/11/1926, moglie e 2 figli
• Nicola Salomone, Sant’Eusanio Del Sangro (CH), 01/05/1920, moglie e 1 figlio
• Raffaele Travaglini, Roccascalegna (CH), 14/09/1927, moglie
• Mario Zinni, Roccascalegna (CH), 31/01/1930, moglie in Italia
• Attilio Colangelo, Castelvecchio Subequo (AQ), 07/03/1914, moglie e 5 figli
• Esmeraldo Pallante, Castel Del Monte (AQ), 17/07/1924, moglie e 2 figli in Italia
• Secondo Petronio, Castel Del Monte (AQ), 04/01/1920, moglie in Italia
• Vincenzo Riga, Ovindoli (AQ), 23/03/1925, moglie e 2 figli in Italia
• Donato Rocchi, Isola del Gran Sasso (TE), 10/07/1927, moglie e 2 figli in Italia

CALABRIA
• Antonio Danisi, Reggio Calabria, 21/01/1924, moglie e 4 figli
• Pasquale Papa, Reggio Calabria, 11/11/1925, moglie e 4 figli
• Pietro Pologruto, Petrizzi (CZ), 23/11/1927, moglie in Italia
• Vincenzo Sicari, Rosarno (RC), 22/07/1927, celibe

CAMPANIA
• Annibale Pagnozzi, S. Angelo a Cupolo (BN), 29/10/1923, moglie e 2 figli
• Antonio Sacco, Cervinara (AV), 14/07/1940, celibe

EMILIA ROMAGNA
• Terzo Galinucci, Mercato Saraceno (FO), 10/06/1927, celibe
• Giuseppe Geti, Prignano sulla Secchia (MO), 13/09/1923, celibe
• Lino Gherardini, Pavullo (MO), 06/04/1911, moglie e 2 figli
• Adolfo Mazzieri, Pavullo (MO), 01/08/1906, moglie e 4 figli in Italia
• Roberto Vitali, Gaggio Montano (BO), 09/08/1904, celibe

FRIULI VENEZIA GIULIA
• Pietro Basso, Fiume Veneto (PD), 25/09/1930, celibe
• Mario Buiatti, Udine, 30/11/1925, moglie e 5 figli in Italia
• Ruggiero Castellani, Ronchis (UD), 08/03/1915, moglie e 3 figli
• Lorenzo De Santis, Flabiano (UD), 27/09/1927, moglie e 1 figlio
• Ferruccio Pegorer, Azzano Decimo (UD), 08/01/1930, celibe
• Ciro Natale Piccolo, Povoletto (UD), 20/12/1912, moglie e 3 figli
• Armando Zanelli, Palazzolo delle Stelle (UD), 20/03/1921, moglie in Italia

LOMBARDIA
• Assunto Benzoni, Cerete (BG), 15/08/1926, moglie e 1 figlio
• Giuseppe Bontempi, Bienno (BS), 31/12/1925, moglie e 1 figlio
• Attilio Dassogno, S. Pietro Berbenno (BG), 08/07/1922, moglie e 2 figli

MARCHE
• Sisto Antonini, Monteciccardo (PS), 07/08/1910, moglie e 3 figli
• Rodolfo Battocolo, Ancona, 19/04/1908, moglie e 3 figli
• Giovanni Bianconi, Nova Leltria (PS), 30/03/1927, celibe
• Nicola Dezi, Macerata, 06/03/1930, celibe
• Edo Dionigi, Collordolo (PS), 16/04/1924, moglie e 2 figli
• Antonio Gabrielli, Casteldelci (PS), 21/07/1915, celibe
• Antonio Molari, S. Agata Feltria (PS), 12/03/1930, celibe
• Alvaro Palazzi, Monteciccardo (PS), 02/02/1922, moglie e 2 figli
• Giuseppe Righetti, Pesaro, 13/01/1907, moglie e 3 figli in Italia
• Dovilio Scortechini, Cingoli (MC), 04/06/1914, celibe
• Filippo Talamelli, Fano (PS), 22/01/1918, moglie e 4 figli
• Giulio Pierani, Petriano (PS), 11/04/1924, moglie e 1 figlio

PUGLIA
• Pompeo Bruno, Racale (LE), 02/04/1928, celibe
• Salvatore Capoccia, Salice Salentino (LE), 05/01/1922, moglie e 1 figlio in Italia
• Roberto Corvaglia, Racale (LE), 20/02/1926, moglie e 1 figlio in Italia
• Salvatore Cucinelli, Gagliano Del Capo (LE), 11/05/1926, moglie in Italia
• Santo Martignano, Tuglie (LE), 20/04/1929, moglie e 3 figli
• Cosimo Merenda, Tuglie (LE), 25/07/1924, moglie e 3 figli
• Francesco Palazzo, Salice Salentino (LE), 07/05/1913, moglie e 3 figli in Italia
• Giuseppe Pinto, Mola di Bari (BA), 03/05/1918, moglie e 4 figli
• Cosimo Ruperto, Alezio (LE), 18/04/1913, moglie e 4 figli
• Natale Santantonio, Brindisi, 08/01/1928, celibe
• Carmelo Serrone, Serrano (LE), 17/11/1911, celibe
• Ernesto Spiga, Martina Franca (TA), 25/05/1904, moglie e 2 figli
• Abramo Tamburrana, Crispiano (TA), 26/03/1916, celibe
• Vito Verneri, Racale (LE), 26/03/1925, celibe
• Salvatore Ventura, Tuglia (LE), 16/01/1920, moglie e 3 figli
• Rocco Vita, Racale (LE), 16/08/1929, moglie e 2 figli
• Giovanni D’Apote, Lesina (FG), 20/10/1921, moglie e 2 figli
• Cesario Perdicchia, Melissano (LE), 02/03/1909, moglie e 2 figli
• Osmano Ruggieri, Martina Franca (TA), 26/03/1923, moglie
• Donato Santantonio, Racale (LE), 05/01/1927, moglie e 1 figlio
• Vito Larizza, Laterza (TA), 15/11/1924, moglie e 4 figli
• Pasquale Sifani, Taurisano (LE), 01/04/1924, moglie e 2 figli

SICILIA
• Carmelo Baio, Montaperto (AG), 21/11/1920, moglie e 2 figli in Italia
• Sebastiano Campisi, Augusta (SR), 03/09/1915, moglie e 3 figli
• Gaetano Indorato, Sommatino (CL), 01/11/1911, moglie e 3 figli
• Salvatore Piluso, Caltagirone (CT), 18/06/1922, moglie
• Calogero Reale, Montaperto (AG), 27/06/1922, moglie e 3 figli

TOSCANA
• Otello Bugliani, Massa Carrara, 06/09/1913, moglie e 1 figlio
• Enrico Del Guasta, Cascina (PI), 17/02/1920, moglie e 5 figli
• Romano Filippi, Fiesole (FI), 18/11/1928, moglie e 1 figlio

TRENTINO ALTO ADIGE
• Primo Leonardelli, Pergine Val Sugana (TN), 01/01/1920, celibe

VENETO

• Guerrino Casanova, Montebelluna (TV), 29/08/1923, moglie e 2 figli
• Giuseppe Corso, Montorio di Verona (VR), 16/11/1920, celibe
• Dino Della Vecchia, Sedico (BL), 31/08/1926, celibe
• Mario Piccin, Codognè (TV), 15/10/1919, moglie e 5 figli
• Giuseppe Polese, Cimadolmo (TV), 01/10/1934, celibe


MAESTRA E ALUNNI
DELLA SCUOLA “JOVINE”
DI SAN GIULIANO DI PUGLIA


Ciniglio Carmela

Astore Antonio
Borrelli Antonella - Di Cera Sergio
Buonagurio Michela - Di Renzo Antonio
Colantuono Maria - Francari Lorenzo
D’Elisio Melisa - Iacurto Luca
Di Renzo Maria - Iacurto Paolo Romano
Ianiri Valentina - La Fratta Domenico
Morelli Morena - Nardelli Gianni
Nardelli Giovanna - Occhionero Luigi
Picanza Maria Celeste - Petacciato Luigi
Picanza Valentina - Picanza Raffaele
Ritucci Giovanna - Riggio Gianmaria
Serrecchia Costanza - Riggio Luca
Vassalli Martina - Visconti Umberto


MAESTRI DEL LAVORO D'ITALIA

Consolato Regionale Maestri Lavoro Molise

“I giovani non sono otri da riempire

ma lampade da accendere”

Igino Petrone


Come ogni progetto che si rispetti, anche Pianeta Giovani ha avuto un’idea alla sua base:
‘la conoscenza da parte dei giovani delle radici culturali, sociali, cristiane, economiche e giuridiche delle nazioni europee, anche se nel tempo ognuno ha sviluppato la propria individualità. In questo contesto, un particolare riguardo è stato richiesto a quanto riguarda l’emigrazione e la Cultura della Sicurezza’ .
E’ questo un patrimonio da difendere e da custodire perché racchiude l’essenza della nostra identità.
Per il rispetto del passato e di quanti hanno perso la vita a causa del lavoro e della mancanza di Sicurezza, Pianeta Giovani è stato dedicato ai:
-    Minatori di Marcinelle
-    Alla Maestra e agli alunni di San Giuliano di Puglia.
Il pianeta giovani nel mondo è una particella importante dello stesso, dove progressivamente viene a formarsi la società del domani. E del loro domani, sono i nostri giovani che oggi giocano per strada, mangiano la pizza, sniffano, consumano i polpastrelli delle dita sul telefonino nel disperato bisogno di compagnia, ciattano, giocano con le ragazze, che decidono il loro ruolo nelle comunità in cui vivranno la loro vita da adulti.
Tocca a noi aiutarli a ben inserirsi, consegnando loro oltre che il testimone della conoscenza anche quello dell’ottimismo e della solidarietà. L’intreccio di relazioni tessute con Enti, Istituzioni, scuole, anche a livello internazionale, con la positiva conclusione di Pianeta Giovani fanno ben sperare.
La tesi presentata dal dott. Luigi Ianzano molto complessa ed articolata, presenta tre aspetti fondamentali:
-    Integrazione giuridica, come diritto e cultura al centro dell’identità europea.
-    Filosofica, come  genesi di evoluzione dell’immaginario.
-    Valori giuridici, quale ricerca degli stessi, comuni a tutte le nazioni e quelli di democrazia quale fine ultimo a miraggio sovrannazionale.
Infine tra le pagine é evidenziata la buona volontà di convivenza, da parte di qualsiasi genere di comunità.
In retrospettiva fa la storia del passato, esplicando la conoscenza di quello che era prima lo stato giuridico europeo.
Tra le pagine emerge il pensiero dell’estensore della tesi sulle problematiche inerenti le integrazioni territoriali e di conseguenza quelle politiche, sociali e culturali che
logicamente, mettono in primo piano la necessità di adottare una Costituzione Europea che davvero unifichi i cittadini della Comunità, perché si sentano protetti in qualsiasi nazione vivano, dalle stesse leggi, senza discriminazione alcuna: perché si sentano veramente  tutti cittadini Europei.  
Desidero concludere queste mie considerazioni con i complimenti al il dott. Ianzano, auspicando di incontrare tanti giovani studenti come lui, in modo che, con un po’ di presunzione, riusciamo a dire con Voltaire:
‘ La ricchezza di uno Stato non è la ricchezza dei suoi talenti ma la ricchezza dei suoi valori.’

Anna di Nardo Ruffo
Console Maestri del Lavoro del Molise


Campobasso, 27 gennaio 2009


 

PROMETTI A TE STESSO


Prometti a te stesso di essere così forte
che nulla potrà distruggere la serenità
della tua mente.
Prometti a te stesso
di parlare di bontà,
di bellezza e di amore ad ogni persona che incontri,
di far sentire a tutti i tuoi amici
che c’è qualcosa di grande in loro,
e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.

Prometti a te stesso
di pensare solo al meglio,
di lavorare per il meglio,
di aspettarti solo il meglio,di essere entusiasta del lavoro degli altri
come lo sei del tuo.

Prometti a te stesso
di dimenticare gli errori del passato
per guardare a quanto di grande puoi fare in futuro,
di essere sereno in ogni circostanza
ad ogni creatura che incontri,
di dedicare così tanto tempo
a migliorare il tuo carattere
da non avere tempo per criticare gli altri.
Prometti a te stesso di essere troppo nobile per l’ira,
troppo forte per la paura,
troppo felice per lasciarti vincere dal dolore.

Autore Ignoto

 

 

Luigi Ianzano durante il suo intervento

Intervento alla consegna del Premio ‘Pianeta Giovani’
Università degli Studi del Molise
Aula Centro Servizi Culturali ‘G.A. Colozza’
Campobasso, 10 marzo 2009


Confesso la mia commozione, oltre che la gratitudine, perché il Premio è dedicato alle vittime di due tragedie che hanno lasciato segni laceranti nel cuore di voi molisani, ma non solo.
Mi commuove la presenza di alcuni orfani di Unconnus, dei familiari degli Angeli di San Giuliano di Puglia, di alunni e insegnanti della Scuola Media di San Giuliano.
Ho avuto la fortuna e il piacere di leggere il volume di Giuseppe Ruffo, Da Marcinelle a San Giuliano di Puglia: un percorso di dolore e di speranza, che mi ha catapultato nel cuore di questo doppio strazio: la Vallonia e il Molise, teatri di vicende distanti nel tempo e nello spazio ma sorprendentemente affini.
La partecipazione emotiva mi ha suggerito l’elaborazione grafica pubblicata sul retrocopertina della tesi; una composizione di scatti fotografici che immortalano scene toccanti: la facciata attonita dello stabilimento minerario, l’affanno dei soccorritori sulle macerie della “Jovine”, l’incredulità di Giulio Cicora. E come sgorgata dal cuore è pure la didascalia riportata in calce.
*
La tesi, in effetti, pur di stampo giuridico-filosofico, calza a pennello in questo contesto. Il Belgio e il Molise sono zolle d’Europa, sono come uno di quegli ulivi secolari di cui è piena la mia Puglia: tu vedi spuntare dal suolo due o più ramificazioni, sei confuso dalla loro postura: in genere sono protese in direzioni opposte, ma sono generate dalla stessa radice, che le nutre con la stessa linfa, fa loro produrre stessi frutti, che emanano la stessa fragranza.
E allora, Marcinelle e San Giuliano, pur a migliaia di chilometri l’una dall’altro, sono due espressioni di uno stesso contesto, certo ampio ma riconoscibile, un quid che non a tutti pare così chiaro ma che c’è, come nel nostro inconscio c’è la spiegazione di noi stessi. Questo quid è l’europeità, l’appartenere ad una comune civitas, una sorta di identità collettiva di fondo propria dei popoli del Vecchio continente.
Un’identità fra dubbio e progetto: gli euroscettici si affiancano agli europeisti, gli uni ad esprimere disappunto, gli altri ad esaltare aspettative promettenti. Una identità sicuramente plurale, che incorpora le differenze culturali tra singoli Paesi confinanti e tra minoranze di uno stesso Paese (come sono state le nostre Valigie di cartone), ma oggi soprattutto differenze sostanziali dovute alla presenza di minoranze extracomunitarie che reclamano una piena integrazione sociale e un compiuto riconoscimento anche giuridico. Di qui scaturisce tutto un vivace dibattito, che tocca l’idea stessa di Europa, l’essenza spirituale, il fondamento simbolico, le implicazioni del multiculturalismo, i valori giuridici di riferimento. Sono i temi affrontati nella tesi, un lavoro che ha avuto l’intento di dar conto anche e soprattutto delle affinità europee, nelle quali possiamo ricondurre, a ragione, pure le tragiche affinità che stiamo ricordando.

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I Maestri del Lavoro hanno ritenuto di assegnare a me questo premio, ed io sono molto grato a loro; alla signora di Nardo in particolare, Maestra dell’ingegno e della determinazione delle donne del Sud, prima che del Lavoro; alla Commissione giudicatrice.
Così come sono grato al dr. Pietracupa, Presidente del Consiglio Regionale del Molise, e al dr. Norante, Assessore alle Politiche Giovanili Provincia di Campobasso, per i complimenti e gli auguri ma anche per il patrocinio concesso, che è riprova della cura che le amministrazioni molisane sanno mostrare a sostegno della cultura di questa terra meravigliosa, in cui io mi compiaccio di esser vissuto, da studente universitario. Ho conosciuto da vicino i molisani, ne ho apprezzato i modi e le qualità, tanto da rimpiangere la permanenza a Campobasso.
Ma vorrei essere ancor più confidenziale, ed ammettere di essermi ‘trasferito’ in questa Università, proveniente da un ateneo in cui non si era poi così propensi a garantire la migliore e più serena vita universitaria, a scongiurare quelle crisi motivazionali, quei ripensamenti passeggeri che sono tipici degli studenti. Un bel disegno mi ha condotto nel Molise, e il Molise mi ha rigenerato e rilanciato.
Ecco perché sono lieto di aver avuto proprio io questo riconoscimento, con l’opportunità di con-memorare e con-patire il dolore che vi tocca. Io e mia moglie ci siamo ripromessi di portare quanto prima i bambini a San Giuliano di Puglia come a Marcinelle, e spiegar loro il senso e le circostanze del premio di papà.
Ed ecco perché voglio chiudere con l’espressione di gratitudine ai miei docenti: a Lei, prof. Petrucci, e con Lei alla prof.ssa correlatrice Maria Ausilia Simonelli, chiarissimi maestri di professionalità a portata di studente; e attraverso Lei, al Magnifico Rettore prof. Cannata, per il patrocinio e la collaborazione offerti dall’Università, che colorano questa circostanza di maggior autorevolezza.Si sta premiando un tesista. Ma una tesi è anche il frutto del lavoro, del consiglio, della premura di chi accompagna il tesista nell’elaborazione di quella che, in fin dei conti, costituisce la sua prima impresa scientifica. Il merito dunque va ben indirizzato, a maggior ragione se in presenza di maestri di tale spessore. Chi ha la fortuna di avere bravi maestri sa che essi non assegnano solo compiti, ma affiancano empaticamente, scovano potenzialità, spronano alla perseveranza. Tutto questo è accaduto a me, nella vostra e mia Università, soprattutto nei panni di tesista della Cattedra di Filosofia del Diritto.
E quanto vorrei che la ministra Gelmini ascoltasse anche la mia, di voce, oltre a quella di chi ha interesse a sparare sulla folla degli atenei senza scrupolo e misura.
Grazie!

Luigi Ianzano

 

Ieri, 18:27 • Campobasso • Politica


Il Presidente Pietracupa premia una tesi sull'Europa alla presenza degli studenti delle scuole molisane: "Trasferire ai ragazzi messaggi positivi, attraverso l'esempio"


Il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Mario Pietracupa. ha partecipato questa mattina alla cerimonia conclusiva del Premio "L'Europa nel XX secolo", iniziativa per mezzo della quale i Maestri del Lavoro del Molise supportano un interessante progetto di crescita dei giovani molisani, premiando una tesi universitaria selezionata da una apposita giuria.

La cerimonia si è svolta nell'Aula ‘Colozza' della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Molise, alla presenza di numerose autorità e di un nutrito gruppo di giovani studenti molisani, compresa una rappresentanza proveniente da San Giuliano di Puglia. Presenti anche la famiglia della compianta Carmela Ciniglio, maestra morta sotto le macerie del terremoto del 31 ottobre 2002, e alcuni parenti di vittime molisane della tragedia di Marcinelle. Pietracupa ha parlato dell'impegno dei Maestri del Lavoro in Molise, elogiando l'iniziativa e il lavoro del neo laureato Luigi Ianzano premiato nell'occasione per la tesi dal titolo "L'identità plurale dell'Europa: valori giuridici di riferimento".

"L'Università molisana può vantare la presenza di tanti giovani motivati che hanno voglia di dare un contributo importante alla nostra società - ha detto il Presidente di Palazzo Moffa - Ne è testimonianza concreta la tesi che oggi premiamo. Un momento particolarmente intenso, quello di oggi, anche per la presenza della famiglia della maestra Carmela Ciniglio e per i parenti di alcune vittime molisane della tragedia di Marcinelle. Dunque, anche l'occasione migliore per ricordare a tutti che non può esserci futuro senza far tesoro delle esperienze del passato. Giovani e meno giovani devono vivere a stretto contatto e gli adulti - ha concluso Pietracupa - devono ricordarsi sempre di trasferire ai ragazzi messaggi positivi, soprattutto attraverso l'esempio e l'esperienza del passato". A conclusione della presentazione della tesi si è svolta la premiazione.


 

UNIVERSITA' - Premio Pianeta Giovane, assegnato al dott. Luigi Ianzano



Campobasso - Si è svolta questa mattina presso l'Università degli Studi del Molise 1 Edificio Polifunzionale - Viale Manzoni Aula Centro Servizi Culturali ‘G.A. Colozza', di Campobasso la cerimonia per la consegna del Premio Pianeta Giovane, premio assegnato al dott. In giurisprudenza LUIGI IANZANO quale autore della tesi " L'identità plurale dell'Europa: valori giuridici di riferimento." Sono intervenuti oltre a diverse scolaresche, le famiglie degli angeli di San Giuliano di Puglia, i parenti di Cicora vittima di Marcinelle,. Il presidente del Consiglio Mario Pietracupa ha consegnato il premio al vincitore del concorso. Sono intervenuti la console dei Maestri del Lavoro del Molise Sig.ra Anna Ruffo, l'assessore alle politiche giovanili della provincia di Campobasso dott. Giovanni Norante , il prof. Valentino Petrucci titolare della cattedra di Filosofia del Diritto dell'Università del Molise. Il Dott. Ianzano ha illustrato le linee guida della sua tesi. La console Anna Ruffo Dei Maestri del lavoro del Molise che hanno istituito il premio ed organizzato la cerimonia, è intervenuta chiarendo l'impegno dei Maestri profuso in tutte le manifestazioni organizzate. In conclusione un riconoscimento particolare alla sig.ra Paola Patriarca Marinelli che ha realizzato una statuetta simbolo del premio.

Pubblicato su www.molisando.it

 

Foto del MdL Gino Calabrese

 

A cura della Mdl Anna di Nardo Ruffo // Impaginazione web Serenella Fuschi

 
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