Federazione Maestri del Lavoro d’Italia

Ente Morale D.P. 1625 del 14 Aprile 1956

Consolato Regionale del Molise

 

Disegno estrapolato da "Voglia di nuovo - Voglia di Molise"

 

Cari colleghi,
come ogni anno ci ritroveremo per scambiarci gli auguri per il Santo Natale e per augurare al nuovo Consiglio Regionale  un proficuo lavoro.
La data scelta è 21 dicembre p.v. .
Quest’anno  ci ritroveremo a Castropignano, nei pressi del bivio dalla fondovalle del Biferno, dove,  alle ore 11,00, il parroco Don Alessandro Porfirio celebrerà  la Santa Messa nella chiesetta di S. Chiara.
Al termine, per la conviviale, saremo ospiti del vicino ristorante dell’Hotel Roberto, al bivio di Fossalto, (il prezzo concordato è di Euro 25,00 per un pranzo completo).
E’ importante che, entro il termine massimo del 16 dicembre p.v., ci si  metta in contatto per l’adesione con:

Pina Petta 3356688549
Anna di Nardo Ruffo 0874 91017
Lucia Daniele 0874 461314
Pasquale Santoro 0874 96581
Antonio De Blasio 0865 451476

Sarà un piacere incontrarci,

Pina

 

 


CHIESA DI SANTA CHIARA

Il Parroco Don Alessandro Porfirio si sta occupando di un’ idea molto coinvolgente, cioè la costruzione di una Chiesa ed una struttura dedicata al Servo di Dio Fra Immacolato Giuseppe Brienza, Carmelitano scalzo, un uomo, una vita dedicata al prossimo e alla fede, una personalità religiosa sulla via della beatificazione.
La raccolta fondi ha come Ente Erogatore “La Fede”.
La posa della prima pietra è avvenuta il 14 agosto 2010, mentre echeggiavano le parole di una lettera scritta da Fra Immacolato:
“Le confido che a me piacerebbe avere anche qui nel Molise un Santo Eremo, ciò chiedo con amorosa fiducia a Gesù e Maria”. (Fra Immacolato 16.12.1950)
E con l’aiuto della FEDE i lavori vanno avanti.

 

 

Santuario MADONNA del PESCHIO


86010 ROCCASPROMONTE - Fraz. CASTROPIGNANO (CB)

Foto Ruffo

Tutti insieme ci siamo recati alla Madonna del Peschio. Le immagini che seguono mostrano lo stato di avanzamento dei lavori.


Dopo il bel momento spirituale é proseguita la conviviale con il pranzo presso il Ristorante Villa d’Evoli.
L’occasione è servita perché la Console MdL Pina Petta consegnasse al Sacerdote Don Alessandro Porfirio un anticipo del ricavato dal libro “Il Carmelitano scalzo Fra Immacolato Giuseppe Brienza fra terra e cielo” della MdL Anna di Nardo Ruffo.

Nell’anno 2005, abbiamo voluto partecipare con altre associazioni al Progetto MALAWI, uno dei dieci paesi più poveri al mondo con attesa di vita di trentasei anni, tra le più basse dell’intera Africa, con l’intento di costruire a Tengo da Athena, nel distretto di Doxa, un centro per la malnutrizione dove passano migliaia di bambini l’anno e una casa – famiglia per bambini orfani. Occorreva, tra le altre cose, l’ampliamento del reparto di Ostetricia costruendo una sala operatoria di pertinenza ostetrica, almeno in una prima fase.
Anche i Maestri del Lavoro del Molise sono stati contagiati da un turbinio di solidarietà: abbiamo voluto donare il nostro contributo, sia pur piccolo e infinitesimo, per la causa dei bambini del Malawi, affetti da cancro, AIDS e ogni altro tipo di patologia.
Abbiamo voluto dedicare il nostro Progetto a Fra Immacolato, contribuendo alla costruzione di una sala operatoria pediatrica nel Mtengo wa Nthenga Hospital. Abbiamo chiesto al nostro Fra Immacolato di aiutarci durante il percorso, lui che come malato "parlò poco, soffrì molto, sorrise sempre".
L’occasione doveva servire a onorarlo e farlo conoscere, soprattutto come religioso umile, pio, zelante, semplice. Un religioso, morto in odore di santità, che spesso ripeteva:
“Lavorare è bene, pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto”.
La nostra ambizione è stata quella di raccogliere tante preghiere d’intercessione a Fra Immacolato, fatte per i piccoli degenti maliani sperando, di ottenere miracoli per i piccoli malati.

Si riporta il Comunicato Stampa.
"Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se quella goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe".
Con le parole di Madre Teresa di Calcutta apre il volume "Molise a tavola" curato da Anna di Nardo Ruffo e che i Maestri del Lavoro del Molise hanno voluto, per testimoniare la loro solidarietà al "Progetto Malawi", terra del Sud dell'Africa martoriata dalla carenza di ogni bene e servizio, con un altissimo tasso di mortalità infantile e dove la prospettiva di vita delle persone adulte non raggiunge i 40 anni d'età.
Con il contributo dell'Assessorato Regionale alla Cultura e dell'IRESMO, ne sono state stampate 4100 copie che in questi giorni vengono distribuite sul territorio e le offerte ricavate saranno devolute al progetto socio-sanitario  con l’intento di costruire a Tengo da Athena, nel distretto di Doxa, un centro per la malnutrizione dove passano migliaia di bambini l’anno e una casa – famiglia per bambini orfani.
"Molise a tavola" è uno speciale che raccoglie le ricette della cucina tradizionale della Regione Molise, estrapolate dalle ricerche che negli anni dal 1998 al 2004 le scuole hanno prodotto con la partecipazione al Concorso, sempre promosso dalla Federazione Molisana dei Maestri del Lavoro, sul tema “Voglia di nuovo – Voglia di Molise”.
Il Dott. Berardi,promotore del Progetto Malawi, ha consegnato alle Suore Carmelitane Missionarie del Mtengo wa Ntenga il buon contributo raccolto grazie alla generosità di chi ha creduto nel progetto.

 

Campobasso, 20 settembre 2005

ALLE STIMATISSIME
SUORE CARMELITANE MISSIONARIE
DI MTENGO
W A NTHENGA

Nell'ambito del progetto "Malawi" ideato e coordinato dal dott. Giuseppe Berardi di Campobasso il Consolato dei Maestri del Lavoro del Molise si è inserito con una iniziativa originale e proficua.La pubblicazione del libro "Molise a tavola", Edizioni Enne, realizzato con il coinvolgimento attivo e concreto di numerose classi delle scuole elementari del Molise, distribuito nei maggiori centri della regione dietro corresponsione di offerte libere, ha prodotto risultati più che soddisfacenti, andando al di là delle più rosee aspettative.

Lo scrivente Consolato gradirebbe che i fondi raccolti per il nobile progetto, destinato ai fratelli bisognosi del paese africano, fossero, simbolicamente, finalizzati ad onorare la "Memoria" di Fra Immacolato di Gesù, luminoso esempio di religioso umile, pio, zelante e semplice, morto il 13 aprile 1989, nella sua Campobasso, in odore di santità, dopo anni di sofferenza e dopo essersi offerto vittima per la santificazione dei sacerdoti.

Bello da ricordare il motto che condensa il significato della sua vita, che spesso amava ripetere: "Lavorare è bene, pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto".

Il nostro desiderio è condiviso da centinaia di molisani che hanno partecipato alla iniziativa di solidarietà.

Grazie e tanti cordiali saluti.

IL CONSOLATO REGIONALE MAESTRI LAVORO DEL MOLISE

 


 

 

NOTIZIE STORICHE SU ROCCASPROMONTE


A circa due chilometri da Castropignano sorge, sempre sulla roccia, la frazione di Roccaspromonte.  Le sue origini sono molto antiche.  Pare che quando i Romani distrussero Palombino (l'attuale Castropignano), i pochi superstiti di quell'eccidio siano andati a rifugiarsi nelle due vetustissime torri-fortezze costruite sulla roccia su un'altura: di qui il nome Roccaspromonte= Rocca Aspri Montis (Le due vetuste torri ancora esistono: una sulla roccia, una oggigiorno coperta da un tetto, e l'altra a fianco dell'entrata della chiesa, base dell'attuale campanile). La popolazione poi crebbe ed ebbe amministrazione propria.  Nel periodo feudale passò alle dipendenze del barone D'Evoli è più tardi, del Duca di Oratino, come ricorda una lapide all'ingresso.
Nel 1790, nell'agro di Roccaspromonte, in località Fonte dell'Ara è stata trovata una necropoli sannitica e una statua di Minerva in terracotta, alta m. 1,70, donata poi dal duca di Oratino ai Borboni.  Attualmente la statua si trova al Museo Imperiale di Vienna. I reperti, che dagli scavi emergono di tanto in tanto, c'inducono a pensare che ivi poteva esserci il centro abitato che la tradizione locale ricorda col nome di "Napulille" (piccola Napoli).
Il Nissen vede in Roccaspromonte l'antica "Tifermum" di cui parla Tito Livio.

I due diversi insediamenti potrebbero giustificare i nomi con cui ci si riferisce al centro abitato: Rocchetta (più antica) e Roccaspromonte (nata dopo l'invasione dei Romani)
La chiesa di Santa Maria della Pietà forse risale all'anno mille circa.  Il portale è di alcuni secoli dopo, ma certamente l'edificio sacro ha subito vari ritocchi in seguito ai terremoti.  Nel 1935-36, fu eseguito un radicale restauro che trasferì l'ingresso,  da sempre verso l'attuale sagrestia, sulla parete che oggi si affaccia sul sagrato, che sarebbe il cimitero antico.
Da recenti restauri sulle arcate sono stati scoperti alcuni dipinti su pietra: allegoria dì angeli che singolarmente rappresentano gli emblemi più noti della passione di Cristo (chiodi, scale martelli. funi ... )
Tra i parroci che hanno operato nella chiesa, è da ricordare Don Modesto Jarocci che vi rimase per trentaquattro anni.  Fu opera sua, prodigiosa per quei tempi, la erezione di un monastero francescano femminile, che accolse virtuose ragazze del posto.  La pia istituzione fece invidia al Vescovo del tempo Maricondo, che lo volle trapiantare nella sede vescovile di Trivento.  Don Modesto mori nel 1723 e fu sepolto accanto all'antico altare.  Poco lontano riposano anche le spoglie della Superiora Suor Rosanna e di altre consorelle.  Per Don Modesto e suor Rosanna la Curia portò avanti un processo di beatificazione, che poi non fu portato a termine.
Il Galanti (1780) ricorda che a Roccaspromonte vi erano sette cappelle e un Beneficio.  Una dedicata a S. Silvestro e un'altra a S. Lucia, (delle altre non si hanno notizie).
Di recente si è costruito un santuario all'aperto, in località S. Maria del Peschio e vi è stata posta una statua in pietra della Vergine, opera dei maestri scalpellini di Oratino.  Ogni anno, il 14 agosto, ivi si svolge una festa in onore della Madonna.

LEGGENDA DI SAN MICHELE
A Castropignano nel bosco verso Roccaspromonte c'è la grotta di San Michele.  Tanto tempo fa, una signora sognò San Michele che entrava nella grotta. e il giorno successivo raccontò a tutto il paese il suo sogno.  Così andarono a vedere e su una. pietra c'erano delle orme di piedi che forse erano quelle di San Michele.  Da allora si fecero molti pellegrinaggi nella grotta e vi fu messa una statua in pietra del Gargano.  Siccome la grotta era considerata Sacra, le persone cominciarono a prendere un pezzetto di roccia della grotta.  Un giorno però tiri ragazzo andò a staccare un pezzo di roccia, ma si staccò un masso che gli cadde addosso e morì.  Così non si fecero più pellegrinaggi e la statua fu portata via.  Oggi si trova nella chiesa di S.S. Salvatore.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE RACCONTATA DAI NOSTRI NONNI NONNO DONATO RACCONTA

Nei primi giorni d’ottobre del 1943 a Roccaspromonte arrivarono, sulle motocarrozzette, i Tedeschi. Gli abitanti del paese, appena li vedevano si chiudevano in casa per la paura. Il 13 Ottobre tutti i cittadini furono fatti evacuare dalle loro case perché i Tedeschi sapevano che ci sarebbe, stato un bombardamento. Si formarono diversi gruppi e ognuno prese una via diversa: io andai verso Torella del Sannio; tua nonna Lina andò verso Casalciprano, altri fuggirono nella campagna vicina. I Tedeschi non volevano che gli abitanti si vedessero in giro nel paese perché sul Crocillo avevano posizionato la contraerea; se i nemici avesse visto qualcuno  avrebbero potuto sparare. Mentre ero con la mia famiglia a Torella del Sannio, ci fu un bombardamento. Affacciato ad un “prtill” guardavo gli aerei che volavano, all’improvviso notò delle scintille uscire dal primo aereo che scendeva in picchiata per mitragliare. Dopo pochi secondi mi trovai in una nuvola di polvere fitta, tanto da non vedere più le altre persone nella camera. L’intonaco si era staccato dalle pareti perché una bomba aveva distrutto la casa a fianco disabitata. Per fortuna la stanza dove ero rifugiato non crollò. Quando la mia famiglia era partita per Torella del Sannio non avevamo portato provviste e nei quindici giorni che seguirono non avevamo cibo per sfamarci.
I Torellesi non avevano niente perché mancava loro la farina, anche se avessero avuto il. grano, non potevano macinarlo perché il mulino era stato distrutto dal bombardamento.

I soldati Alleati offrivano cioccolata, gallette, prugne candite e sigarette

Notizie desunte dagli elaborati degli alunni della 4^ e 5^ della scuola  Elementare di Castropignano partecipanti alla 3^ Edizione del Progetto “Voglia di nuovo-Voglia di Molise”.

L’incontro natalizio è terminato con la consegna da parte della nostra Console di pergamene destinate ai colleghi Maestri che hanno maturato un determinato periodo di appartenenza alla Federazione.


Campobasso, 3 febbraio 2014 // Anna di Nardo Ruffo

 

Foto a cura del MDL Cav. Liugi Calabrese

 
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