CONCORSO EIP 2012

Seconda edizione del Progetto dedicato a Luigi Petacciato, volato in cielo nell’assurdo crollo della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, il 31 ottobre 2002.


Su sollecitazione dei genitori di Luigi, specialmente di mamma Nunziatina, la quale ci ha spronati a divulgare il Progetto perché il suo Luigi non sia dimenticato, ci siamo dichiarati disponibili, anche se il tempo meteorologico quest’anno, nel mese di febbraio, ci ha remato contro. Non potevamo non aderire all’invito, visti i tanti tragici momenti che abbiamo vissuto insieme: ancora vivo entro di noi il disperato messaggio di Nunziatina, il giorno del funerale dei bimbi di San Giuliano di Puglia, quando lanciò un veemente, disperato messaggio alle autorità nazionali sulla mancanza di sicurezza e prevenzione nelle scuole.
Al fine di dare una maggiore visibilità al Progetto ed aumentare il numero dei partecipanti, abbiamo chiesto al Sig. Provveditore agli Studi, dott.ssa Giuliana Petta, di inviarne copia alle scuole della Provincia di Campobasso.
Nei vari Istituti nei quali ci siamo recati, abbiamo promosso il Concorso “Scuola Strumento di Pace”, incentrato sull’art.3 della D. U. D. U. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che fu approvata a Parigi il 10 dicembre 1948, dopo la II Guerra Mondiale, mossi dalla volontà di impedire che, nel futuro, si potesse ripetere la tragedia appena consumata e rappresentò una vera e propria rivoluzione copernicana perché, per la prima volta, paesi con politiche, culture, tradizioni e interessi tanto diversi condivisero l’affermazione del primo MAI PIU’ della storia.
Maestri del Lavoro del Molise e studenti nei vari incontri si sono soffermati sulla sicurezza in genere e sulla sicurezza nella scuola in particolare: le due generazioni hanno ripercorso le vicende di Marcinelle e San Giuliano di Puglia, che il destino ha legato insieme da un fil - rouge di dolore, ponendo un accenno su Cannavinelle, Marcinelle, Mattmark e Monongah e la concessione della decorazione della Stella al Merito del Lavoro alla Memoria di cui il Consolato Maestri del Lavoro del Molise si è fatto parte diligente. A suo tempo, all’atto della consegna dei vari riconoscimenti ai familiari dei lavoratori deceduti, tentavo di consolarli dicendo “Mi rendo conto che dopo anni di solitudine, problemi e lacrime questo riconoscimento può sembrare retorico e ben poca cosa, ma vi assicuro che questa STELLA brillerà per sempre nel ricordo degli italiani”.
Abbiamo accennato agli studenti del ‘fuochino’ di Cannavinelle: oggi, (25 marzo 2012, sono sessant’anni dal giorno dell’esplosione), ci si chiede ancora del perché, al di fuori di ogni norma di sicurezza, un giovane poco più che adolescente, facesse da guardiano, all’interno della galleria che era giunta quasi al suo completamento, a 100 chili di esplosivo, in dotazione alle squadre di turno.
In queste vicende il fattore umano è stato un elemento importante: potremo chiamarla ‘distrazione’, ‘disattenzione’, ‘incidente fortuito’ ‘mancanza di protezione per condizioni di lavoro sicuro’, ma tanti giovani che sognavano e coltivavano i loro sogni, hanno dovuto fare i conti con un sistema di protezione altamente critico.
Non potevamo non ricordare ai ragazzi una persona importante nella dinamica della “catastròfa” di Marcinelle: Antonio Iannetta, un molisano di Bojano (CB), uno dei sopravvissuti nella tragedia dell’8 agosto 1956 che causò la morte di 256 minatori di varie nazionalità, dei quali 136 italiani e 7 molisani.
E’ morto l’11 febbraio scorso a Toronto, in Canada, a 87 anni. E’ l’unico che avrebbe potuto ricordare esattamente come andarono le cose, ma sparì dopo pochi mesi dall’incidente e solo nel 1976 fu ritrovato e intervistato da un giornalista belga ma poco si capiva nel suo racconto, fatto in un incredibile dialetto, intervallato da scoppi di pianto irrefrenabile, che si ritenne servisse per mascherare la verità. Desidero solo evidenziare due cose: Iannetta aveva cambiato sette volte il suo racconto. Una cosa ancora più grave fu il verdetto emesso l’1 ottobre 1959 dal Tribunale di Charleroi di assoluzione per gli amministratori e i direttori della miniera.
Entrando nello specifico della SICUREZZA NELLA SCUOLA, si è cercato di dare agli studenti una (ennesima, almeno lo spero) informativa sugli obblighi dei lavoratori e degli utenti che sono presenti nella scuola, ma anche del Datore di lavoro e delle Figure sensibili. Si è puntato molto sulle Regole da rispettare ma anche sui Fattori di rischio nella scuola; il Comportamento dell’uomo in caso di emergenza – vedi insorgenza del fattore Panico e come fare per superarlo; Evacuazione personale scolastico; Comportamenti adeguati; Comportamenti non adeguati.
Abbiamo terminato gli incontri facendo rilevare agli studenti come l’educazione alla salute e alla sicurezza sul lavoro, rappresenta un punto importante per la crescita del cittadino, sin dalle prime istanze di sviluppo della sua coscienza civile di uomo e di cittadino.
Ultima chicca: la lettura della testimonianza di Giuseppina Barbieri, sopravvissuta al terremoto del 31 ottobre 2002 avvenuto a San Giuliano di Puglia: gli occhi lucidi dei nostri giovani, il loro coinvolgimento nell’ascoltare il racconto, mi hanno fatto pensare a come sia importante creare e organizzare spazi d’incontro tra generazioni sulle tematiche della storia e della memoria storica e culturale.
Concludo plaudendo alla serietà e attenzione degli studenti che hanno posto domande pertinenti e intelligenti.


(MdL Anna di Nardo Ruffo.)


I Maestri del Lavoro alla 2^ Edizione del Progetto E. I. P. Italia, dedicato a Luigi Petacciato, volato al cielo nell’assurdo crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, il 31 ottobre 2002.

 

Scuola elementare SCARANO – Via D’Amato – Campobasso


I colleghi Antonio Di Zinno e Vincenzo Armanetti con affabilità hanno spiegato ai giovani scolaretti le prime nozioni di sicurezza.I ragazzi, molto interessati, hanno seguito con attenzione quanto rappresentato dai Maestri. E’ stata presente la loro insegnante Maria Luigia Foschi.


Liceo Scientifico Romita di Campobasso


Oltre 45 studenti delle classi 3/D,3/A e 4/C hanno seguito con interesse i colleghi Pasquale Santoro ed Anna di Nardo Ruffo che si sono alternati per esplicitare ai ragazzi in primis l’organizzazione dei Maestri del Lavoro, le attività realizzate dagli stessi ed il legame dei Maestri con Marcinelle e San Giuliano di Puglia. Si è passati poi ad una lezione di sicurezza sul posto di lavoro, in questo caso la scuola.
Interessante e commovente la lettura da parte di Silvia Piunno della testimonianza di Giuseppina Barbieri, la bidella della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia.
Ha assistito con occhi vigili, la Prof. MOSCUFO
L'incontro di giovedì 22 marzo dei ragazzi di III D, III H e IV C del liceo scientifico A. Romita di Campobasso con i Maestri del lavoro sul tema della sicurezza ha dato la possibilità ai ragazzi di riflettere  su quanto sia importante la responsabilità di ciascuno per evitare disastri e sulla necessità di prevenirli con opportune strategie.
L'incontro è stato articolato in due parti: un primo momento  in cui  il discorso, teso a sensibilizzare i ragazzi sull'argomento, è stato efficace e incisivo perchè contraddistinto da riferimenti ad esperienze, purtroppo drammatiche, ma reali e già conosciute dai ragazzi come la sciagura di Marcinelle e di S. Giuliano di Puglia.
Nella seconda parte dell'incontro, invece,  si è fatto riferimento alla vita scolastica e alla sicurezza nelle scuole, cercando di spiegare come le norme della sicurezza, che potrebbero sembrare eccessive, siano invece fondamentali e determinanti in caso di disastri come terremoti o incendi.
Cordiali saluti ,
Morena Moscufo - Liceo Scientifico Romiti Campobasso, 22 marzo 2012.


17 Marzo 2012 - Istituto Comprensivo Ferrazzano

Maestri del Lavoro del Molise, studenti del Comprensivo di Ferrazzano (CB) in un incontro sulla sicurezza nella scuola: le due generazioni hanno ripercorso le vicende di Marcinelle e San Giuliano di Puglia, che il destino ha legate insieme da un fil-rouge di dolore.

 

Ripalimosani Istituto Comprensivo “D. Alighieri”


Con riferimento all'incontro con i Maestri del Lavoro, svoltosi presso l'istituto Comprensivo "D. Alighieri" di Ripalimosani, si riporta di seguito una breve valutazione dell'evento.
L'incontro ha suscitato interesse negli alunni, sia per quanto concerne le tematiche affrontate, sia con riferimento alle modalità di illustrazione adottate dai relatori.
Gli esempi e le casistiche  da loro illustrate hanno catturato l'attenzione degli studenti, i quali hanno partecipato attivamente ponendo numerose domande cui i relatori hanno risposto prontamente e con un linguaggio adeguato all'età degli alunni.
Nel complesso, quindi, l'iniziativa è stata senza dubbio interessante e proficua per gli studenti.
Cordiali saluti
Prof.ssa Adriana D'Alessandro

 

Trivento Istituto Comprensivo

"I Maestri del Lavoro incontrano i giovani di Trivento


Anche quest’anno presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo di Trivento, i Maestri del Lavoro del Molise, sapientemente guidati dal Console emerito Anna di Nardo Ruffo, hanno incontrato gli alunni della scuola secondaria di primo grado.
L’ incontro si aperto con la spiegazione di cosa rappresenta la piccola grande stella appuntata sul petto dei lavoratori che si
“siano particolarmente distinti per singolari meriti di perizia, laboriosità e di buona condotta morale;
abbiano con innovazioni o invenzioni nel campo tecnico e produttivo migliorato l'efficienza degli strumenti, delle macchine e dei metodi di lavorazione; abbiano contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza del lavoro;si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell'attività professionale”. Sempre molto interessante lo scambio tra generazioni diverse e l’ascolto attento dei giovani studenti che hanno partecipato attivamente all’intervento sulla sicurezza a scuola e sui posti di lavori, tenuta dai Sigg. Santoro e De Santis, ma soprattutto hanno seguito la sig.ra Ruffo. E’ stata promossa la II edizione del concorso bandito dall’E.I.P.  Italia, sul tema della sicurezza, in memoria del piccolo Luigi Petacciato, morto senza un perché nel crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, il console ha fatto riferimento a tragedie del passato che hanno coinvolto giovani lavoratori inesperti e smarriti come è il caso di Marcinelle e della meno conosciuta Cannavinelle, dove il 25 marzo del 1952 morirono quarantuno lavoratori a seguito di una violenta esplosione, nell’acquedotto in costruzione di Mignano Montelungo, in Provincia di Caserta. Questa triste pagina della storia di confine tra Molise e Campania vide tra le vittime anche Mario Parisi, nato l’8 settembre del 1926 a Trivento. Non aveva ancora compiuto i ventisei anni quando scomparve, assieme a lui anche il fratello Benedetto che, riuscì a sopravvivere e ancora oggi, attraverso la sua commossa testimonianza e il suo impegno dona spunti di riflessione per le giovani generazioni così lontane da esperienze di lavoro tanto impegnative, ma pensare a chi ha vissuto e lavorato in condizioni molto diverse da  quelle attuali, è fonte di crescita.
Il quindici aprile, alle ore 11:00, presso il cimitero di Trivento, per iniziativa della Curia e dei Maestri del lavoro del Molise si terrà una cerimonia di commemorazione per Mario Parisi, per onorare il sacrificio di un lavoratore che sarà sempre di insegnamento per i giovani.
Nel corso della mattinata è stata insignita di un riconoscimento, da parte della madre di Luigi Petacciato, la prof.ssa Amalia Porfirio per l’impegno profuso motivando alla partecipazione al concorso e, quindi, alla riflessione su tematiche tanto importanti, la totalità delle classi della scuola secondaria di I grado di Trivento. L’incontro con i Maestri del Lavoro si è concluso con la lettura della testimonianza di una collaboratrice scolastica che, sopravvissuta al terribile sisma del 2002, ricorda i visi angelici dei suoi bambini, pensandoli mentre era ancora sepolta dalle macerie della sua scuola, prima che i soccorritori la liberassero.  Ma i bambini di San Giuliano sono i figli di ogni cittadino onesto come i ventidue scomparsi recentemente nell’incidente stradale in Svizzera, forse vittime di una disattenzione; ecco perché il tema della sicurezza a scuola e sui posti di lavoro deve crescere assieme ai giovani, affinché il sacrificio di piccole vittime innocenti non sia vano e così l’impegno di persone straordinarie come la sig.ra Petacciato la quale, nonostante  la sua maternità mirabile sia stata atrocemente ferita,continua a farci riflettere sul vero senso della vita".

(Maria Fiorito)

"Da Cannavinelle ad oggi: i Maestri del lavoro affrontano con i ragazzi della Scuola media di Trivento il tema della sicurezza.
Nell’Istituto omnicomprensivo “N. Scarano” i  Maestri del lavoro del Molise hanno incontrato i ragazzi della seconda media per affrontare un tema di grande attualità: la sicurezza nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Dopo i saluti della preside Maria Maddalena Chimisso che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa soprattutto se rivolta alle nuove generazioni, Anna Di Nardo Ruffo, Console emerito dell’associazione, ha ripercorso tre vicende nelle quali le mancate precauzioni sul lavoro hanno causato la morte di tanti operai: la tragedia di Cannavinelle del 25 marzo 1952 che non ha risparmiato la vita al triventino Mario Parisi, quella dell’agosto del 1956 a Marcinelle in Belgio dove l’esplosione di una miniera causò numerose vittime, tra cui sette molisani, e da ultima il terremoto di  San Giuliano di Puglia che nel 2002 ha spezzato delle giovanissime vite.
In particolare, la signora Ruffo con una tenerezza ed una sensibilità rarissima, si è soffermata sulla tragedia del comune frentano facendo leggere la testimonianza di una collaboratrice scolastica sopravvissuta a quei drammatici momenti ad una alunna. Il tema della sicurezza nella scuola è stato affrontato da Pasquale Santoro che con chiarezza e precisione ne ha illustrato le principali linee guida. La mattinata inoltre, è stata l’occasione per ringraziare con una pergamena ed una medaglia la professoressa Amalia Porfirio. Da sempre impegnata in iniziative volte a diffondere la cultura della solidarietà tra gli studenti promuovendone la partecipazione ai diversi concorsi scolastici (nel 2011 per il concorso “Sicurezza a Scuola” è stata premiata la classe I A dell’istituto in questione), il riconoscimento alla docente è stato voluto fortemente dalla madre del piccolo Luigi Petacciato vittima del sisma del 2002.
Al termine dell’incontro la signora Ruffo ha invitato tutti i ragazzi a partecipare alla commemorazione di Mario Parisi che si terrà a Trivento  il 15 aprile prossimo.
Le conclusioni sono state affidate alla vicepreside Maria Fiorito la quale ha ringraziato personalmente e a nome dell’Istituto l’impegno dei  Maestri del lavoro che quotidianamente portano avanti iniziative di grande interesse e spessore sociale. Del resto la Federazione è portavoce di un messaggio intriso di speranza: un futuro migliore è nella coscienza dei giovanissimi. E ciò non è poco".

(Maria Fiorito)

 

 

 

ROMA E.I.P. Italia

40° Anniversario l’Ecole Instrument de Paix Italia
Le vie della pace portano a Roma
Cerimonia di premiazione – Roma 24 ottobre 2012

 


Comunicato stampa


In occasione del 40° Anniversario l’Ecole Instrument de Paix  Italia , a Roma il 24 ottobre 2012, 400 studenti provenienti da tutt’Italia saranno premiati  dall’Associazione alla Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele II”.
La Cerimonia  si svolge, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che ha insignito l’evento della speciale Medaglia Presidenziale  sul tema ‘La Scuola per la Pace e per i “Diritti Umani”. L’iniziativa , vede riunite le scuole elementari, medie e superiori di quasi tutte le Regioni italiane che hanno realizzato progetti ed opere di particolare valore culturale ed artistico  in relazione alle tematiche della solidarietà, della convivenza civile e democratica, della pace, della fratellanza e dei diritti umani.  Alla  Cerimonia di premiazione saranno presenti le autorità patrocinanti il concorso ,per il Ministero dell’ Istruzione il sottosegretario Marco Rossi Doria, il Presidente della Società Italiana per l’ Organizzazione Internazionale- SIOI, l’ On Franco Frattini, il Presidente del C.N.R. Prof Luigi Nicolais . Introduce la Cerimonia il Direttore della Biblioteca Dr Avallone , la Preside Anna Paola Tantucci , Presidente E. I. P. Italia e,  da Ginevra Edouard Mancini, Presidente  onorario  E.I.P. Italia.
Saranno premiate le scuole  selezionate per le varie sezioni del concorso, per la poesia giovane e per la pace ,Pino Colizzi ,presidente della giuria ,presenterà le poesie , per le arti figurative e plastiche,  il grande scultore Alfiero Nena èil presidente della giuria,per i ricordi della memoria ,per il tema del concorso, relativo al rispetto dei  diritti umani, per  la stampa a scuola, per lo sport come strumento di pace e per la sicurezza, in ricordo del piccolo Luigi Petacciato , morto nel crollo della scuola F. Jovine a S. Giuliano di Puglia.ll riconoscimento  Una vita per la scuola sarà consegnato  ai docenti e dirigenti che hanno dedicato il loro impegno alla scuola con entusiasmo e competenza. Il Trofeo itinerante “Guido Graziani”, il Premio più  importante, intitolato al fondatore dell’E.I.P. Italia , è stato attribuito per il 2012 alla Scuola Secondaria di I°  “G. Gigante” di Napoli, per l’alta qualità dei lavori presentati. Una giuria di studenti, come avviene ogni anno in questa occasione ,ha attribuito  ’riconoscimenti a giornalisti e scrittori che ispirano la loro professione alla cultura dei Diritti Umani. Le  Prix International Jacques Muhlehtaler per la poesia per i diritti umani2012 è stato assegnato   al poeta Elio Pecora e per la  narrativa  alla scrittrice Emilia Bernardini De Pace, scomparsa improvvisamente, per il libro Antonietta e i Borboni ispirato alle donne del Risorgimento,. Ritirerà il riconoscimento la figlia ,la giornalista del TG1 Francesca Grimaldi. Per il giornalismo quest’ anno il riconoscimento è assegnato dalla giuria giovani alla giornalista Grazia Maria Coletti per l’ impegno professionale volto alle problematiche sociali e della scuola.

 

 

Foto a cura del Cav. MdL Gino Calabrese.

 

I CANTORI DI STORIE - TRIVENTO

 

TRIVENTO 31 maggio 2012



Un importante strumento di comunicazione: IL LIBRO.

Arti e Mestieri del Molise



Buongiorno a tutti. Sono lieta di trovarmi, ancora una volta, qui a Trivento. Desidero accennare prima di tutto al rapporto consolidato esistente tra i Maestri del Lavoro e l’Istituto Comprensivo di Trivento, iniziato più di dodici anni fa con il coinvolgimento dei giovani studenti nel nostro progetto “Voglia di nuovo – Voglia di Molise”.
Successivamente altri Progetti ci hanno visti coinvolti per perseguire gli stessi scopi umanitari e tra gli altri : PER NON DIMENTICARE il 25 marzo 1952, un momento di grande dolore: la catastrofe di Cannavinelle. Il 15 aprile del corrente anno, nella Chiesa Cattedrale e successivamente al cimitero abbiamo ricordato Mario Parisi e gli altri quaranta lavoratori, tra i quali tre molisani di Sesto Campano, deceduti nella stessa tragedia.
Il motivo che oggi ci vede insieme è per dialogare di “parole scritte”, nell’ambito del Concorso letterario ‘Cantori di storie’.
Parto da lontano: tutto comincia con il ‘verbum’ prima del quale, come è narrato nella Bibbia, (uno dei primi grandi libri mai realizzati nella storia dell’umanità) tutto era caos e silenzio. Prima del ‘verbum’ non si potevano raccontare gli eventi dell’umanità, prima della parola non c’era storia.
Prima di andare avanti cerchiamo di interiorizzare quanto dice la scrittrice cilena Isabel Allende a proposito dello scrivere: “ Scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere i pezzi lungo il cammino”.
Prima ho accennato a Cannavinelle. Nel comune di Sesto Campano, tra il passo "Annunziata lunga" ed il colle "La Manna” si trova il colle "Cannavinelle". Lungo questi colli corre il confine tra il Molise e la Campania. La galleria dell'incidente attraversa proprio il suddetto colle “Cannavinelle”. In questo cantiere il 25 marzo 1952, lavoravano operai provenienti da varie regioni. Molti nostri corregionali in quegli anni emigrarono e li ricordiamo impegnati a scavare gallerie, nell’ edilizia. nell’agricoltura, nei lavori pesanti e disagiati, con alloggi precari, a volte vere e proprie baracche. Sacrifici umani, materiali e sociali, sopportati da contadini e artigiani spinti all’estero dalla necessità di migliorare le proprie condizioni di vita. Molti hanno affrontato il trauma della separazione e consumato la loro esistenza nella faticosa ricerca delle condizioni necessarie a garantire una dignitosa esistenza ai propri cari. E non sempre con successo.
Ne è prova il grave disagio degli anziani emigrati che vivono tuttora profonde crisi economiche e sociali. Di contro oggi, la seconda e terza generazione dei nostri emigrati in molti casi fa parte dei dirigenti ed è perfettamente integrata nel tessuto sociale della nazione che li ospita. Quello che manca è la promozione del nostro patrimonio culturale, che potrebbe trasformare i nostri emigrati in venditori della cultura ‘made in Molise’.
A questo proposito vorrei citare un messaggio di qualche anno fa dell’ Associazione Forche Caudine: “Il Molise è un piacere, ma se non lo conosci che piacere è?...”
Ritengo che, raccogliendo la provocazione, metaforicamente parlando, possiamo rimboccarci le maniche ed affondare le mani nella nostra terra per carpirne i frutti migliori, considerando anche che il Molise è rimasto pur sempre la terra della miriade di piccoli paesi abbarbicati su montagne e dorsali bellissimi, la terra dei tratturi, la terra di distese boschive ancora rilevanti, un territorio aspro e difficile, ancora per buona parte intatto.
L’importanza della scuola è basilare perché concorra alla formazione di giovani che sappiamo parlare e leggere il dialetto, che sappiano capire e trasformare gli insegnamenti dei loro padri contadini o artigiani, riconoscendo il proprio territorio, le persone, la flora e le pietre che lo costituiscono.
Ritengo che sin dall’età dell’apprendimento scolastico sarebbe auspicabile trasmettere ai ragazzi un bagaglio di esperienze appartenenti sì al mondo del lavoro, ma facenti parte sostanziale della persona, del suo contesto storico, culturale e sociale, la cui difesa concorrerà a costruire il loro mondo.
Tutto questo, incentivando da parte delle Istituzioni, iniziative che sviluppino in ogni realtà locale una riscoperta delle potenzialità perdute, e la valorizzazione e tutela dell’esistente. Il paese dovrà tornare a far rivivere ‘la piazza’, ricreando le botteghe artigiane ed attività di piccolo commercio, producendo cultura e tornando ad essere il luogo ove si risiede e si produce.
“Il Molise e le sue mani d’oro” si compone di 504 pagine, corredato da oltre 600 fotografie,  nasce dalla necessità di conservare il patrimonio di conoscenze e di cultura professionale del Molise e dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni curiosità e rudimenti di mestieri e professioni che si stanno perdendo nel tempo, ma che non possiamo permetterci il lusso di dimenticare per non smarrire la nostra stessa identità, la nostra cultura.
I Maestri del Lavoro si prefiggono lo scopo di portare a conoscenza dei nostri giovani, mediante incontri nelle scuole, quello che è stato il nostro passato, presentando contemporaneamente le testimonianze di quanti, onorevolmente e con amore verso il lavoro e il Molise, si realizzano anche a livello internazionale.
Stimolata dall’idea di sollecitare l’attenzione collettiva e in particolare quella dei giovani, ho ritenuto fondamentale tramandare conoscenze fra generazioni con quest’attrezzo di lavoro, il libro.
Facendo leva su un pensiero dello scrittore e filosofo maliano Amadau Hampaté Ba che un mio insegnante di lettere, giunto all’età della pensione, soleva ribadire a noi studenti:
“ ragazzi, ricordate che  un anziano che muore, è una biblioteca che brucia”,
ho cercato fra i documenti, ho ascoltato – quando ho potuto – la voce dei protagonisti, ho raccolto emozioni, ho raccontato episodi di vita vissuta, ricordando, riscoprendo e riflettendo sul passato, proiettandolo però verso il futuro.
Nelle immagini e nel testo ho proposto tracce di antica quotidianità del nostro popolo, rilevandone civiltà, cultura e profonde radici, un modo di vivere più semplice, più umano; i mestieri del passato hanno rievocato periodi poveri, umili, duri, stressanti ma ricchi di poesia e di allegria.
Ho coinvolto alcuni colleghi MdL che si sono resi disponibili per fare ‘lavoro di squadra’, ed attingendo ai loro ‘saperi’ non hanno lesinato il loro amichevole e competente sostegno.
Con me, circa centoventi molisani hanno animato con testimonianze e foto questo libro: molti sono stati prodighi di notizie, altri hanno aderito, loro malgrado, alle mie pressanti richieste facendosi poi coinvolgere.
Li ringrazio tutti con affetto, compresi quanti, Maestri del Lavoro e non,  hanno messo a disposizione il loro tempo per reperire le foto ed i contatti. Essi hanno compreso che quanto stavo portando avanti non era un libro scientifico o filosofico che parlava del Molise, bensì un lavoro di squadra sul Molise.
La molla che mi ha guidato è stata la ‘passione’, intesa come energia personale positiva che predispone sempre a un ottimismo attivo e consapevole, che ha creato fiducia in me stessa, accrescendo quella iniziale. Sono nonna di sette nipoti, per cui la mia passione è stata alimentata anche dal loro pensiero e dal mio affetto nei loro confronti. Ad essi ho raccontato che nel passato si leggeva sulla carta geografica, al posto di Molise:
‘Hic sunt leones’.
Ho ipotizzato  per loro e per i nostri giovani, cultori della web camera, la possibilità di cambiare l’indicazione con:
“Qui è il Molise e le sue mani d’oro”.
Ho lavorato per un lungo periodo fuori regione, e molti colleghi, forse per mettermi a disagio,  mi ponevano la domanda:
“ma dove si trova questo tuo Molise, quali sono le sue tipicità”?
Mi sforzavo di illustrare le località più importanti, i luoghi da visitare, le bellezze naturalistiche paragonabili a pinacoteche, rifugiandomi spesso nella cucina,  recriminando con me stessa il fatto che, neppure in questo caso  emergeva la nostra ‘tipicità’, come per altre regioni, che vantavano cibi tipici come lasagne alla bolognese, canederli del tirolo, olive all’ascolana ecc.
Un mio libro precedente, “Molise a tavola”, e questo libro mi riscattano con me stessa, liberandomi da quel fastidioso fardello del ruolo di secondo piano nei confronti delle altre regioni: sono il mio contributo d’amore alla mia terra.
Vi prego di credere che il patrimonio di conoscenze e di cultura professionale che c’è sul territorio regionale è di tutto rispetto e deve essere trasmesso alle giovani generazioni, perché sia alla base di ogni organizzazione produttiva, in quanto la perdita di mestieri e professioni rappresenta una vera e propria perdita di identità, un danno grave alla nostra cultura ed alla nostra immagine.
Alla fine delle mie ricerche ho dovuto convenire che c’è un file – rouge che unisce i giovani del ‘900 con quelli di oggi nella ricerca del lavoro e del mestiere: questo è senz’altro ‘l’arte di arrangiarsi’, arte che è stata alimentata dallo spirito di adattamento alle condizioni avverse, all’attitudine alla versatilità, creando nei molisani la necessità dei mille mestieri che hanno dovuto inventarsi per sopravvivere. A proposito di questa arte a pagina 283 di ‘ Il Molise e le sue mani d’oro’, ho parlato di Ferdinando Porfirio nel capitolo ‘Quanti i mestieri di un triventino’. Ferdinando è il papà della docente di questo Istituto Amalia Porfirio.
Nelle mie considerazioni ho precisato che non mi scusavo per le espressioni dialettali che avevo adoperato: tengo a dire che circa venti anni fa in molti pensavamo che i dialetti sarebbero finiti. Invece eccoli qui, vivi e vegeti e, compresa la nostra Regione, ancora in auge.
Molti ritenevano che il dialetto fosse la lingua dei poveri, mentre l’italiano, quella dei ricchi e dei colti. Vero é che il dialetto si adopera ancora oggi in molti ambienti familiari;  anche i giovani lo hanno scelto per i loro ‘messaggini’. Ciò crea omologazione con tante parole nuove, anglosassoni, proposte dai sistemi informatici e televisivi che, nostro malgrado, sono entrate a far parte del lessico nazionale.
Il libro era nato come supporto per il progetto Scuola-Lavoro dei Maestri del Lavoro; l’evento sismico del 6 aprile 2009, mi ha spinta a dare una svolta più ampia alle ricerche, al fine di destinare il ricavato della sua vendita alle emergenze dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, con il progetto del nostro Consolato ‘La nostra Aquila. Aiutiamola a volare’.
In quel terribile terremoto sei furono le vittime molisane: il tributo più grande l’ha pagato la provincia di Isernia. I molisani e non solo noi, hanno tutti contribuito, secondo le proprie possibilità, ma l’opera di ricostruzione è così immane che occorreranno molti anni e tante risorse per scongiurare il pericolo così come ha titolato tempo fa un giornale pessimisticamente:
“L’ Aquila, … una seconda Pompei!”
In questa nostra Kermesse abbiamo avuto il sostegno di molti a cui va un grosso ringraziamento: ognuno ha cercato di dare il proprio contributo, ed è questa la cosa più importante perché  come diceva Madre Teresa di Calcutta:
“ Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano.
Ma se quella goccia non ci fosse all’oceano mancherebbe”.
All’Accademia di Belle Arti dell’Aquila quanto é stato raccolto dalla vendita del libro, è stato consegnato   ed assegnato a studenti meritevoli, sotto forma di borse di studio.
Termino ringraziandovi per l’attenzione e facendo i miei complimenti ai vincitori del concorso, ricordando loro, come diceva Bernard Shaw:
Con tono giusto si può dire tutto. Con tono sbagliato nulla. L’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.
Grazie.

Anna di Nardo Ruffo



Immagini di copertina:
Pescopennataro con la neve, Domenico Tempesta.
Il trabucco di Termoli in notturno, Giuseppe Di Vitto.

 


IV Edizione del concorso letterario “Cantori di storie”

ideato e organizzato dall’Istituto Omnicomprensivo di Trivento



Giunto alla quarta edizione il concorso letterario “Cantori di storie”, la cui cerimonia di premiazione, si è svolta giovedì 31 maggio, presso l’auditorium della scuola secondaria di I grado di Trivento, si conferma come il momento conclusivo di grande importanza per l’Istituto Omnicomprensivo “N. Scarano” che lo organizza. Il concorso, finalizzato alla promozione della scrittura creativa fra i giovani studenti delle scuole molisane, di ogni ordine e grado ha visto, infatti, la partecipazione di molti allievi, come ha spiegato Il Dirigente scolastico prof.ssa Maria Maddalena Chimisso che ha salutato, ringraziandoli, i partecipanti, unitamente ai docenti e ai Presidi dei loro Istituti che li hanno supportati, nonché le docenti referenti del progetto professoresse Tiziana Campo e Serena Scarano, del liceo di Trivento che, con tanta passione, portano avanti l’iniziativa e l’amministrazione comunale che ha patrocinato l’evento. A rappresentare la città di Trivento il Dr. Domenico Santorelli vice-sindaco e assessore all’Istruzione. Il concorso è da intendersi anche come momento di confronto ed interscambio fra studenti provenienti da scuole diverse, in un periodo non semplice anche per la scuola italiana. La mattinata culturale si è aperta con una frizzante performance dance-sport degli alunni della II A del liceo, guidati con verve creativa e simpatia dalla loro docente di Scienze Motorie, prof.ssa Maria Angelina Santorelli. A seguire l’interessantissimo intervento del Console emerito dei Maestri del Lavoro del Molise sig.ra Anna Di Nardo Ruffo dal titolo: “Un importante strumento di comunicazione: IL LIBRO” che, partendo dal valore comunicativo antico e dal fascino che i libri emanano, conoscendo l’autrice profondamente la nostra regione, ha fornito interessanti spunti di riflessione sulle arti e i mestieri del Molise commentando anche alcuni passaggi della sua ultima opera: “Il Molise e le sue mani d’oro”. Il testo, pubblicato con il patrocinio del Regione, ha una alta finalità, in quanto tutti i proventi della vendita saranno devoluti all’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila. La relatrice ha poi, sottolineato il legame forte che unisce i Maestri del Lavoro con la scuola di Trivento e con tutta la comunità, infatti, gli studenti hanno partecipato, come detto anche nell’introduzione del Dirigente, al concorso bandito dall’E.I.P Italia e intitolato a Luigi Petacciato, una delle piccole vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia e seguono sempre con interesse gli incontri sulla sicurezza nei posti di lavoro e a scuola nel ricordo degli angeli di San Giuliano e di giovani come Mario Parisi, triventino di ventisei anni, vittima del disastro di Cannavinelle, dove il 25 marzo del 1952 morirono quarantuno lavoratori a seguito di una violenta esplosione, nell’acquedotto in costruzione di Mignano Montelungo, in Provincia di Caserta.  Di nuovo protagonisti, a seguire, gli allievi delle classi V del liceo che, alla fine della relazione, con entusiasmo giovanile indossando i costumi tradizionali, si sono esibiti nella “spallata”, ballo tradizionale, con la musica dell’organetto suonato da Mario Griguoli. Dopo il ballo, ha fatto il suo ingresso il coro dell’Istituto, “nato” da pochi mesi e guidato dal Maestro Direttore e pianista prof. Gennaro Continillo, docente di Musica nella sede di Roccavivara, che ha unito le voci degli studenti del I e del II grado in un programma che ha spaziato dalla “Canzone organotopologica H. R. Domìnguez ai classici come“Il pescatore” di De Andrè o“Guantanamera”,per chiudere con le emozioni di “We are the world” (M. Jackson - L. Richie), non prima che due allieve, della V del liceo, Giulia Del Castello e Chiara D’Ovidio, ricordassero con un toccante messaggio Melissa, la compagna di scuola di tutti, vittima dell’assurdo attentato di Brindisi e i morti e la sofferenza degli abitanti del Nord d’Italia, colpiti dal terremoto.
A conclusione della mattinata la premiazione, un primo premio per ogni ordine di scuola e alcune menzioni speciali, le sezioni erano tre: . A narrativa; sez. B poesia; C multimediale.
Le scuole premiate sono state la scuola primaria di Toro appartenente all’I.C. di Campodipietra, l’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano,l’I.C. di Ripalimosani, l’I.I. S. “G. M. Galanti” di Campobasso, l’IPSEOA “Federico di Svevia”di Termoli, l’I. S. “G. M. Galanti” di Campobasso e l’I.C. “G. A. Colozza” Campobasso. La prof.ssa Annamaria Fazioli dell’istituto di Trivento, che faceva parte della commissione giudicatrice insieme alla prof.ssa Campo e al Prof. Farina, storico insegnante della scuola, ha sottolineato l’alto livello degli elaborati.
I premiati per la sezione narrativa: Gianluigi Tucci, della scuola primaria di Toro con l’elaborato dal titolo “Il viaggio dell’articolo”, Andrea Del Busso dell’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano con l’opera “Come può nascere un’amicizia”, gli alunni della classe I A dell’ I.C. Ripalimosani e il loro “E la terra fece sciopero”, Ester Colalillo dell’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano con il suo “Il monaciello”, Luca Mastrogiovanni dell’I.I.S. “G. M. Galanti” di Campobasso con “Horror vacui”, Debora Cimaglia dell’IPSEOA “Federico di Svevia”di Termoli con “Gioia amara”, Mariagrazia Mancini sempre della scuola di Termoli, con “Vuoto a perdere”, per la sezione poesia: Eleonora Russo dell’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano e la poesia “Vivere…?!”, Francesca Farinaccio dell’I. S. “G. M. Galanti” di Campobasso con la lirica “Encomio del gentil seme”; la sezione multimediale ha visto sul podio la classe III B dell’ I.C. “G. A. Colozza”di Campobasso e la presentazione “Fumettando” e infine, Gabriele Rocco e Alessia Pulsone dell’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano con  “La bioetica”.
L’ultima fase della cerimonia è stata dedicata alla premiazione del concorso destinato, invece, agli alunni del liceo triventino che dovevano creare il logo dell’Istituto e vincitore è risultato l’alunno della V A Giuseppe Quaranta il cui logo è stato scelto dalla commissione composta dal prof. Venditti di Informatica, dal Prof. Mattiaccio di Disegno e dalla Prof.ssa Lolli di Arte e Immagine che hanno scelto il lavoro per l’immediatezza comunicativa.
Gli studenti sono stati premiati dagli insegnanti delle due commissioni, dal Commissario straordinario dell’Istituto Dott. Michele Iocca e dai Dirigenti presenti  il Prof. Carmine Ruscetta dell’I.C. "G. Pallotta" di  Bojano, che è stato Preside a Trivento che ha dato inizio all’importante evento culturale, la prof.ssa Angelica Tirone dell’I.C. “G. A. Colozza” di Campobasso e la prof.ssa Emilia Mastronardi dell’’I.C. di Campodipietra.

Prof.ssa Maria Maddalena Chimisso


 

Foto a cura di Giuseppe Ruffo

 
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