LE STORIE DIVENTANO STORIA

Nell’anno 1996 – 1997, il Consolato Regionale del Molise dei Maestri del Lavoro, ha indetto un Concorso Regionale storico sulla seconda guerra Mondiale riservato ai ragazzi delle Scuole Elementari e Medie del territorio, coinvolgendo nell’iniziativa:
- il Signor Presidente della Repubblica On.le Oscar Luigi Scalfaro;
- il Ministro della Pubblica Istruzione;
- il Presidente del Consiglio Regionale;
- l’Assessore Regionale alla cultura;
- i Provveditorati agli studi di Campobasso ed Isernia;
- varie Associazioni Combattentistiche ed arme;
- l’Istituto San Paolo di Torino;
- la Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro.
Bellissimi disegni, monografie, audio, videocassette, indagini presso gli archivi, interviste e racconti: non mancano pagine estremamente commoventi; questo il materiale pervenuto ai Maestri del Lavoro. La commissione giudicatrice (tra cui la scrittrice Ada Trombetta, autrice del libro “1943 – 1944 …… e fu guerra anche nel Molise”), ha lavorato sodo ben due mesi prima di redigere la graduatoria.
Il motivo che ha spinto i ragazzi nelle loro ricerche è stato “Ricordare la guerra perché cresca la pace nel mondo” e nell’approfondire l’argomento, si sono resi conto che la guerra è solo apportatrice di distruzione e che alla fine non ci saranno vincitori: si conteranno soltanto i morti dall’una e dall’altra parte.
I ragazzi hanno messo in risalto, tra l’altro, episodi toccanti che chiaramente dimostrano come in guerra non sempre “il nemico” rappresenta la cattiveria e “l’alleato” non sempre si dimostra amico.
Dai loro scritti emerge anche che solo eliminando l’odio tra i popoli, quando questo non esiste più, può venire la vera pace.
Queste bellissime testimonianze, raccolte amorevolmente e ben custodite, ogni volta che ho avuto modo di consultarle, hanno fatto sorgere dentro di me il desiderio di condividerle con altre persone, in special modo giovani.
L’occasione è stata offerta da Giuseppe Ruffo che ha accettato di unire i tanti documenti raccolti dai giovani alcuni con il suo lungo, certosino lavoro di ricerca di fatti, sentimenti, testimonianze dal vivo, notizie inedite riguardanti varie località e diverse situazioni anche extramolise vissute in quei terribili anni.

COMUNICATO STAMPA

Il 16 febbraio, a Bojano, nella bella cornice di Palazzo Colagrosso, promosso dalla Proloco e dall'Amministrazione Comunale della Città, i Maestri del Lavoro della Regione Molise hanno presentato il libro "Le storie diventano storia", curato da Giuseppe Ruffo.
Il libro era stato già presentato a Sant'Angelo del Pesco e Campobasso.
Questo libro costituisce la naturale prosecuzione di un altro concorso, sempre promosso dai Maestri del Lavoro nell'anno 1997-98 e con l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica, a cui parteciparono le scuole elementari e medie della Regione.
Il tema fu incentrato sui fatti dell'ultima guerra mondiale, attraverso una indagine sui vissuti e sulle memorie delle persone che quella guerra l'hanno vissuta; una raccolta di testimonianze che la scrittrice molisana prof.ssa Ada Trombetta già raccolse nel volume "1943-1944… e fu guerra anche nel Molise".
Questa volta è Giuseppe Ruffo che, sempre muovendo da quelle testimonianze, ha rintracciato altre persone, le ha incontrate, ha con ciascuna ripercorso il calvario del lutto della fame, della distruzione, della paura, del corale reciproco conforto, attraverso le lettere, le fotografie, i ricordi, dunque le storie.
Ciascun intervistato, questa volta protagonista diretto, fornisce una tessera autentica che aiuta a ricostruire l'evento bellico dal punto i vista di chi la guerra l'ha vissuta sulla propria pelle.
Sono storie di uomini e di donne e di bambini raccontate o scritte con parole semplici, intercalate dall'affanno, che scolpiscono personaggi e vicende in bianco e nero.
Nulla è stato aggiunto, nulla è stato tolto; tutto il testo si compone di "frammenti originali", sapientemente cuciti tra loro dalla contestualizzazione nei luoghi e nel tempo degli episodi più conosciuti e dunque diventano la Storia.
Alcuni brani del testo sono stati letti dal Maestro del Lavoro Vincenzo Armanetti che, tra l'altro, ha condotto tutta la cerimonia; altri da Carlo Di Biase, studente di scuola media. La prof.ssa Onorina Perrella; docente nella scuola vincitrice del concorso '97, ha illustrato il metodo di raccolta e selezione del materiale recuperato dai suoi studenti, intrecciando le emozioni e le riflessioni dei ragazzi ai suoi personali ricordi della guerra vista con gli occhi di bambina.
Ha portato la sua testimonianza viva Francesco Faccenda, invalido civile di guerra, toccante e forte, sofferta e distaccata insieme, riconciliata con la vita e con la speranza.
II Maestro Fabrizio Palladino alla tastiera e al violino ha accompagnato con musica raffinata i vari momenti della cerimonia. che si è conclusa con le parole della Console Regionale della Federazione dei Maestri del Lavoro del Molise, sig.ra Anna di Nardo, che ha sottolineato ancora l'importanza di custodire la memoria di questa Terra e di questa Gente come cosa preziosa, perché non si perdano i valori del passato nell'avanzante omogeneizzazione dei modelli globali.
Le copie del libro sono state già quasi esaurite.
Il ricavato, già più di tredicimila euro, costituisce il finanziamento di un'altra importante iniziativa dei Maestri del Lavoro: infatti il 3 marzo corrente ha avuto inizio il corso a favore dei non udenti "Corso di 1° livello conoscenza base della Lingua dei segni Italiana LIS", la cui Associazione è stata presente alla cerimonia di Bojano.

Il Corso conta attualmente numerosi iscritti che costituiranno una preziosa taskforce per il territorio del Molise e dell'Abruzzo.

E dunque anche per i Maestri del Lavoro del Molise le storie si intrecciano e si susseguono: il Concorso del '97 si dipana nella ricostruzione del testo, che a sua volta genera un progetto di qualificazione professionale e futuro lavorativo, collocandosi nel filo rosso della Storia, dove l'impegno e la solidarietà costituiscono la componente che diviene continuamente nel tempo nella molteplicità delle forme, dei modi, dei contenuti, degli attori e dei fruitori e la costante storica rimane il valore del Lavoro, che i Maestri hanno realizzato e continuano a rappresentare.

Campobasso

L'Addetto Stampa


Dalla presentazione a Boiano del 16/02/06

Un libro come questo, oltre a soddisfare la curiosità e l'interesse delle nuove generazioni è una dimostrazione di una forma più solenne della cultura generale.
Il Presidente della Repubblica nel suo messaggio del 10 febbraio 2004, giornata della memoria per onorare le vittime delle Foibe, sottolineava la necessità di una "memoria condivisa al posto del rancore".
Nel caso di questo libro, i vari argomenti riportati in esso, fanno parte integrante della nostra vicenda nazionale e la sua lettura deve lasciare un'impronta nelle coscienze di noi tutti.
Ricordo a noi tutti che un popolo senza memoria storica non potrà mai crescere culturalmente, perché sono proprio i ricordi dei fatti passati e di quelli in cui si è stati testimoni oculari o protagonisti che aiutano a conoscere le proprie origini e radici.
I "narratori" sono giovani scolari molisani e Peppe Ruffo.
Mi colpisce sempre il fatto che noi adulti, troppo spesso infondatamente, consideriamo i giovani superficiali o votati a falsi valori.
I nostri giovani se stimolati sanno trovare parole giuste, sincere, profonde, vere, per descrivere le sensazioni provate nel conoscere, come in questo caso, i tremendi fatti accaduti e ciò che il genere umano è stato capace di perpetrare nei confronti dei suoi simili.
Nell'anno 1996-1997, i Maestri del Lavoro proposero a livello regionale un Concorso riservato a tutte le scuole dal titolo "1943-1944…e fu guerra anche nel Molise".
Una bellissima, coinvolgente esperienza sia da parte nostra che degli alunni e docenti.
Il confronto tra le generazioni di chi ha vissuto e di chi ascolta è l'unico mezzo per passare il testimone, consegnando alle coscienze future il compito di ricordare per non ripetere.
Tra le tante classi partecipanti, una seconda media dell'Igino Petrone di Campobasso, "capitanata" dalla impareggiabile Prof.ssa Onorina Perrella, traguardò il 1° premio: un onorevole 1° premio, in quanto fu premiata con la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica On.Le Scalfaro.
Successivamente fummo ospiti, per una visita al Quirinale.
Come avrete inteso la prima parte del libro raccoglie le testimonianze presentate dagli alunni. Giuseppe Ruffo ha fatto la ricucitura dei testi ed una sua ricca ed interessante opera di ricerca sul territorio.
Li ringrazio tutti.


Le foto del 25.10.2005 (Campobasso)

Le foto del 16.08.2005 ( S. Angelo del Pesco )




Da "Le storie diventano storia"
a Progetto a favore dell'Ente Nazionale Sordi

Con "Le storie diventano Storia" di Giuseppe Ruffo, il Consolato assolve all'impegno solidale di sostenere l'Ente Nazionale Sordi devolvendo il ricavato delle offerte del volume, per realizzare il Progetto: "corso L.I.S. Per la formazione di tecnico della comunicazione L.I.S."
Uno dei nostri obiettivi è quello di promuovere e tutelare i diritti dei diversamente abili con progetti che favoriscano concreti processi di reale integrazione.
Bene, il libro che sarà presentato questa sera, oltre ad essere il testimone storico, dovrà servire ad aiutare concretamente un gruppo di nostri corregionali sordomuti.
Il primo articolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani afferma che:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti".
Sappiamo tutti però che la società comporta spesso che i disabili non sono in grado di esercitare pienamente i loro diritti fondamentali e vengono socialmente esclusi.
Per ottenere l'uguaglianza nell'accesso e nella partecipazione, è necessario che le risorse siano canalizzate in modo tale da migliorare le capacità di integrazione della persona disabile e il suo diritto a vivere in modo indipendente.
Il nostro obiettivo è di sovvenzionare un corso di "interprete di lingua dei segni italiana".
Il numero di questi interpreti a livello nazionale è estremamente ridotto, è di solo 30 interpreti.
Nel Molise che ha una popolazione censita di 600 unità di audiolesi c'è solo un interprete di 1° livello, mentre nessuno di 3° livello.
Il problema non riguarda solo la nostra regione perché in Italia solo 8 persone hanno il diploma di Tecnico della Comunicazione LIS, che si traguarda in tre livelli. Si capisce anche a livello occupazionale quale opportunità questa criticità potrebbe comportare.
Qualche volta i sogni di carta si avverano.
Abbiamo confidato sulla partecipazione di tante persone che la pensano come noi per riuscire nell'impresa.

Il corso ha avuto inizio il 2 marzo 2006 a Campobasso e terminerà a luglio p.v. con una durata di 106 ore.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza, specificando il livello, il numero delle ore frequentate e l'anno di svolgimento del corso.
Le prove di valutazione finale sono dirette all'accertamento delle capacità teoriche e pratiche acquisite durante il corso.

 

DIAMO UN CALCIO All'indifferenza

Il volontariato è una gara di fondo

Nel secondo semestre dell’anno appena trascorso si è concluso con successo, il corso di 1° livello di LIS, il linguaggio dei sordomuti.
Questa iniziativa è stata fortemente voluta dal Consolato regionale del Molise ed è stata realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale sordomuti.
Hanno preso parte al corso figure di vario genere che hanno pensato di entrare in comunicazione con il mondo dei sordi per aiutarli ad integrarsi nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società, utilizzando la professionalità acquisita sul lavoro, a fine percorso formativo.
La prospettiva occupazionale ha un mercato abbastanza ampio: un interprete del linguaggio dei segni può occupare il ruolo di tutor, servizi alle imprese nel campo della cultura, salute, tempo libero, nei servizi turistici per accompagnamento ed accoglienza dei non udenti, etc. (In Italia vi sono 960 mila non udenti censiti).
Il titolo di Interprete si ottiene una volta conseguiti i tre livelli previsti dal Progetto.
Il 1° livello è stato possibile realizzarlo grazie all’impegno delle associazioni, ma anche e soprattutto grazie alle offerte raccolte con il libro “Le storie diventano Storia” di Giuseppe Ruffo.
L’esperienza formativa è stata di ottimo livello professionale, grazie all’impegno dei docenti, dei tutor e dei partecipanti, che così raccontano la loro esperienza:

1. Sono un’insegnante di educazione tecnica di scuola media e ho partecipato al corso di I^ livello per la conoscenza base della Lingua Italiana dei Segni svolto a Campobasso grazie all’iniziativa e all’impegno del Consolato Regionale della Federazione dei Maestri del Lavoro del Molise. Sono soddisfatta di averlo fatto perché mi ha permesso di venire a conoscenza di un linguaggio sconosciuto a me, come credo alla maggior parte di noi, che favorisce la comunicazione con le persone sorde, lingua che ha la stessa valenza, lo stesso riconoscimento e la stessa dignità della lingua italiana normale.
Ho partecipato a questo corso perché ero convinta, come lo sono tuttora, che questa esperienza mi avrebbe arricchito non solo professionalmente ma soprattutto umanamente.
Credo che la conoscenza della lingua dei segni debba essere insegnata e appresa nelle scuole fin dai primi anni di vita del bambino. E’ la strada indispensabile per abbattere le barriere e gli ostacoli che si frappongono tra le persone che si esprimono con il linguaggio normale ed i sordi.
La LIS è una lingua complessa e non nascondo di aver incontrato delle difficoltà nell’apprenderla perché è conosciuta ancora a pochi in quanto in Italia e nel Molise soprattutto manca la consapevolezza della utilità e della necessità della sua diffusione e soprattutto mancano nelle scuole insegnanti in grado di dialogare con gli alunni sordi, insomma manca la diffusione della cultura dell’insegnamento della LIS…

2. Non mi ero mai accostata al mondo dei sordi, ma mi ha sempre affascinato il loro modo di comunicare attraverso i segni.
La mia partecipazione al corso LIS nasce dalla volontà di apprendere questo nuovo linguaggio, con cui, avendo una naturale predisposizione ai rapporti interpersonali, poter entrare in contatto e comunicare anche con questa realtà a me estranea.
L’approccio iniziale al corso è stato improntato, pertanto, ad una forte curiosità, mista all’entusiasmo che accompagna ogni piacevole novità. Ma, come nell’apprendimento di qualsiasi altra lingua straniera, a fronte delle prime difficoltà – difficoltà di comprensione, di memorizzazione, la stessa incapacità di esprimersi – l’entusiasmo è sembrato in parte affievolirsi. Sono emersi allora senso di inadeguatezza, momenti di stanchezza, di scoraggiamento, talora persino di demotivazione; sensazioni che, con il proseguire del corso, guardando con maggiore consapevolezza agli errori commessi, alle puntuali correzioni dell’insegnante, quali momenti di crescita, hanno lasciato il posto ad un ritrovato entusiasmo e determinazione a procedere…

3. Mi chiamo Nicolina, mio marito è audioleso ed è proprio grazie a lui e ad alcuni amici sordi che ho imparato la LIS.
E’ stato difficile per me osservare i sordi nel movimento del corpo, delle mani e nelle espressioni del viso.
Non è stato facile entrare nella loro testa e soprattutto nel loro cuore visto che all’inizio avevano poca fiducia in me udente.
Grazie a questo corso ho perfezionato i miei segni e spero che il corso continui ed io riesca a realizzare il mio sogno che è quello di diventare un’interprete qualificata, affinché possa aiutare i sordi che hanno ancora oggi poco sostegno dalla società e dalle persone udenti.
Ringrazio tutti gli organizzatori del corso e gli insegnanti che hanno iniziato a realizzare il mio sogno e che mi hanno dato la possibilità di far parte di questa bellissima squadra.


3-4 novembre 2001


Diamo un calcio all’indifferenza


“Ho sempre pensato che il Cuore sia veramente il motore della nostra vita, delle nostre azioni, delle nostre scelte. Con il Cuore mi avete accolto, insegnandomi ad amare il Silenzio, a lavorare per i Sordi, per difendere i Diritti, a combattere le ingiustizie, a far conoscere l’ENS…”.
Con queste parole la Presidente Nazionale dell’ENTE Nazionale Sordi, Ida Collu, ha dato gli auguri di Buon 2007 agli associati ENS.
L’anno 2007 è stato proclamato dal Parlamento Europeo Anno delle Pari opportunità per tutti. L’organizzazione delle Nazioni Unite è fortemente impegnata nella tutela e protezione delle persone con disabilità ed il sordo è una di queste.
Il sordo ha il diritto di partecipare alla cultura e civiltà del proprio paese come fruitore e costruttore delle stesse, perché ognuno di noi è diverso dall’altro ed ha il diritto di vivere la sua diversità, anche se si tratta di disabilità e per ognuno devono essere identificati i bisogni per organizzare idonei interventi che consentano una piena inclusione sociale.
E’ fondamentale per una persona sorda, al di là delle cure mediche, il riconoscimento della Lingua dei segni (LIS), per poter comunicare con i propri simili.
Sono stati presentati numerosi disegni di Legge sulla Lingua dei segni e forte è la pressione dell’ENS perché si possa farli approvare in un testo unico ma, sappiamo tutti come sia difficile riuscire a far tutelare i propri diritti, perché c’è sempre un valico insormontabile da superare il cui nome è
INDIFFERENZA.
Vero è che la sordità è un fenomeno che “non si vede”, a differenza del cieco il cui handicap si vede e suscita sempre pietà.
In Italia il numero di persone affette da disturbi uditivi è di circa 7 milioni di cui mezzo milione sono sordi profondi. Le forme infantili presenti alla nascita hanno un’incidenza dell’1,5 per mille nati, ma i bambini con fattori di rischio audiologico raggiungono il 4-5 per cento.
E’ drammatica la condizione psicologica dei bambini sordi che sviluppano sensazioni di inferiorità rispetto agli altri, di insicurezza nelle proprie capacità e diffidenza nei confronti di tutti.
Anche nell’adulto che si trova a combattere contro la sordità progressiva, insorgono trasformazioni di vita, difficoltà di comunicazione, disadattamento sociale.
Nell’anziano la perdita dell’udito determina una situazione di forte disagio, con la perdita della capacità di comunicare con gli altri, con progressiva emarginazione dal contesto sociale, trovandosi molte volte in situazioni di dileggio.
In tutte e tre le fasce di età quello che colpisce di più è l’inevitabile
ISOLAMENTO
in cui le persone colpite da questa disabilità vengono purtroppo a trovarsi.
Il mio sogno nel cassetto è quello di…dare un calcio all’Indifferenza per aiutare i sordi a superare l’Isolamento e a conquistare il loro giusto riconoscimento di pari opportunità, mediante la tanto agognata
INTEGRAZIONE
Con l’impegno di molti si può raggiungere l’obiettivo di diffondere la LIS, quale strumento prioritario di aggregazione per dare ai sordi maggiori opportunità di vivere una vita piena.
In considerazione di quanto in precedenza esposto il nostro Consolato, unitamente all’ENS regionale del Molise, ha avviato il 9 febbraio u.s. il 2° Livello del corso LIS che terminerà a luglio.
Il corso verrà sostenuto economicamente dalla Regione Molise.
A disposizione per chi voglia saperne di più.



Una giornata particolare

L’incontro con un gruppo di non udenti di Firenze, in Molise per una breve vacanza, è stata un’esperienza particolare e ricca di sensazioni positive e importanti.
Assieme agli allievi del corso di formazione per apprendere la lingua italiana dei segni (LIS), che si sta svolgendo presso la sede dei Sordomuti a Campobasso, abbiamo trascorso una intera giornata in compagnia degli amici toscani.
L’itinerario del percorso turistico, è stato sapientemente preparato dal Console regionale dei Maestri del Lavoro Anna Di Nardo Ruffo, come anche siamo stati comodamente agevolati nei nostri spostamenti grazie ad un pulman messo a disposizione dal Presidente del Consiglio regionale del Molise Mario Pietracupa.
Ci siamo recati dapprima a Venafro, in visita alla Chiesa di San Nicandro, dove un frate del Monastero ci ha guidati nel percorso storico-religioso facendoci scoprire le bellezze di quei luoghi sacri, successivamente abbiamo visitato la Basilica di Castelpetroso, avendo anche qui come guida una religiosa. Il nostro viaggio è proseguito con visita all’Ospedale “La Cattolica”, a Capobasso, soffermandoci ad ammirare la “prima pietra” posata da Papa Giovanni Paolo II^ e si è concluso col la visita al Pastificio “Colavita” di Campobasso per conoscere da vicino le tecniche e i procedimenti di lavorazione della pasta.
Detta così sembrerebbe una normale gita, tipo quelle scolastiche a cui spesso noi insegnanti partecipiamo; sarebbe riduttivo, però, considerarla tale.
Inanzitutto, la conoscenza e lo stare insieme ai nostri nuovi amici, a me come agli altri allievi del corso LIS, ci ha arricchito non solo di conoscenze formative ma, cosa più rilevante, è stata l’occasione per farci capire quanto importante sia stato scoprire da vicino come può e deve essere vissuta una giornata quotidiana delle persone udenti assieme a quelle non udenti. E’ vero che siamo stati pervasi da sentimenti di solidarietà, generosità, integrazione ma è altrettanto vero che sono stati i nostri amici ad arricchirci interiormente mostrandosi interessati a dialogare e a scambi di opinioni.
Abbiamo, infatti, per la prima volta messo a frutto praticamente le informazioni e le conoscenze acquisite durante il percorso didattico finora svolto e siamo stati lieti di averlo potuto fare in una maniera così costruttiva e di aver interloquito con persone non udenti, che hanno mostrato interesse per i luoghi visitati.
In particolare, alla “Cattolica”, queste persone hanno manifestato i loro problemi di non comunicabilità con le persone udenti e con il mondo circostante e fatto capire quanto sia difficile per le persone sorde, in campo sanitario, interloquire con i medici e il personale sanitario, per far capire le proprie necessità.
In serata, poi, i nostri amici hanno particolarmente apprezzato la visita alla città vecchia e al centro di Campobasso, guidati da persone dell’Associazione “Centro storico”.

Amalia Porfirio

 

 

 

Da News volontariato Molise del settembre 2007