SoS Molise

                                                                            

 

 

FERRAZZANO FOTO CALABRESE

 

LA DIGNITA’ NEGATA

 

Si è trattato di un evento di grande risalto in termini di presenze e di contenuti quello svoltosi ad Agnone e ripetuto la sera del medesimo giorno a Ferrazzano, in Molise,  il 27 aprile scorso.

Il titolo è di per sé decisamente esplicito per il messaggio che l’iniziativa ha voluto diffondere all’intera regione e non solo: la dignità negata.

Pur senza incorrere nella tentazione che tanto spesso insidia la vita dell’uomo, che porta a leggere la storia presente con lenti oscurate per poi farlo ricadere nella tentazione di rimpiangere il passato, il contributo dei vari testimoni presenti è stato di grande respiro sul piano delle analisi e delle proposte alternative ad un clima di negazione dei diritti che il nostro mondo sta attraversando.

Tra le presenze significative abbiamo avuto quella del Venerabile Lama della Mongolia Munkhbaatar Batchuluum, di due coniugi egiziani impegnati nelle politiche culturali del loro paese, dott.ssa Mona Fouadali e dott. Osmam Awad e del delegato del patriarca ortodosso di Antiochia (Siria). Hanno preso la parola anche voci rappresentative di realtà culturali, dell’ associazionismo giovanile, della stampa e del mondo della scuola del Molise. Tra essi il dott. Giuseppe Berardi in rappresentanza di SOS Molise, l’associazione promotrice dell’evento.

Il quadro tracciato sulla realtà storica attuale, senza cedere a toni di lamento, è stato segnato dai fenomeni che allarmano le coscienze civili di ogni continente, di fronte alla crisi di umanità che si registra sotto molti aspetti. Guerre, schiavitù, condizione di asservimento della donna, sfruttamento dell’infanzia, incapacità o mancanza di iniziativa da parte dei paesi cosiddetti civili di assumersi il carico di situazioni che rasentano la barbarie e l’indifferenza, davanti a statistiche drammatiche  riferite ai diversi fenomeni denunciati.

Per quel che riguarda le guerre, oggi si rischia di rassegnarsi al fatto che a pagarne le spese è per lo più popolazione civile. Negli ultimi dieci anni sono morti, vittime di stragi, 2.000.000  bambini, 6.000.000 sono rimasti feriti; 300.000  sono i bambini-soldato arruolati in diverse zone del sud del mondo. Questo per far riferimento al quadro tragico che riguarda la dignità negata ai più piccoli.

Le testimonianze del Lama della Mongolia hanno fornito dati sul quadro di asservimento del libero pensiero e della libertà religiosa in terre come il Tibet. Il paese venuto alla ribalta mondiale solo per coincidenza con le testimonianze di protesta succedutesi nei cortei della fiaccola olimpica di provenienza dalla Cina. Senza la tale spettacolarizzazione la vicenda sarebbe stata da tutti ignorata.

Tale increscioso quadro viene a confermare come il processo di globalizzazione, pur tra i vantaggi procurati, ha generato una disumanizzazione delle prassi da parte di persone e stati che spesso ha poco a che vedere con l’umanitarismo delle Carte dei Diritti dell’uomo, della donna e dei bambini.

E’ anche venuto alla ribalta lo sforzo che si va compiendo all’interno di alcuni stati, come l’Egitto, dove la sudditanza della donna si va riscattando con un’azione concertata tra il livello istituzionale e la presa di coscienza dei cittadini. In quel paese le donne ormai hanno abbattuto l’arcaica tradizione di dover scegliere tra il mettere su famiglia e l’esercitare una libera professione: in Egitto la donna può coprire il ruolo di sindaco come può assumere la docenza in ambito universitario.

Ma si è trattato di conquiste e non di concessioni.

E’ questo il nodo emerso nei due incontri in terra di Molise: la libertà e l’emancipazione sono il risultato di individui che si fanno popolo e di uomini e donne che costruiscono reti di rapporti e di proposte anche in ambito internazionale, sottraendosi a vincoli e prassi che la politica non riesce ad assumere o non vuol farlo.

E’ questo il tempo, e forse lo sarà sempre, che siano i popoli ad insorgere a difesa dei più deboli, dei diritti a loro negati, anche se solennemente dichiarati nelle Carte Internazionali, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948  per giungere alla Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo del 1989.

Alla base di tutto va ridato il giusto risalto al processo di dialogo tra i cittadini e tra i popoli prima di scaricarsi la coscienza affidandosi alla politica e ai diritti codificati tra gli stati.

Su tale messaggio si è soffermato il Venerabile Lama che ha testimoniato come nella sua terra tale percorso ha coinvolto le popolazioni e ha raggiunto dei risultati che vedono realizzata la convivenza tra persone e gruppi  di diversa provenienza etnica, religiosa e politica.                   

 

TESTIMONIANZA DEL PROF. LEO LEONE

PRESENTE AGLI INCONTRI DI AGNONE E FERRAZZANO  

 

FOTO MARINELLI AGNONE