LE MORTI BIANCHE


Indelebile e perenne , nella memoria collettiva dei campobassani, resterà il luttuoso evento dell’11 marzo 1999 che, acerbamente, spezzò le vite di Berardino Di Palma e di Antonio Miele, nella pienezza del loro vigore.
Inconsapevoli del pericolo incombente, animati da tanta buona volontà e spirito di sacrificio, si stavano prodigando, senza risparmio, come sempre facevano, considerando “sacrosanto” il proprio dovere, per ultimare un ulteriore tassello da aggiungere alla realizzazione di un importante “bene comune”, utilissimo alla collettività nelle sue diverse sfaccettature: ai responsabili politici, ai responsabili imprenditoriali, alla classe insegnante e soprattutto ai giovani studenti bisognosi di una nuova e moderna struttura scolastica. Ma nel volgere di pochi minuti si consuma l’immane tragedia: il terreno sovrastante i due edili che lavoravano nel fossato per una conduttura, cede franando, seppellendoli, letteralmente, vivi. Vano l’estremo, disperato tentativo del titolare del vicino autolavaggio accorso alle grida di aiuto dei nostri sfortunati concittadini.
Le circostanze ed il modo con cui “sorella morte” ha strappato alla vita Berardino e Antonio hanno impresso sgomento e dolore in tutti i loro conoscenti, amici e colleghi, ma hanno segnato profondamente e per tutta la vita i loro familiari più cari. Riteniamo che si sia trattato di un vero e proprio sacrificio, come tanti altri che se ne riscontrano nel mondo del lavoro, specialmente nel settore delle costruzioni, tanto da far emergere negativamente, a livello nazionale, la nostra piccola realtà regionale. Parliamo di spirito di sacrificio, naturalmente, perché, consapevolmente o inconsciamente, responsabilmente o strumentalmente, l’operaio che deve produrre,soprattutto nella nostra realtà, non ancora riesce a comprendere pienamente che, se necessario, deve puntare i piedi nel caso non ricorrano tutte le condizioni e le circostanze di massima sicurezza in cui deve operare.
In qualunque settore, là dove sono in gioco la sacralità e la dignità della vita umana non si può soprassedere, assolutamente…. Si tratta allora di dover significativamente cambiare rotta, cambiare radicalmente il modo di affrontare l’argomento “sicurezza”, dare un chiaro e forte segnale di cambiamento di mentalità. Dobbiamo convincerci che si può e si deve evitare, ad ogni costo, il ripetersi di episodi come quelli accaduti l’11 marzo 99 ai nostri due amici e alle numerose altre vittime del lavoro, immolati all’altare del “pressapochismo”, del “superficiale”, della semplice e a volte ingenua “buona volontà”.
L’argomento “sicurezza” va affrontato tecnicamente e scientificamente; nulla deve essere lasciato al caso, tutto va programmato e previsto nei minimi dettagli, tutti dobbiamo sentirci corresponsabili, dai datori di lavoro ai lavoratori, dai responsabili politici alla collettività intera: ognuno ha il dovere di sentirsi coinvolto personalmente.
Come intervenire per debellare questi eccidi che continuano a verificarsi e che qualcuno, eufemisticamente ha definito “morti bianche”?
I Maestri del Lavoro hanno affrontato l’argomento “sicurezza” ideando e realizzando un progetto ambizioso e lungimirante attraverso un concorso regionale che ha coinvolto il mondo del lavoro, delle istituzioni, della scuola.
Il concorso intitolato all’Ispettore del Lavoro NICOLINO SCARANO, compianto molisano doc, distintosi per le sue brillanti intuizioni e notevoli capacità professionali ed umane, è stato veicolato nella quasi totalità delle scuole medie superiori molisane, coinvolgendo in particolare gli studenti del IV anno che hanno attivamente interagito con i relatori, mostrando interesse e auspicando una ri-edizione dell’iniziativa-
Obiettivo del progetto-concorso : inculcare e diffondere nei giovani diplomandi, prossimi all’inserimento nel mondo lavorativo, una sensibilità più marcata ed una mentalità più professionale per ciò che attiene ai principi della sicurezza personale e a quella dei propri lavoratori.
Interessante e didattico l’abbondante materiale scaturito dal Progetto “Sicurezza” è depositato presso la Presidenza regionale dei Mdl del Molise e attende soltanto un piccolo cenno di disponibilità da parte di qualche Ente pubblico o privato (sponsor) che voglia condividere la pubblicazione e la relativa stampa. Una volta stampato il volume sarà messo a disposizione di scuole, aziende, enti, lavoratori e di chiunque voglia affrontare l’argomento vitale della sicurezza con maggiore consapevolezza, a difesa della propria e dell’altrui incolumità.
Berardino e Antonio i due operai edili legati in vita da fraterni sentimenti di affetto, di amicizia e di colleganza, sono oggi ancor di più insieme, uniti per sempre da un unico ineluttabile destino e di lassù seguono, intrepidi, le alterne vicende che sovrastano e incombono sulla nostra umanità.
Sarà stato vano il loro sacrificio?
Come Mdl riteniamo assolutamente di no. Prendendo spunto dal loro episodio siamo stati sollecitati a mobilitarci per evitare che accadano ulteriori incidenti sul lavoro . Abbiamo inoltre, voluto ed ottenuto, grazie alla sua sensibilità e maturità dimostrata, nel corso delle lezioni agli studenti, portare anche la testimonianza di Vincenzo, il figlio di Antonio Miele, proprio per dimostrare come viene stravolta e sconquassata la quotidianità e la realtà di una famiglia “segnata” da un infortunio sul lavoro.
Siamo sicuri che bisogna continuare su questa strada, il cammino potrà essere ancora lungo…ma è necessario proseguire sino a quando tutti comprenderanno che la sicurezza è parte integrante della nostra vita, anzi, come evidenzia il sottotitolo del nostro progetto –concorso : SICUREZZA = PROGETTO DI VITA.
Un affettuoso e nostalgico saluto a Berardino e Antonio che, dal mondo della verità non mancheranno di sostenere e caldeggiare, a vantaggio dell’umanità, un sì nobile intendimento.
Ricordiamo, infine, che il 1° maggio 2000, in occasione della cerimonia di assegnazione delle Stelle al merito del lavoro per l’anno 1999 sono state consegnate ai familiari, 2 targhe di benemerenza alla memoria di Berardino e di Antonio, in attesa di conferire, una volta concluso l’iter burocratico, l’onorificenza di MAESTRO DEL LAVORO.

Mdl Vincenzo Armanetti