DA MOLISE A TAVOLA A PROGETTO MALAWI


PREMESSA

La presente pubblicazione non vuole essere un ambizioso ricettario, ma un “atto dovuto” nei confronti dei nostri ragazzi delle scuole elementari della Regione che hanno partecipato al Progetto “Voglia dinuovo – Voglia di Molise”, uno screening del Molise visto dai ragazzi.Il Progetto è stato realizzato in sei edizioni, con il sostegno di:

• Presidenza del Consiglio Regionale del Molise;
• Provincia di Campobasso;
• Amministrazione Provinciale di Isernia.

Gli scopi che questo Consolato Regionale dei Maestri del Lavoro ha inteso perseguire sono molteplici:
- conoscenza del luogo in cui si vive;
- promuovere l’identità culturale ed il senso di
appartenenza alla propria comunità locale;
- cultura e studio delle tradizioni;
- favorire il turismo giovanile;
- studio dell’ambiente e del settore economicoproduttivo.

Gli incontri avuti nelle scuole hanno messo in luce come l’autonomia scolastica mette in condizione il mondo della scuola di essere più presente sul territorio con risultati veramente positivi. Nell’attuazione del Progetto ci siamo avvalsi della collaborazione dell’IRRE del Molise, della Direzione Regionale Scolastica e dell’esperienza pluriennale dell’editore Enzo Nocera. L’iniziativa ha prodotto itinerari e guide ragionate per accompagnare il visitatore nelle oasi naturalistiche, nei pianori di montagna, nelle botteghe d’arte, nelle chiese della romanità e del medioevo, nelle aziende di produzioneo trasformazione dei prodotti della nostra terra, ma anche itinerari gastronomici della cucina molisana,
meno povera di quanto si creda e sicuramente gustosa. L’esperienza fatta dai ragazzi, anche con gli altri progetti inclusi nella pubblicazione, è stata diretta e coinvolgente ed ha permesso ad ognuno di loro di farsi portatore di storie passate, diverse l’una dall’altra, ma profondamente comuni nella vita quotidiana del proprio paese.
Tutti i ragazzi coinvolti nelle ricerche hanno fatto un’esperienza conoscitiva ed affettiva importante.
Quello che è scaturito da “Voglia di nuovo – Voglia di Molise”, al di là della lettura del proprio paese visto dall’aspetto promozionale, è la nostalgia del passato, con il tempo scandito più lentamente, con i legami familiari più vivi, con la serenità di una tavola apparecchiata per gli amici, all’insegna degli “spaghetti aglio, olio e peperoncino” e la condivisione dei propri beni. Significativo il pensiero di Nicola, alunno di San Giacomo degli Schiavoni che denunciando l’impoverimento delle relazioni, anche all’interno della famiglia, esprime il suo pensiero sul nonno in questi termini: “Il nonno raccontava le favole vicino al caminetto e i nipoti zitti zitti ascoltavano. Oggi il nonno
non esiste più, l’ha sostituito la televisione e nonni e nipoti, zitti zitti la guardano.”
Io, da nonna di sette nipotini, dissento da questa tesi e rivendico il ruolo tradizionale di nonna, anche perché penso sempre che i ragazzi sono sì, come retoricamente si dice, …”il nostro futuro”, ma sono anche il “nostro presente”.
Le ricette fornite da nonne e mamme parlano di presenza partecipativa delle stesse nell’ambito familiare.
Da quanto i ragazzi hanno presentato è scaturita una cucina molisana basata su materie prime semplici: farina, verdure, legumi, peperoncino, carni (in particolar modo agnello e maiale), formaggio, pesce dell’Adriatico, olio d’oliva.
Le sapienti ed ingegnose mani delle nostre donne hanno permesso ed ancora oggi permettono, la “tipicizzazione” di uno stesso cibo, che grazie alla fantasia adoperata conquista un nome ed un gusto diverso, vedi: ferratella – pezzella - cancella. Le ricette raccolte, unite ai commenti fatti dai ragazzi, denotano come il cibo in passato era condizionato dalle ristrettezze economiche e dal calendario, per cui in ogni stagione si consumavano i relativi prodotti.
Oggi la cucina molisana è una cucina dai sapori antichi, dai piatti semplici e genuini. Chi assapora le particolarità delle paste si accorge che il cibo è in simbiosi con la suggestione che promana dai luoghi, dai paesaggi incontaminati, dal mare pulito, dai tratturi profumati da erbette ed abbelliti dalle chiesette pastorali. I primi piatti a base di pasta con verdure, carne o pesce, costituiscono ottimi piatti unici. L’agnello è profumato, arrostito sul fuoco, ripieno, unito a saporite frittate con mentuccia, asparagi e funghi. Il tartufo molisano è di ottima qualità, bianco o nero che sia, profumatissimo, per la gioia del palato del buongustaio. Sono molte le fiere che si svolgono ogni anno nei nostri paesini di montagna, centri di produzione e raccolta di questo “signor tubero”. I dolci sono semplici, molti a base di ricotta,
profumati da cannella, buccia di limone, liquore Milk (liquore tipico di Campobasso a base di latte).
Immancabili sono i fiadoni a base di uova, ricotta, formaggi vari e salumi. I liquori a base di erbe, noci, nocciole di pesche e albicocche, caffè, chiudono il pasto in bellezza.
Questo … è il “Molise a tavola”!
Ringrazio i responsabili delle scuole che hanno partecipato a “Voglia di nuovo – Voglia di Molise”,
della Direzione Didattica del 2° circolo di Campobasso, della Direzione Didattica del 1° circolo di Isernia, dell’Istituto Comprensivo di Sant’Elia a Pianisi, peraver autorizzato la pubblicazione delle ricette raccolte dagli studenti nei relativi progetti. Ringrazio anche la Direzione Didattica di Santa Croce di Magliano per aver autorizzato la pubblicazione delle immagini del calendario 2000, gli amici ed il Presidente Regionale Federcarni che hanno arricchito la pubblicazione con il loro apporto.
Desidero concludere con un grato pensiero al sig. Pino Finamore vice sindaco di Villa S. Maria e Presidente E.Ge.R.Cu. Ente di Gestione per la Rassegna dei Cuochi della Valle del Sangro, che ha accettato con molto piacere di presentare questa pubblicazione.

Anna di Nardo Ruffo
Console Regionale Maestri del Lavoro


PRESENTAZIONE
Sono lieto di presentare questa pubblicazione, realizzata dai ragazzi delle scuole elementari della Regione Molise che, tanto hanno lavorato per offrirci non solo la qualità di un risultato gastronomico, ma anche e soprattutto una serena e completa immagine della cultura molisana.

Sfogliando le ricette raccolte dai ragazzi, si nota che, il loro lavoro nasce soprattutto dall’esigenza di ricordo dei tempi passati, di luoghi e di persone che le ricette stesse fanno tornare alla mente.

I ragazzi non si soffermano su questa o quella raffinatezza gastronomica, ma si limitano semplicemente a riportare fedelmente, nero su bianco, senza reinterpretazioni, la preparazione dei piatti delle loro nonne, delle loro mamme, di coloro che, sicuramente, la cucina la praticano quotidianamente in modo vero e concreto.

Se è vero che, il sapore di altri tempi rende più affascinante ed appetitosi i piatti e che la cucina vera è quella che regge il confronto con gli anni, la pubblicazione dei ragazzi presenta davvero tutti i requisiti richiesti ad un libro di cucina, pur non essendo questo lo scopo dei ragazzi, né tanto meno dei responsabili delle scuole elementari molisane, che hanno aderito al Progetto con lo scopo principale di promuovere “l’identità culturale ed il senso di appartenenza alla propria comunità locale”.

Con questa pubblicazione i ragazzi riescono ad offrirci, non solo indicazioni pratiche preziose, ma anche e soprattutto quell’amore per l’arte di mangiar bene, quel desiderio di interpretare la tavola come un modo di volersi bene, di ritrovarsi, uniti dal desiderio e dalla voglia di stare insieme, di sentirsi addosso quel senso di appartenenza che ci rende fieri delle nostre origini, delle nostre radici.

Questa raccolta di ricette, altri non è che il simbolo di un mondo tranquillo, ricco di valori e tradizioni, dove la cucina, impreziosita da piatti e prodotti tipici, è spontanea, sincera, fatta di cibi genuini che ispirano fiducia e che ognuno di noi spera di ritrovare a casa o in trattoria, per sentire sempre il “Senso di Appartenenza alla propria Comunità Locale”.

Alle nonne ed alle mamme la Custodia delle preziose ricette ed ai ragazzi l’Augurio di essere gli Ambasciatori in modo da mantenere sempre viva la cucina tradizionale e dare certezza di “gustosa vita” al Molise Gastronomico.

Giuseppe Finamore
Presidente E. Ge. R. Cu.
(Ente di Gestioneper la Rassegna dei Cuochidella Valle del Sangro)


COMUNICATO STAMPA

"Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se quella goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe".

Con le parole di Madre Teresa di Calcutta apre il volume "Molise a tavola" curato da Anna di Nardo Ruffo e che i Maestri del Lavoro del Molise hanno voluto, per testimoniare la loro solidarietà al "Progetto Malawi", terra del Sud dell'Africa martoriata dalla carenza di ogni bene e servizio, con un altissimo tasso di mortalità infantile e dove la prospettiva di vita delle persone adulte non raggiunge i 40 anni d'età.

Con il contributo dell'Assessorato Regionale alla Cultura e dell'IRESMO, ne sono state stampate 4100 copie che in questi giorni vengono distribuite sul territorio e le offerte ricavate saranno devolute al progetto socio-sanitario di cui prima.

"Molise a tavola" è uno speciale che raccoglie le ricette della cucina tradizionale della Regione, estrapolate dalle ricerche che negli anni dal 1998 al 2004 le scuole hanno prodotto con la partecipazione al Concorso, sempre promosso dalla Federazione Molisana dei Maestri del Lavoro, sul tema "Voglia di nuovo…voglia di Molise".

La raccolta è stata presentata il 30 maggio scorso al teatro Savoia di Campobasso in una bella manifestazione allietata da canti e balli eseguiti dagli alunni delle scuole della Regione.

31 le scuole che hanno finora partecipato, per ben più di 200 ricette, che spaziano dagli antipasti ai primi piatti, ai secondi a base di carne e di pesce, ai contorni, ai dolci, agli stuzzichini.

Ma le ricette, una più invitante dell'altra, non rendono conto solo delle abitudini e dei gusti dei molisani a tavola; esprimono, nell'elencazione degli ingredienti e nelle guide e consigli e accorgimenti per la preparazione e la cottura e la consumazione, l'animo della terra del Molise, la serena accettazione anche dei limiti delle cose povere, impreziosite dalla accuratezza della manipolazione, insieme al profondo rispetto del tempo nelle cadenze stagionali, delle feste, dei riti e, nella creatività nella personalizzazione delle pietanze, si legge il sentimento della dignità e la cultura dell'ospitalità.

L'addetto stampa


Alcune delle ricette del libro
Agnone: Zuppa alla santè Montenero di Bisaccia:cavatelli al sugo vedovo
Capracotta: Pezzata Termoli: Brodetto alla Termolese
Guglionesi: Curiosità Trivento (ricette della nonna)



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Dalla presentazione di "Molise a tavola" del 30/05/05

Guardo voi tutti e penso che oggi si è concretizzato un sogno.
Il sogno è una promettente parola che spesso ci è venuta incontro leggendo gli elaborati presentati dalle scuole per il progetto "Voglia di nuovo…voglia di Molise".
Quando si è ragazzi, sogni e progetti di vita si incontrano e si intrecciano, volteggiando tra realtà e fantasia: esiste sempre però un bel sogno capace di farli felici.
Guardo la copertina di questo libro e mi soffermo, per un breve momento, ad interpretarla. Mi voglio rendere conto se sono riuscita a capire il sogno di questi ragazzi, che è stato ed è quello di offrire a chi vuol conoscere il Molise, un godimento che passa attraverso l'ammirazione per la bellissima pinacoteca che offrono la variegata natura, la nostra archeologia, le splendide chiesette rupestri, i tratturi, il profumo dei prati e dei pascoli, del nostro mare, per poi inebriarsi e … tuffarsi nei semplici e gustosi pasti di ogni giorno.Ed il Peter Pan simboleggia questo sogno, ed offre un Molise protetto da un girotondo di bambini. Quando ho pensato di offrire la possibilità di aprire con molta delicatezza la porta delle nostre case ed entrare nelle nostre cucine, ho cercato di rispettare quanto i ragazzi avevano scritto, tenendo anche presente quanto Don Dilani aveva scritto nella Lettera ad una professoressa: "Fai strada agli altri senza farti strada".
Ho unito al materiale in possesso dei MdL, quanto era stato raccolto e gentilmente messo a disposizione, con altri progetti dai Dirigenti di Campobasso 2° circolo, Sant'Elia a Pianisi, Isernia S. Giovanni Bosco. Lì dove erano carenti le ricerche ho chiesto collaborazione a vari amici e conoscenti, che volentieri l'hanno offerta. Dai profumi della cucina emergono anche dei gustosi manifesti come quello di Busso, Venafro e Termoli. E' nato così "Molise a tavola" che, è bene dirlo, non ha l'ambizione di essere un ricettario, ma è una pubblicazione per la "futura memoria" che vuole recuperare non solo le tradizioni culinarie ma un mondo che ci appartiene, che è la nostra Molisanità, e che sarebbe un peccato, per una comunità piccola come la nostra disperdere, convinta come sono che ai giovani va inculcato il senso di appartenenza alla propria comunità locale, la scoperta della matrice della propria identità, anche gastronomica, in quanto la nostra cucina è meno povera di quanto si creda e sicuramente gustosa. E tutto questo senza dimenticare che il Molise è anche ospitalità generosa, forza, dignità. La razionalità a questo punto mi impone una riflessione: nella nostra Regione manca una "mappa dei sapori" che dia indicazione sui punti di ristoro che offrano cucina tradizionale.

Passo questo testimone, auspicando che questa lacuna possa essere presto colmata.


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Presentazione al teatro Savoia di Campobasso di "Molise a Tavola" del 30 maggio 2005


Campobasso, 20 settembre 2005
ALLE STIMATISSIME
SUORE CARMELITANE MISSIONARIE
DI MTENGO
W A NTHENGA


Nell'ambito del progetto "Malawi" ideato e coordinato dal dott. Giuseppe Berardi di Campobasso il Consolato dei Maestri del Lavoro del Molise si è inserito con una iniziativa originale e proficua.

La pubblicazione del libro "Molise a tavola", Edizioni Enne, realizzato con il coinvolgimento attivo e concreto di numerose classi delle scuole elementari del Molise, distribuito nei maggiori centri della regione dietro corresponsione di offerte libere, ha prodotto risultati più che soddisfacenti, andando al di là delle più rosee aspettative.

Lo scrivente Consolato gradirebbe che i fondi raccolti per il nobile progetto, destinato ai fratelli bisognosi del paese africano, fossero, simbolicamente, finalizzati ad onorare la "Memoria" di frà Immacolato di Gesù, luminoso esempio di religioso umile, pio, zelante e semplice, morto il 13 aprile 1989, nella sua Campobasso, in odore di santità, dopo anni di sofferenza e dopo essersi offerto vittima per la santificazione dei sacerdoti.

Bello da ricordare il motto che condensa il significato della sua vita, che spesso amava ripetere: "Lavorare è bene, pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto".

Il nostro desiderio è condiviso da centinaia di molisani che hanno partecipato alla iniziativa di solidarietà.

Grazie e tanti cordiali saluti.


Il Console Regionale

L'iniziativa prevedeva una raccolta fondi, ma si è trattato di una vera e propria cordata di solidarietà: si sono raccolti circa 15.000 Euro. Nel corso della cerimonia di presentazione del libro "Le Storie diventano Storia" tale somma è stata consegnata al dott. Berardi, che tanto sta facendo per le popolazioni più disagiate del Malawi.
Nell'occasione è stato anche comunicato dallo stesso Berardi che Fra Immacolato Verra intitolata la sala operatoria dell'ospedale pediatrico del comune africano, come richiesto dai Maestri del Lavoro.

 

Maestri del Lavoro del Molise: “PROGETTO MALAWI”

I maestri del Lavoro del Molise hanno raggiunto un nuovo traguardo, diretti dal Console Anna di Nardo Ruffo: hanno raccolto 15mila euro per finanziare un ospedale pediatrico in Malawi.
La nostra vittoria è iniziata con il concorso “Voglia di nuovo, voglia di Molise”, durato circa sei anni, che ha interessato i bambini delle scuole elementari. I ragazzi hanno espresso la loro creatività facendo disegni bellissimi che rappresentavano ricette culinarie dei loro paesi e scrivendo le ricette stesse.
Nel frattempo il medico campobassano Giuseppe Berardi, sapendo della necessità del popolo del Malawi, una notte ha fatto un bellissimo sogno: costruire laggiù un ospedale pediatrico con annesso un polo didattico. Nel giro di due anni il sogno è diventato realtà. Il dottor Berardi, amico dei Maestri del Lavoro, ha chiesto la nostra collaborazione. Noi ci siamo inseriti nel progetto con la pubblicazione del libro “Molise a tavola”, le cui ricette sono state estrapolate dal concorso “Voglia di nuovo, Voglia di Molise”.
La pubblicazione è stata distribuita nei centri della regione dietro corresponsione di offerte libere e ha prodotto risultati che sono andati al di là delle più rosee aspettative. I Maestri del Lavoro hanno potuto consegnare al medico campobassano il ricavato e così si potrà fare qualcosa in più per curare quei bambini africani tanto sfortunati.
Il dottor Berardi doveva tornare in Malawi per l’inaugurazione dell’ospedale. La nostra Console ha pensato, sostenuta dall’intero gruppo, di preparare una targa in ottone da apporre sulla porta della sala operatoria dell’ospedale.
Durante una solenne cerimonia nella curia vescovile di Campobasso, la targa è stata benedetta da Sua Eccellenza mons. Armando Dini ed è stata consegnata al dottor Berardi, sul cui volto traspariva emozione come del resto su tutti noi Maestri del Lavoro.
L’occasione era anche finalizzata ad onorare la memoria di Fra Immacolato Brienza, luminoso esempio di religioso umile, pio, zelante e semplice. Il religioso, in odore di santità, di cui è in corso il processo di beatificazione, spesso ripeteva: “Lavorare è bene, pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto”.

MdL Luigi Calabrese



   


Berardi – Mons. Dini - Console Anna di Nardo Ruffo


Dott. Berardi in Malawi.

Benedizione della targa
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