LE CENTRALI IDROELETTICHE DEL MOLISE (Ing. Domenico Mantegna)

LE CENTRALI IDROELETTRICHE DEL MOLISE
( Ing. Domenico Mantegna )


1 – Introduzione
Nella regione Molise fino al 1983 l’energia elettrica è stata generata esclusivamente dalla fonte idraulica. Dopo tale anno sono entrate in esercizio centrali termoelettriche turbogas, prima con gruppi di “punta” ( Campomarino e Larino ) per coprire le estreme richieste di potenza sulla rete elettrica nazionale, poi con alcune centrali di potenza a ciclo combinato (Termoli).

Fino ai primi anni ’70 l’energia elettrica generata nel Molise è stata superiore al fabbisogno della Regione ( ved Fig.1)
Prima della nazionalizzazione delle aziende elettriche (1) oltre il 50 % dell’energia elettrica prodotta nella Regione veniva trasportata in quelle confinanti. Infatti già l’Ente Autonomo Volturno (EAV) , in attuazione dei propri scopi istitutivi ( 2 ), aveva utilizzato a partire dagli anni ‘20 i salti e le portate disponibili nell’alto corso del fiume Volturno, che nasce nel Comune di Rocchetta – in provincia di Isernia- ed aveva costruito elettrodotti ad alta tensione per il trasporto dell’energia elettrica dalle centrali del Volturno alla città di Napoli.
Le centrali idroelettriche realizzate all’epoca dall’ EAV ( Tab . - I –nn° 22, 23, 24, 25 ) sono ancora oggi le piu’ importanti presenti nel Molise sia per potenza installata che per produzione annua. Esse utilizzano oltre le acque del Volturno anche tutta una serie di altri corsi d’acqua e sorgenti minori poste a quote superiori a 1000 metri, captate a confine con l’Abruzzo.

I consumi netti di energia elettrica nel Molise sono cresciuti dal 1963 al 1980 con un tasso medio annuo pari al 13%, ed addirittura del 22% annuo nel periodo 1972 – 1976 ( ved. Fig.1 ). Tale impennata della crescita è correlata con l’insediamento dei primi stabilimenti nelle aree industriali di Termoli, Venafro-Isernia, Campobasso-Boiano e con i modesti valori iniziali di consumo.

2- Centrali idroelettriche in esercizio. ( Tab. – I )
Nel Molise le centrali idroelettriche in esercizio al gennaio 2006 sono riportate nella Tab. I.
Alcuni impianti realizzati nei primi anni del 1900 sono ancora attivi e taluni addirittura con il macchinario di prima installazione.
L’andamento monotono crescente del costo del petrolio, gli incentivi dello Stato e della Regione per lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli ultimi decenni, la vulnerabilità degli approvvigionamenti energetici in genere e la certezza di una prospettiva di crescente penuria di tutte le fonti rispetto agli inesorabili incrementi assoluti della domanda, hanno reso già conveniente la riattivazione di alcuni impianti idroelettrici prima disattivati ( nn° 32, 33 ) ed anche la realizzazione di nuovi. Infatti negli anni ‘90 al piede della diga di sbarramento dell’invaso di Ponte Liscione( 3 ) sul fiume Biferno sono stati realizzati due nuovi impianti idroelettrici ( n°13 e n° 14) , che trattano l’acqua non utilizzata per l’irrigazione nel Basso Molise, ed una ulteriore centrale idroelettrica, coeva alle due precedenti, è stata costruita a valle dell’invaso stesso (ved.n°62 ) - nel comune di Portocannone (CB) - alla confluenza del torrente Cigno con il fiume Biferno. Anche nel Comune di Civitanova del Sannio (provincia di IS ) sul fiume Trigno in località “Fiumarello” è stata costruita una nuova centrale
(n° 16 ); inoltre nel Comune di Castropignano ( provincia di CB ) sul fiume Biferno è prossimo ad entrare in servizio un nuovo impianto idroelettrico.

Sono necessarie alcune precisazioni circa le centrali di “Auduni”, “Presenzano” e “Montelungo” (ai numeri 2, 26 e n° 27 rispettivamente, della Tab.1 ) che sebbene ubicate fuori dei confini amministrativi della Regione Molise sono da ricomprendere tra quelle molisane perché l’acqua che le alimenta è captata nel Molise.
Infatti la centrale idroelettrica di Auduni è stata realizzata dalla ex Cassa per il Mezzogiorno nell’ambito delle opere di captazione e diversione delle sorgenti del fiume Biferno. Le sorgenti del Biferno ( con scaturigini a quote comprese tra 480 e 520 m.s.l.m. ) sono state captate direttamente in falda a quota 509 m.s.l.m., ed attraverso un canale in galleria, denominata “di valico Matese”, l’acqua è deviata nella Regione Campania. Nel punto di sbocco della galleria di valico del Matese ( a quota 494 m.s.l.m. ) è disponibile un salto utile pari a 198 metri, che viene utilizzato appunto nella centrale di cui trattasi.
La centrale di “Presenzano” ( Tab.I-n°26 ) è un impianto idroelettrico di accumulazione per pompaggio (4). Esso è dotato di quattro gruppi ( macchina idraulica –machina elettrica ) coassiali reversibili ( cioè la stessa macchina idraulica funge da turbina e da pompa e parimenti ogni macchina elettrica - da 300MVA - puo’ funzionare da generatore e da motore sincrono, invertendo ovviamente il senso di rotazione ). La potenza massima resa è di 250 MW per ogni gruppo, per totali 1000 MW. I due serbatoi sono entrambi artificiali, ciascuno con capacità utile pari a 6 milioni di m3 e con dislivello tra i due peli liberi compreso tra 468,20 m e 500,67 m. L’impianto in parola assorbe piu’ energia di quanta ne riesca a produrre, quindi è un utilizzatore di energia con un rendimento globale pari a circa 80%, ma esplica la imprescindibile funzione di regolazione della Rete Elettrica Nazionale per tutta l’Italia centro meridionale. La centrale ed il serbatoio a quota inferiore sorgono nel comune di Presenzano (provincia di CE ) , ma il 50% del serbatoio a quota superiore, detto di Monte Cesima, è situato in territorio Molisano con pelo libero tra 643 e 620 m.s.l.m. e sottende un bacino imbrifero di 4 km2. Inoltre l’acqua di reintegro, necessaria per compensare le inevitabili filtrazioni e l’evaporazione dai peli liberi dei due serbatoi è prelevata nel Molise, dal Rio San Bartolomeo, affluente di destra del Volturno.
La producibilità media annua degli impianti idroelettrici attivi nel Molise corrisponde al 3% del totale consumo finale annuo della intera regione, pari a 555 ktep (anno 2001 ), e circa al 15% del complessivo consumo finale annuo di energia elettrica. ( ved. Tab. –III – Bilancio di sintesi dell’energia del Molise anno 2001, da ENEA- Rapporto Energia e Ambiente 2004).


3-Centrali idroelettriche disattive. ( Tab. – II )
Nel Molise le prime centrali idroelettriche sono state realizzate a partire dal 1898 ( n° 28 e n° 37 ) e molte di esse furono realizzate trasformando preesistenti mulini a ritrecine per il grano. Infatti numerose concessioni di derivazione d’acqua per scopi idroelettrici furono assentite al netto degli antichi diritti documentati dai proprietari dei preesistenti mulini ; diritti antecedenti alla prima legislazione unitaria sulle derivazioni di acqua ( 5 ). Alcuni diritti di derivazione dai corsi d’acqua specificamente documentati risalivano ai primi anni del 1800 ed in alcuni casi anche al secolo precedente.

Le sottensioni d’acqua conseguenti alla diversione delle sorgenti del fiume Biferno nell’acquedotto Campano ( fine anni ’50 ), determinarono una sensibile riduzione di produzione di tutte le centrali esistenti lungo tale fiume. Inoltre lo sviluppo della produzione termoelettrica con grandi centrali di potenza (ved. Fig. 2 ) ed il relativo basso costo dell’olio combustibile ( fine anni ’60 ) , resero antieconomico l’esercizio delle piccole centrali ubicate sui fiumi Biferno, Trigno, Carpino, Sangro e Vandra, che percio’ furono disattivate ( n° 28, 29, 31, 32 e 56 ). Altre sono state chiuse per l’eccessiva incidenza dei costi di rifacimento di componenti importanti ( esp.dighe, canali) ( n° 33 ) sul costo del kWh prodotto; altri ancora sono stati inglobati o demoliti nella realizzazione di opere pubbliche eseguite in tempi successivi ai medesimi impianti: è il caso della centralina di Guardialfiera ( n° 34 ) detto anche della Gravellina sommersa nell’invaso artificiale dell’ azienda Molise Acque- Azienda Speciale Regionale, già ERIM ( Ente Risorse Idriche Molise ) di Ponte Liscione e di quella di Chiauci ( n°37 ) demolita nella costruzione della diga dell’invaso omonimo sul Fiume Trigno. La centrale di Colled’Anchise ( n° 31 ), inattiva dai primi anni ’60, sarà ripristinata secondo il progetto originario dei primi anni del 1900, nell’ambito del Parco Fluviale del Biferno in corso di realizzazione.
Nella Tab.n° II sono elencate le centrali idroelettriche dismesse e quelle di cui esiste memoria storica.

 


Curriculum vitae del MdL ing. DOMENICO MANTEGNA

Domenico MANTEGNA è nato a Campobasso il 13.08.47. Coniugato e con due figlie.
Ha conseguito la Laurea con lode in Ingegneria presso l’Università degli studi di Pisa.Presso la medesima Università ha conseguito anche l’abilitazione all’esercizio della professione
Ha frequentato corsi nei linguaggi scientifici realizzando programmi su Main Frame presso il CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico) di Pisa.
Ha effettuato corsi di formazione sia nel campo tecnico che nei settori gestionali, organizzativi.
Ha insegnato Elettronica, Macchine termiche, Meccanica, Disegno di macchine presso l’ITI di Campobasso.
E’ stato assistente nel Corso di Impianti di Potenza presso la facoltà di Ingegneria di Firenze nell’anno Accademico 1975-76.
Vincitore di concorso presso l’ENEL – Centro di Progettazioni e Costruzioni di impianti nucleari di Roma.,ha espletato presso questo ENTE la sua lunga carriere ove ha ricoperto tutti i livelli organizzativi fino ad avere la nomina a Dirigente nel 1996.
Il 1° maggio 2002 ha ricevuto la decorazione della Stella al merito del Lavoro.