MdL dell' Abruzzo e del Molise sulle orme di Celestino V

Agnone (IS) città d’arte, conosciuta anche con l’ epiteto “piccola Atene del Sannio” ha sancito l’incontro interregionale dei Maestri del Lavoro del Molise, province di Campobasso ed Isernia con i colleghi abruzzesi delle province dell’Aquila, Pescara e Chieti.
Nella mattinata di sabato 6 ottobre 2007, presso la sede dell’antica “Pontificia Fonderia Marinelli”le cui origini risalgono agli albori dell’anno 1000, le due numerose delegazioni –circa 80 persone tra Mdl, ospiti e simpatizzanti – sono state ricevute dai titolari della fonderia, i gentilissimi fratelli Marinelli che hanno messo a disposizione dei visitatori la fabbrica, l’interessante Museo dedicato alla storia delle campane e soprattutto hanno consentito al loro dipendente e nostro collega Maestro del Lavoro Antonio Delli Quadri di fungere da esperta e validissima guida quale si è poi rivelata, tanto sotto l’aspetto tecnico-produttivo, quanto sotto l’aspetto squisitamente storico-culturale.
Il nostro “Tonino” Delli Quadri ha concluso il suo brillante ed esauriente intervento deliziando i presenti con un estemporaneo e applauditissimo concerto di campane, intonando alcuni famosissimi brani a testimonianza che le campane oltre alle tante caratteristiche tecniche devono possedere una intonazione ed una musicalità pressocchè perfette.
Nel breve tragitto percorso a piedi per recarci in pieno centro storico alla Biblioteca Comunale, ricca di numerosi ed importantissimi volumi nonché di cimeli e originali chicche agnonesi risalenti ai secoli scorsi , abbiamo potuto ammirare qualche incantevole scorcio della cittadina alto-molisana e ricevere conferma da parte del collega Delli Quadri di quanto profondi e proficui risultino i plurisecolari legami che uniscono la famiglia Marinelli al Vaticano e ai suoi più alti rappresentanti (significativa la visita di Papa Giovanni Paolo II alle fonderie agnonesi nel 1995)-
A bordo di due super accessoriati Gran Turismo le due comitive hanno percorso le principali arterie molisane per raggiungere la provincia di Campobasso, agro di Vinchiaturo, per gustare assieme le specialità molisane e le leccornie preparate per l’occasione dalla famosa chef molisana Melina nel suo ristorante “La Masseria.”
Invitati dai colleghi abruzzesi sul loro pullman, il console ed il segretario molisani, lasciando Agnone città delle campane, dei confetti ricci, degli artisti orafi, hanno potuto illustrare durante il viaggio le caratteristiche e le peculiarità degli splendidi paesini che man mano si incontravano o si intravedevano lungo il percorso:
Capracotta, il comune più alto dell’appennino (mt.1421) rinomato centro turistico invernale, sede di importanti happening internazionali di sci;
Pescopennataro ricco di boschi di abeti e di verde … e di colori stupendi;
Pietrabbondante, fra giganteschi macigni dovrebbe essere l’antico centro sannita “Bovianum Vetus”, ricca di interessanti reperti archeologici (templi e anfiteatro romani)
Carovilli incantevole stazione climatica, patria di S.Stefano del Lupo e denominata “città del tartufo” il tubero molto diffuso in tutto il Molise, specialmente in provincia di Isernia;
Pescolanciano, caratterizzato dalla presenza dell’interessante castello medioevale “D’A-
lessandro” e conosciuta in passato per l’elegante produzione di porcellane artististiche che
nulla avevano da invidiare a quelle più famose di Capodimonte;
Carpinone, importante snodo ferroviario tra i cui monti si possono ammirare le bellissime
cascate scaturenti dal piccolo fiume Carpino;
Pesche, ridente paesino sdraiato tra le montagne a mo’ di un originale e pittoresco presepe naturale;
Isernia, città capoluogo, l’Aesernia dei Sanniti, famosa per la lavorazione del Tombolo, per l’Homo Aeserniensis –homo erectus – sede di importanti ritrovamenti archeologici e conosciuta altresì per le tristi vicende vissute nel corso della II guerra mondiale;
Castelpetroso centro della religiosità molisana, sede dell’importante santuario realizzato
dopo le apparizioni della Vergine Addolorata nel 1888;
Bojano antichissima città sannita conosciuta oggi per la bontà dei suoi latticini diffusi sull’intero territorio nazionale;
Campochiaro e Guardiaregia comuni ai piedi del Matese ricchi di boschi ad alto fusto nel cui territorio si possono ammirare e godere oasi bellissime realizzate dal WWF;
Altilia, l’antica Saepinum romana, oggi straordinario complesso archeologico ricchissimo di testimonianze e di antiche vestigia di considerevole valore;
Vinchiaturo….piccolo centro alle porte di Campobasso……
Siamo giunti a destinazione?!…..quasi non ce ne accorgevamo…..
Purtroppo nella foga di raccontare la bellissima esperienza il cronista ha dimenticato di citare le motivazioni principali di questo incontro tra i cugini abruzzesi e molisani.
A parte la gioia, il piacere di stare insieme e di fare nuove conoscenze e amicizie, la motivazione ufficiale dell’incontro si identifica con la necessità da ambo le parti di un confronto e di un approfondimento sulla luminosa figura, molisana di nascita e abruzzese di adozione, splendida ed esemplare ma ancora poco conosciuta : stiamo parlando di San Pietro Celestino che, nonostante sia stato collocato da Dante nel sesto girone dell’inferno della sua Divina Commedia, viene consacrato santo dalla Chiesa nell’anno 1313 .
Non a caso nella comitiva abruzzese è presente in qualità di ospite d’onore uno studioso di San Pietro Celestino, il sacerdote Don Carmelo Pagano Delle Rose, autore di un importante saggio sulla figura del Santo; nel contempo tra i molisani sono presenti tre devoti di San Pietro Celestino, provenienti dalla zona di S.Angelo Limosano, località in provincia di Campobasso che risulterebbe la più accreditata tra gli storici ad essere indicata quale patria del santo:
il signor Domenico Foligno, attuale sindaco di Sant’Angelo Limosano, il signor Michele Tanno –autore di un particolare libro legato a Celestino V – e il sig.Pasquale Saliola tutti protagonisti di una singolare iniziativa che testimonia la grande devozione che ancora oggi in Molise il popolo riserva alla figura del santo.
I nostri tre amici ogni anno o quasi partecipano ad un impegnativo pellegrinaggio a piedi che da Sant’Angelo Limosano li conduce attraverso antichi tratturi, boschi, radure, piccoli fiumi e quant’altro verso la Basilica di Collemaggio nella città de L’Aquila.. Poco meno di 300 chilometri di percorso duro, faticoso ed estenuante ma altresì ricco di atmosfere, luoghi, scorci incantevoli che la frenetica vita moderna ci ha fatto dimenticare, un percorso che facilita il riavvicinamento a Dio attraverso le bellezze della natura e del creato che soltanto con questo tipo di esperienza si possono nuovamente riscoprire .
Dunque Sant’Angelo e L’Aquila, due punti fermi nella vita terrena del grande asceta, presupposti indispensabili per l’approfondimento e la crescita di una spiritualità sempre ispirata ai canoni più tradizionali del cristianesimo al punto che i suoi contemporanei, come già detto, a pochi anni dalla morte lo innalzano agli onori dell’altare.
“Colui che fece per viltade il gran rifiuto… “ come lo definisce il sommo Dante è una affermazione ingiusta ed errata, un vero e proprio clamoroso lapsus, ben altre sono infatti le motivazioni che spinsero Celestino V ad abdicare……
Ed allora carissimi Don Carmelo, signor Sindaco, Michele Tanno, Pasquale Saliola, coadiuvati dal nostro collega maestro del Lavoro Domenico Mantegna, profondo conoscitore della biografia del Santo e con la preziosa esperienza e collaborazione dei due consoli signor Giorgio Vitaliano e signora Anna di Nardo Ruffo, ben avete fatto ad appartarVi dal resto della comitiva, in un angolo poco lontano, senza i rumori frenetici del ristorante e lontani dal chiacchierio dei colleghi……
…………..a Voi l’onore e l’onere di promuovere, pianificare, organizzare insieme un impegnativo piano, in un progetto di fattibilità, per una maggiore e più realistica diffusione della conoscenza di San Pietro Celestino , per una sua definitiva riabilitazione e per l’inserimento della sua memoria tra i più importanti santi italiani, così come la sua “avventura” terrena, letta con fede e senza oscure trame, effettivamente dimostra.

Maestro del Lavoro : Vincenzo Armanetti.