Mario Albino e la vita segreta delle cose _ Le opere_


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Mario Albino e la vita segreta delle cose

Di Antonio RUGGIERI

Il numero di luglio/agosto de “il Bene Comune” è particolare per molti versi; non solo perché è un numero doppio, più intenso, più nutrito e meditato degli altri, ma anche perché esce al giro di boa dell’anno in corso, quando è possibile fare un bilancio sufficientemente realistico e aggiornato del difficile ( al limite del temerario ) progetto culturale che ci anima. Lo dedichiamo, questo numero di luglio/agosto così denso di significati e di responsabilità, al lavoro pittorico di Mario ALBINO, del quale riproduciamo un’opera a colori(per la prima volta in sei anni) in copertina.
Ai nostri abbonati e ai nostri lettori facciamo dono del catalogo della mostra antologica curato da Lucia PETRUCCIANI LAGIOIA, che il Comune di Ferrazzano gli ha dedicato.Lo facciamo stimolati ( ma anche indirizzati) dall’opera febbrile e diuturna di Michele CARROCCIA il quale, su delega dell’Amministrazione comunale di Ferrazzano della quale fa ( dinamicissima) parte e del suo Assessore alla Cultura Pino Tortorella, con caparbietà e sagacia, ha tessuto i fili dell’iniziativa culturale che avrà vita in Palazzo Chiarulli a Ferrazzano dal 4 agosto al 2 settembre.
Lo facciamo però, soprattutto con un’intenzione dichiarativa che riconosce nell’arte di Mario ALBINO un pezzo palpitante e sommesso, sdegnato e caparbio, colto, popolare e iperbolico, di una comunità che ci è vicina per tanti motivi.
L’attività artistica di Mario ALBINO, segnata da un talento conclamatosi “ in epoca non sospetta”, è vissuta su un doppio binario: da una parte l’impegno religioso, sociale e culturale che ha suggestionato intere generazioni di ferrazzanesi assorti e strabiliati al cospetto delle soluzioni spiazzanti e sempre “ modernissime” dei presepi e dei sepolcri che l’artista ha allestito negli anni, e dall’altra il lavoro minuzioso e lacerante sulla tecnica e l’orizzonte poetico della sua pittura.
Un’attitudine ha fatto aggio sull’altra come in una specie di “ zompa-cavallo “, di approssimazione del sembiante per prove successive.
Comunque, col conforto della mano ferma e sperimentata di chi le cose ( sia pure nella loro segreta vitalità) le pensa, le fa, poi le ripensa ancora ( casomai diverse), in una dimensione che racchiude il senso profondo dell’esistenza degli uomini e del progetto civile del quale sanno essere protagonisti( se lo sanno essere ).
Questo gioco, così importante e sofisticato, è tumultuosamente in corso in questi giorni; forse soprattutto in questi giorni. Lo si legge senza difficoltà ( anzi, con gioiosa operosità ) nella luccicanza dello sguardo, sommessso e vivido nello stesso tempo, dell’artista al prese con la comunicazione pubblica, ufficiale, critica, plurale e imponderabile del suo lavoro. Il quale comunque, con misura e raziocinio, ha riguardato e riguarderà la vita segreta delle cose.
Per razionale interesse poetico.


PROFILO BIOGRAFICO
Mario ALBINO nasce il 4 settembre a Ferrazzano, in provincia di Campobasso.
Grafico, designer, pittore, scenografo, dal 1965 presta la propria collaborazione per un’azienda “ storica “ del capoluogo molisano, la NEON MOLISE ARREDAMENTI, operante nel settore dell’arredamento per negozi e comunità in tutto il mondo, rappresentando un inimitabile modello di dedizione e fedeltà aziendale e creatività artistica ed artigianale, impiegata al servizio dell’industria.
Molteplici sono state nel corso della sua carriera le idee progettuali partorite da ALBINO, pioniere nella regione molisana per la creazione di insegne luminose, di marchi di scenografie e di manufatti artigianali ed industriali concepiti e realizzati per la realizzazione di arredi di negozi privati e monomarca,per comunità,per teatri, chiese, musei.Ci piace ricordare la scenografia curata per l’edizione del 1982 del Festival della Canzone Italiana di Sanremo o tante altre progettazioni curate per scenografie teatrali, per alberghi, musei e per le mostre promosse dalla Soprintendenza A.A.A.A., per la Scuola Specializzati Trasmissioni di San Giorgio a Cremano, per l’Università e per le caserme e gli Enti pubblici presenti a Campobasso.
Innumerevoli sono le insegne luminose realizzate al servizio di importanti griffe della moda italiana esportate in tutto il mondo. Tra queste ricordiamo i marchi: Max Mara, Iceberg,Fendi, Fratelli Rossetti,Pal Zileri, Golden Point, Miss Sixty,Motivi,Elena Mirò , Furla.E in un non molto lontano passato le insegne e gli arredi prodotti per il marchio Pop 84.
Grazie alle sue invenzioni grafiche, alle sue cognizioni tecniche, al suo esempio di umanità e di tenacia, è nata una realtà d’imresa che vanta 108 addetti interni e un indotto esterno di 200 persone.

Per quanto sopra esplicitato e per i meriti da lui acquisiti , il 1° maggio 2006 gli è stata conferita la Stella al merito del Lavoro.

I documenti sopra citati sono stati riportati per gentile concessione del dott. Antonio RUGGIERI, direttore della rivista “ Il Bene Comune “.