LA FESTA DELLA DONNA 8 marzo 2007
Riconoscimento speciale a cinque donne molisane

Anche se sono cambiati i tempi ed i modi, la festa della donna ha sempre un valore che va al di là di un semplice riconoscimento ad una donna. Nell’ambito della manifestazione “La donna nell’arte e nell’ambiente”, curata dalla Direzione Regionale dei Beni culturali del Molise, la Federazione dei Maestri del Lavoro ha premiato con un riconoscimento speciale cinque donne molisane che si sono distinte nella Transumanza, nella Medicina, nella Gastronomia e nella Poesia.

Nel dettaglio, Carmelina Colantuono, del settore Transumanza, commenta così la sua premiazione: “Io credo di non aver fatto niente di tanto importante da meritare un premio, sono solo nata e continuo ostinatamente e orgogliosamente, insieme alla mia famiglia, a vivere secondo le regole della transumanza: un mondo fatto di rispetto e amore per l’ambiente, per la natura, per i nostri animali, per la nostra storia e per le nostre tradizioni. Rappresenta forse nell’era della globalizzazione una resistenza testarda e tenace ad un livellamento omogeneizzato del presente che alimenti valori, immagini ed emozioni.
La mia premiazione la dedico a tutte le donne della transumanza che sono vissute sempre nell’ombra e in particolare a quelle della mia famiglia che tanto mi hanno insegnato, che tanto ho visto soffrire in silenzio e che tanto coraggio e tanta forza hanno avuto nella vita senza ricevere alcuna lode e alcun onore. Credo che l’istinto materno e la grande sensibilità rappresentino, per le donne in genere, la grande arma per la difesa dei grandi valori umani”.

La dottoressa Rossella Cornacchine, premiata per la Medicina, si descrive così: “Sono donna schiva, abituata al verde delle sale operatorie e alle corsie di fortuna allestite in ospedali da campo in Africa, India e Pakistan, alla sofferenza di pazienti che ti guardano con occhi che ti bucano l’anima, così sono un po’ a disagio sotto i riflettori. Che dirò se mi intervistano? Pensavo. E l’intervista comincia… Come può riassumere le sue esperienze? Rispondo con improvvisa lucidità.
Potrebbero sembrare straordinarie, ma sono ordinarie se ogni medico ricordasse ogni giorno il giuramento di Ippocrate che recita ‘avrai cura di ogni paziente, indipendentemente dalla razza, religione, censo, colore politico. Camminerai a testa alta forte delle tue doti professionali e morali. Non tradirai mai la tua fiducia’. Poi il ritorno a casa, col cuore leggero. Grazie Anna, grazie Maestri del Lavoro”.

 

Per il settore Poesia si esprime così Diana De Oto: “Se ho un merito è quello di aver compiuto un grande viaggio dentro me stessa e di averne comunicato l’itinerario ed il modo fatto di gioie e di sofferenze, attraverso la scrittura, un leit motiv che ha caratterizzato la mia esistenza.
Questa volta uscire allo scoperto è stato semplice, lontano dalle saccenti accademie o premi ambiti. Mi sono sentita circondata da affetto e stima sinceri, merito del nostro Console e del Mdl Vincenzo Armanetti, un vero gentleman, che insieme mi hanno messo a mio agio, serena nel rispondere alle garbate domande, sebbene emozionata anche per la visione delle immagini che scorrevano sul grande schermo.
Ho capito, dopo la lettura appassionata della mia poesia ‘To Chat’, che nessuna vita passa invano e forte è stata la gratificazione ricevuta. Grazie Maestri del Lavoro per aver pensato a me in questa giornata che celebra noi donne”.

 

Per il settore Gastronomia la premiata è Concetta Cipullo, proprietaria del ristorante “Zia Concetta”, nel centro storico di Campobasso. Zia Concetta, da oltre 50 anni, prepara prelibatezze tipiche molisane, rigorosamente di stagione, dalla “pizz e minestr” agli spiedini di fave fresche e caciocavallo, agli arrosti alla brace del camino sempre acceso.
Nel suo ristorante si sono seduti con i piedi sotto il tavolo – come si dice a Campobasso – i nomi più famosi d’Italia e non solo… Basta citarne soltanto alcuni: dal senatore Giulio Andreotti all’atleta Juri Chechi, dall’attrice Paola Borboni al premio Nobel per la Medicina Renato Dulbecco. La signora Concetta, indaffarata a cucinare, non ha potuto presenziare alla cerimonia, ma è venuta a ritirare il premio la figlia Lucia.

 

La premiazione più emozionante è risultata, per il settore Poesia, quella di Luisa Tammaro, poetessa e scrittrice, Di lei, nella prefazione del libro di poesia “Angelo Disabile”, Don Aldo Vendemmiati dice: “Tu ci dici, ci ripeti che hai un handicap, ma leggendoti abbiamo capito che il vero handicap lo abbiamo noi che non siamo capaci di sincerità, di trasparenza, di amicizia come te”.

Luigi Calabrese

Le cinque donne premiate con la Console Anna di Nardo Ruffo.

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